Voto: 
6.5 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
Century Media
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Scottie Henry - chitarra
- Chris Day - chitarra
- Cory Brandan - voce
- Daniel Davison - batteria
- Jake Schultz - basso


Tracklist: 

1. A Grand Scene For A Color Film
2. Blueprints For Future Homes
3. A Small Spark vs. A Great Forest
4. A Temperamental Widower
5. The End Of All Things Will Be Televised
6. Songs Sound Much Sadder
7. The Longest Lasting Statement
8. Amnesty Please
9. Like Swimming Circles
10. Cemetery Like A Stage
11. No Passenger: No Parasite

Norma Jean

Redeemer

Uno dei gruppi che ha più riscosso un successo quasi immediato, soprattutto grazie alla diffusione di internet, sono i Norma Jean, quintetto cristiano Noise-Core di Atlanta che giunge nel 2006 alla terza pubblicazione con Redeemer, sotto Century Media.
Vengono proposti undici capitoli graffianti e confusionari, dove la struttura tipica della canzone viene completamente eliminata, per lasciare spazio alle divagazioni caotiche tessute dalle folli chitarre. In ogni brano comunque i Norma Jean riescono a ricondursi ad un’unità strutturale e tale aspetto si può considerare il vero punto di forza della band statunitense, che già aveva stupito con O God The Aftermath nel 2005.

Sebbene il Noise-Core presentato sia alquanto originale perché fuori da tutti gli schemi tipici di Hardcore e Metalcore, le canzoni faticano ad uscire dal loro guscio; la voce è disperata, feroce e si adatta perfettamente ai riff delle chitarre, mai uguali e mai ripetitive, se non nelle tracce più strettamente connesse alla matrice Hardcore, come la quarta A Temperamental Widower. Il tono di Cory Brendan però, pur disponendo di una grande estensione vocale, appare spesso troppo sporca e filtrata, e non alquanto coinvolgente.
Il vero capolavoro dell’album si può considerare A Small Spark Vs. A Great Forest, che sa avviarsi ed evolversi con sezioni inedite al sound Norma Jean e più tendenti all’Alternative.
The End Of All Things Will Be Televised è devastante e trascina l’ascoltatore nel vortice Noise, riempiendo di dense linee di basso i rari respiri sonori lasciati.
La batteria è certamente varia ed elaborata, sconvolgendo tutte le strutture e tutti gli schemi con un approccio ai limiti del concepibile, alternando sfuriate a cambi di tempo, sezioni d’accompagnamento a rullate ed interruzioni improvvise.

L’ottima produzione ad opera di Ross Robinson (già produttore per At The Drive-In, From First To Last, Sepultura) non permette comunque a Redeemer di ergersi come lavoro di ineccepibile interesse: di sicuro si deve sottolineare il grande sforzo a livello tecnico e a livello di song-writing, ma ci si sarebbe aspettati qualcosa di più trascinante da parte dei Norma Jean. Le melodie non riescono ad emergere con chiarezza e diversi passaggi si sarebbero potuti migliorare nella forma.
Tuttavia, è meritato il successo che i Norma Jean hanno riscosso dopo l’uscita di Redeemer, perché ripaga una band volenterosa di elevarsi tra i big del Metalcore, conferendo uno spirito personale e cerebrale. Pertanto aspettiamo fiduciosi la quarta uscita che succederà al discreto Redeemer.

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