Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
Candlelight Records/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Asgeir Hatlen - voce
- Eivind Fjoseide - chitarra
- Rune Hoemsnes - batteria
- Tommy Sebastian Halseth - voce
- Tor-Helge Skei (a.k.a. Cernunus) - chitarra, synth, programmazione
- Torstein Parelius - basso


Tracklist: 

1. Deeprooted
2. Come to Pass
3. I Watch You Fall
4. A Cancer in our Midst (Plague One)
5. Last Lights
6. Nobody Wants the Truth
7. My Journal of the Plague Years (Fuckmensch Warmensch)
8. The Cure-All
9. Transmigrant
10. Son of Night Brother of Sleep

Manes

How The World Came To An End

Coraggiosa l'evoluzione stilistica dei norvegesi Manes che, attivi ormai dal 1993, hanno saputo differenziare il proprio sound, distaccandosi dal Black Metal delle origini e giungendo a plasmare timbri sperimentali a cavallo tra generi diversi ed opposti.
Il terzo full-lenght How The World Came To And End riassume tutta la storia della band e introduce meandri mai esplorati da Cernunus e compagni: Elettronica e Hip Hop, Alternative e passaggi jazzistici si fondono a costruire un unico muro di suono che accompagna l'intero album nel suo sviluppo interno, conferendo un'atmosfera glaciale ed apocalittica.

La tuonante elettronica di Deeprooted avvia il platter con le sue parvenze alternative ricercate e fuori dal comune, che caratterizzano il sound dei Manes da diversi anni. I tour effettuati in tutto il mondo a supporto di celebri acts quali Isis, Katatonia, Danzig, Fantomas e Theatre Of Tragedy sembrano aver influito positivamente sul song-writing dei sei di Trondheim, che hanno acquisito un livello compositivo ben superiore a quello esibito sui precedenti lavori.
Ecco intervenire quindi un approccio Hip Hop inedito ed oscuro, che ben si adatta al contesto angosciante di How The World Came To An End, con la seconda Come To Pass. I Manes acquistano tratti simili ai francesi Pleymo, fautori di un Nu Metal di forte componente Hip Hop o Rap e riescono a tessere un alone cupo, inquietante e soffocante.
E se la successiva I Watch You Fall rappresenta un episodio sottotono e poco efficace, A Cancer In Our Midst (Plague One) fa riscoprire quelle sonorità che tendenzialmente si definiscono come Post Black, ma che in realtà sono una commistione tra stili estremi disparati, come Industrial e sperimentazioni più contemporanee.
L'anima Alternative invece emerge nella stupenda Nobody Wants The Truth, vero punto di forza dell'album, perché contraddistinta da riff validi e meditativi e da una presenza curata e non casuale dell'elettronica. Anche la nona Transmigrant costituisce un episodio memorabile per il suo fascino Post Black, che fa avvicinare i Manes a realtà avant-gardistiche come i connazionali Solefald.

In defitiniva, una buona prova questo How The World Came To An End, che immette un tocco di originalità all'interno del panorama estremo internazionale: l'unione di generi così diversi potrebbe apparire azzardata o sconcertante, ma il risultato a cui sono pervenuti i Manes è invece soddisfacente e personale. Di certo alcuni passaggi potevano essere perfezionati, per giungere ad un'unità strutturale maggiore, ma ciò che i sei di Trondheim sono riusciti a realizzare è un prodotto che appassionerà gli amanti delle sonorità più innovative.

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