Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Emanuele Pavia
Genere: 
Etichetta: 
Captured Tracks
Anno: 
2011
Line-Up: 

- Luis Vasquez - Voce, Chitarra, Sintetizzatore
- Justin Anastasi - Basso
- Damon Way - Drum Machine, Sintetizzatore

Tracklist: 

1. Repetition
2. Alive
3. Total Decay
4. Visions

Soft Moon, The

Total Decay

Il secondo capitolo della saga dei The Soft Moon (divenuti un vero e proprio gruppo musicale con l'arrivo di Justin Anastasi e Damon Way al fianco del mastermind Luis Vasquez) viene pubblicato dalla Captured Tracks il 31 ottobre 2011, a un anno dall'uscita del loro sorprendente debutto eponimo.

In realtà, Total Decay - il titolo del nuovo lavoro - è solamente un breve EP di quattro brani di una durata totale di nemmeno un quarto d'ora, che rappresenta una sorta di assestamento dello stile musicale già abbozzato nel full-length d'esordio, sospeso tra revival di new/dark wave e desolanti scenari apocalittici.
I mezzi e lo scopo della musica di Vasquez non hanno subito particolari cambiamenti, eccezion fatta per l'adozione di una produzione leggermente più curata e fredda che enfatizza maggiormente la ritmica e gli elementi più cupi del sound di The Soft Moon a discapito delle atmosfere più dilatate e rarefatte dell'album precedente (che comunque rappresentano ancora una componente determinante della musica di Vasquez): Total Decay è quindi un coerente e lineare proseguimento sulle coordinate già presentate che, se di certo non fa gridare al miracolo per uno stravolgimento della proposta, mantiene intatta la classe del primo disco.
Repetition riprende le atmosfere gotiche ed eteree del debut, accompagnando le distese pareti sonore ereditate dalla darkwave con rumorismi elettronici e percussioni tribali, mentre la base ritmica che sostiene i misticismi distorti e i sibili soffocati di Vasquez diviene ancora più martellante nella successiva Alive (tanto da ricordare le pesanti drum-machine della coldwave americana). In modo più affine a The Soft Moon prosegue invece la title-track, tra le cui coltri di distorsioni, riverberi e feedback si rincorrono i gemiti disumani di Vasquez, prima che l'EP si spenga nel tribalismo ferale e negli inquietanti rumori della conclusiva Visions.

Ancora efficace, seppur non più sbalorditiva come era apparsa nell'esordio, la formula dei Soft Moon si conferma come una gradita novità nel panorama musicale odierno. Di certo Total Decay non è un'uscita imperdibile - considerando anche l'esigua durata dell'EP -, ma conferma le aspettative che si sono create intorno a uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni in vista di un secondo full-length.

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