Voto: 
7.1 / 10
Autore: 
Paolo Cazzola
Etichetta: 
Autoproduzione
Anno: 
2008
Line-Up: 

Daniele Rini - voce
Luca Mazzotta - chitarre
Sokol Lisna - basso
Stefano De Laurenzi - tastiere
Roberto Vergallo - chitarre
Mauro Lorenzo - batteria


Tracklist: 


1. Window
2. Under A Dead Sun
3. Another Leaf Comes Down
4. Through The Pain
5. In My Darkest Day
6. Helpless Soul    
      I. The Path     
      II. In The Woods

Silvered

Dying Light

La storia dei Silvered è sicuramente una delle più originali. Nati nel 2007 dall'incontro tra Daniele Rini (voce), Luca Mazzotta (chitarra) e Sokol Lisna (basso), il trio inizia a muovere i primi passi con delle cover acustiche, formando un repertorio rock, grunge e metal. L'attività live dei Silvered è incessante, e tra il dicembre e il marzo 2008 il gruppo si allarga, accogliendo Mauro Lorenzo dietro le pelli, Stefano De Laurenzi alle tastiere e Roberto Vergallo a dar man forte a Luca Mazzotta in veste di chitarrista.

Gli intenti appaiono ora molto più nitidi: la band stava cercando di evolvere il proprio sound, incentrando la propria proposta sulle alternanze tra melodie distorte e pulite, tipiche di metal bands come Opeth, Amorphis, Katatonia e via discorrendo. Dopo la pubblicazione del The Unplugged Night Live, la band si mette a lavoro per registrare il primo prodotto in studio: Dying Light. Il disco si presenta composta da sei tasselli, molto eterogenei, e che spaziano a tutto campo tanto nell'estremo tanto nel progressivo, il tutto condito con un background crepuscolare e notturno che riesce a donare molto pathos ai passaggi prettamente acustici.

Dopo il discreto intro Window, strumentale incentrata sugli intrecci e melodie di un pianoforte, ecco apparire le chitarre in tutta la loro ferocia in Under A Dead Sun. Il pezzo ricorda melodicamente gli Opeth, ma viene arricchito da un growl molto più potente e da ritmiche più serrate, mettendo il risalto la positivissima prova collettiva dei Silvered. Si prosegue con Another Leaf Comes Down, che oltre a mostrarci quanto la cura dei testi e delle melodie sia importante per il sestetto salentino, prende un sound potente e cadenzato di band ben più famose (un nome su tutti per questo pezzo: Amorphis) e lo adatta ad un contesto più gothic e progressivo, ottenendo davvero degli ottimi risultati.

Si arriva a Through The Pain, vero cavallo di battaglia dei Silvered e probabilmente pezzo meglio riuscito di questo Dying Light. La scelta delle melodie e delle ritmiche (sempre altalenanti tra il furioso e il meditativo) la rende qualitativamente un gradino più in alto rispetto alle altre, sbattendo quasi in faccia tutta la capacità di songwriting di cui i Silvered sono in possesso. A seguire la più rocciosa In My Darkest Day, probabilmente l'anello debole del platter, se non fosse per la bella prova acustica mostrata nel finale. Il gommoso intro di Helpless Soul ci porta all'ultimo tassello di questo puzzle: diviso in due parti, potente e incisiva la prima, accattivamente e misteriosa la seconda.

Traendo delle conclusioni, niente ci può esonerare dall'affermare che i Silvered sono non solo una delle più promettenti realtà salentine degli ultimi anni, ma anche una possibile rivelazione a livello nazionale, dato l'enorme potenziale che la band possiede. Un suono fin da subito personale, testi curati e soprattutto una gran voglia di comporre e di far musica. Questi sono i Silvered, l'inizio fa ben sperare.

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