Voto: 
7.8 / 10
Autore: 
Stefano Magrassi
Genere: 
Etichetta: 
SPV Records/Audioglobe
Anno: 
2005
Line-Up: 



- John Connelly - Chitarra e Voce


- Eric Burke - Chitarra


- Dan Lilker - Basso


- Glenn Evans - Batteria





Tracklist: 



1. Third World Genocide (03.37)


2. Price Of Freedom (04.10)


3. Human Wreckage (02.38)


4. Living Hell (05.09)


5. Whine And Cheese (02.28)


6. Defiled Innocence (04.29)


7. Exoskeletal (03.00)


8. Discharged Reason (02.14)


9. Fractured Minds (03.59)


10. The Hockey Song (0.14)


11. Eroded Liberty (02.51)


12. Long Haired Asshole (2.12)


13. Glenn's Song (3.22)

Nuclear Assault

Third World Genocide

Non c'è che dire, il 2005 non ce lo scorderemo facilmente. Da tempo non capitava un anno così ricco di novità ed ottime uscite come questo. E non ultimo il nuovo disco dei Nuclear Assault ne è la conferma. La band newyorkese fa ormai parte della storia del Thrash: diventati famosi nella seconda metà degli anni ottanta, grazie al successo dei compaesani Overkill ed Anthrax, alla presenza al basso del signor Dan Lilker (personaggio ricordato più che per le sue capacità tecniche, per la sua attitudine e per il numero incredile di gruppi in cui milita o ha militato) e grazie all'atteggiamento sfrontato, scanzonato, ironico, policamente impegnato e divertente che li ha sempre differenziati. Thrash metal con fortissime influenze hard-core, senza fronzoli, senza particolari ricerca di pulizia sonora e con produzioni abbastanza scadenti, hanno sempre dato (come succede spesso in questo campo) il loro meglio dal vivo, con veri e propri inni come Hang The Pope.

Dopo alcuni anni di assenza, coincidenti con il periodo buio del Thrash, i Nostri ritornano con un album in cui si fanno sentire vecchiaia, esperienza e una produzione finalmente accettabile. Non siamo sicuramente di fronte ad un capolavoro, ma neanche ad un disco mediocre: le canzoni sono buone, i suoni pure e, cosa più importante, i Nuclear Assault non sono cambiati neanche di una virgola.

Third World Genocide sembra quasi diviso in due parti, in maniera abbastanza netta: la prima sviluppata attorno ad un songwriting meno caotico e più ragionato, che ben si accompagna alle tematiche trattate. La stessa Third World Genocide, opener dell'album risponde a questi requisti. A stupire notevolmente la produzione, che negli anni passati aveva pesantemente abbasato le quotazioni del gruppo. Ora tutti gli strumenti sono nitidi e la voce di John Connelly, anche se ha perso tutta la potenza e il brio di una volta, comunque esce pulita e coinvolgente. Meno hard-core e più thrash moderno in questa prima parte: la velocità rimane sempre su livelli medio-bassi, vi è una certa ricerca per alcuni inserti melodici e il tutto sembra circondato da una specie di cattiveria e serietà difficili da trovare nei vecchi lavori della band. Price Of Freedom segue perfettamente questa proposta, mentre Human Wreckage e Living Hell variano un pò, mettendo in risalto un lato più heavy e potente, con come unica pecca il cantato, più volte lontano dall'essere perfetto.

A spezzare dastricamente l'album, una canzone che facilmente può essere definita punk-rock: Whine And Cheese. Non si capisce bene il senso di una traccia del genere, soprattutto a questo punto del disco. La composizione è, però, piacevole e divertente e si lascia ascoltare senza troppi problemi. Da qui in avanti si nota il vero e proprio cambio brusco di stile. Abbandonate in parte quelle piccole innovazioni ed uscite vicine all'heavy un pochino più classico, a questo punto i nostri ritornano sui loro passi e sul quel loro modo di fare estremamente personale. E quindi spazio a Defiled Innocence: cori potenti e mid-tempos in classico stile Game Over. Così come la seguente Exoskeletal, con il basso di Dan Lilker che si fa sentire e accelerazioni improvvise, proprio come ai vecchi tempi. Se nella prima parte è riguardevole la ricerca di un suond in parte differente e più maturo,non c'è che dire che i Nuclear Assault si sono fatti amare per un certo genere di proposta ed è proprio questo quello che ai fan piace di più.

La partenza lenta e cadenzata di Discharged Reason trae in inganno sulle prime, ma poco dopo la velocità si alza notevolmente sviluppandosi nei classici tempi hard-core. Nella stessa maniera ci si presenta Fractured Minds: costruzione semplice, thrash nudo e crudo senza troppi fronzoli e stacco centrale con un insolito inserimento di scomposizione (ma non facciamoci ingannare: la tecnica non è mai stata una caratteristica principale dei Nostri).A seguire, come nella migliore tradizione newyorkese, una traccia di appena quattoridici secondi, The Hokey Song: ovviamente deve essere presa per quello che è, ovvero cattiveria e velocità. Il disco in queste ultime tracce ci regala una grande prova di thrash-core coriaceo ed onesto: Eroded Liberty ne è la prova vera e propria. Ma come è già stato detto in precedenza, i Nuclear Assault hanno, da sempre, basato il proprio stile sull'ironia, sulla presa in giro e sul divertimento puro. Ecco spiegato il senso di una canzone come Long Haired Asshole (e sulla traduzione del testo, penso di non dovermi dilungare troppo...), ovvero, benjo e tamburello in mano, nient'altro che una country song, nella quale gli elementi goliardici non mancano. Insomma due risate scappano anche troppo facilmente. A conclusione ecco che troviamo Glen's Song: riassunto e mix di tutta la "nuova" proposta musicale del gruppo.

Dopo l'uscita di Enemy Of God dei Kreator, la SPV regala a tutti i fan di Thrash un altro album ben prodotto, cattivo, veloce e godevole al punto giusto. Ma non solo quello: a dieci anni di distanza dall'ultimo album composto di materiale inedito e dopo un paio di anni passati in giro per il globo in tuor, i Nuclear Assault ritornano rispolverati e quasi ringiovaniti (anche se l'età si fa sentire). Forse un pò meno brutali di prima e più maturi, ma sempre dotati di quel carisma e di quell'atteggiamento che li aveva fatti emergere dal vivaio newyorkese degli 80's. Un ritorno piacevole e atteso, che però ci mostra, per l'ennesima volta, come le nuove generazioni non siano ancora all'altezza dei gruppi che hanno portato in auge il Thrash metal.

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