Voto: 
8.2 / 10
Autore: 
Jacopo Prada
Genere: 
Etichetta: 
Still Life Records
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Fabio - voce
- Fabry - chitarra
- Ste - chitarra
- Giò - basso
- Stizzo - batteria


Tracklist: 

1. Guilty (03:19)
2. You Lost My Trust (03:01)
3. My Rights, No Rights (03:05)
4. What Belongs To Me (03:18)
5. The Silver Note (02:06)
6. You Will Be Gone (02:55)
7. Not Just Words (03:57)
8. What's Wrong With Me? (02:14)
9. We Will Fight You (03:03)

Miracle, The

Not Just Words

Nati due anni fa nell’area di Milano, i The Miracle sono riusciti in brevissimo tempo ad imporsi fra le tante Hardcore band lombarde ottenendo così un contratto dalla Still Life Records, neonata ed ambiziosa etichetta italiana di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro. Non si può certo dire che i The Miracle siano un gruppo senza esperienza, dal momento che i suoi componenti provengono tutti da altri complessi della zona (Fumbles In Life, Shotgun Formation e Frontside). L’intento con cui i cinque ragazzi milanesi danno vita al progetto è quello di suonare con passione trasmettendo un messaggio positivo all’ascoltatore. Grazie ad un’intensa attività live, i The Miracle incidono nel novembre 2005 True Spirit, EP di sette tracce prodotto dalla label olandese Commitment Records. Arrivano altre date dal vivo e la band si toglie quindi la soddisfazione di esibirsi a fianco di grandi nomi come Champion, Comeback Kid e Blue Monday. Dopo la ristampa per il mercato sudamericano di True Spirit, il combo lombardo entra in studio di registrazione e ne esce con un prodotto davvero valido: Not Just Words.

L’album, munito di un curatissimo booklet con immagini e testi, contiene nove tracce caratterizzate tutte da un’intensità sbalorditiva. Apre le danze Guilty, pezzo che, dopo una breve introduzione, esplode in una serie di riff micidiali. Appare subito evidente il feeling che lega Fabry e Ste, i due chitarristi del gruppo, abili a sfruttare ogni minima nota dei propri strumenti al fine di creare un sound duro e compatto. Ad aiutarli ci pensa Stizzo dietro le pelli, il quale, grazie anche ad una discreta tecnica, risulta prestante ed abbastanza vario stilisticamente parlando. La voce di Fabio può contare quindi su un imponente muro sonoro e di conseguenza il suo compito appare facilitato. A prescindere da ciò, il singer milanese svolge un ottimo lavoro, sostenuto oltretutto dai classici e possenti cori propri dell’Hardcore più tirato. Quella che può erroneamente sembrare la solita proposta comune a centinaia di gruppi viene inoltre impreziosita da cambi ritmici sempre azzeccati e da una passione inarrestabile.

Ogni singolo pezzo può vantare caratteristiche proprie e questo rende Not Just Words un lavoro ancor più appetibile. Come se non bastasse, l’album cresce con il passare degli ascolti e lunge dall’annoiare, il che va considerato un aspetto assolutamente positivo in un genere spesso monotono come l’Hardcore. Si va da brani travolgenti e devastanti (You Lost My Trust) ad altri meno massicci e più taglienti (My Rights, No Rights). L’Oldschool di cui i The Miracle sono pionieri ha comunque una caratteristica comune: la melodia. Essa è facilmente riscontrabile in ogni capitolo dell’opera, dimostrandosi in varie occasioni l’asso nella manica di Not Just Words, alla pari dei testi, profondi, sinceri e mai banali. Nella frazione iniziale di What Belongs To Me anche Giò si ritaglia finalmente un piccolo spazio; per il resto il bassista lombardo preferisce la sostanza ai virtuosismi, supportando costantemente e con grande perizia il buon Stizzo alla batteria. The Silver Note, fantastica traccia strumentale di circa due minuti, avvolge con le sue dolci note di pianoforte un ascoltatore quanto mai sorpreso dal tipo di canzone proposta. You Will Be Gone e What’s Wrong With Me? colpiscono con semplicità, mentre Not Just Words si avvale di una struttra maggiormente articolata, che, a dire il vero, poteva essere sviluppata ancora meglio. Chiude infine We Will Fight You, duro inno contro chi dichiara guerra con il solo intento di arricchirsi e senza prendere in considerazione la vita altrui.

Not Just Words, disco pregevole sotto tutti i punti di vista, ci consegna un gruppo maturo, ma ancora in grado di migliorarsi ulteriormente. L’album ha il solo difetto, tipico nell’Hardcore, di durare poco; basterà tuttavia riavvolgere il nastro e ripartire nuovamente: il successo è assicurato. Purtroppo, Fabio ha dovuto abbandonare da poco i The Miracle per via di un trasferimento in terra statunitense, lasciando di fatto la band senza un cantante. D’ora in avanti al suo posto ci sarà Sacha (già nei brianzoli Strong Enough), che avrà quindi il compito di ripetere con successo quanto fatto dal suo predecessore, portando magari con sé nuovi stimoli e nuove influenze.

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