Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Matteo Mainardi
Genere: 
Etichetta: 
Secretely Canadian/Promorama
Anno: 
2006
Tracklist: 

1.Don't fade on me
2.Montgomery
3.Lonesome valley
4.A little at a time
5.The old horizon
6.Memphis moon
7.Talk to me devil, again
8.Spanish moon fall and rise
9.Steady now

Magnolia Electric Co.

Fading Trails

Magnolia Electric Co. è il nome di uno dei molteplici progetti di Jason Molina che dimostra di essere un artista eclettico e sempre pronto ad esplorare nuove frontiere musicali. Questo viene ulteriormente dimostrato dai diversi ideali musicali che presenta ogni volta che un suo disco-progetto esce sul mercato. Siamo quindi in presenza di un musicista poliedrico che preferisce sperimentare e giocare con melodie e strumenti vari, piuttosto che seguire un'unica scia-guida che potrebbe diventare anche il suo marchio musicale.

Per tutti questi motivi, ogni volta che ci si imbatte in un suo lavoro, bisogna lasciare libera la mente da pregiudizi o da aspettattive troppo azzardate perchè i suoi prodotti non si possono prevedere se non quando si schiaccia il tasto "play" del nostro lettore cd. Così facendo ci addentriamo in questo Fading Trails che, come detto in precedenza, può sbalordire come deludere. Forse questo è proprio il suo tratto distintivo: spiazzare l'ascoltatore. Ogni volta che si ascolta un suo disco, non si sa mai se quello che abbiamo udito sia spazzatura o arte allo stato puro. L'effetto, positivo o meno, dipende molto da quelli che sono i nostri backgrounds musicali. Ecco quindi che per coloro che amano atmosfere semplici e minimaliste, questo sarà un album essenziale per il proprio scaffale musicale; mentre per chi apprezza e stravede per generi più propensi al movimento o, almeno, con leggera distorsione delle chitarre e una presenza più che dignitosa della batteria, Fading Trails non sarà certo un disco che comparirà nella propria lista dei prossimi acquisti. Questo per rendere ben chiara l'idea di cosa stiamo parlando. Non sarà quindi difficile accorgersi fin da subito con Don't Fade On Me quali saranno le sensazioni e le atmosfere evocate, per lo più, dalla voce struggente da una parte e apatica dall'altra, di James Molina. Solo raramente troveremo delle variazioni di registo come, per esempio, la presenza di strumenti quali il pianoforte. E' il caso di The Old Horizon dove le sonorità del famoso divulgatore di melodie dai tasti bianchi e neri, saranno un pò il pilastro portante dell'intero brano; ovviamente non c'è da aspettarsi chissà quali virtuosismi, ma solo semplici accostamenti di note dalla profonda capacità di riuscire ad esplorare i meandri più inaccessibili dello spirito umano. Tutto questo si cerca di farlo attraverso il minimalismo tecnico e creativo che il più delle volte riesce a trasmettere sensazioni tanto semplici quanto complicate da concretizzare e rendere tangibili. Per avere qualcosa di più "mosso" e "accattivante" al primo ascolto, bisogna andare verso la fine dell'album dove troviamo brani come Talk To Me Devil, Again, in cui non sarà difficile riuscire a trovare sonorità simili ai vecchi album dei R.E.M.

In conclusione, quindi, Fading Trails non è un disco facile che possa catturare una grossa fetta di pubblico ma solo quella più consona e devota alla tranquillità filosofica che, molte volte, la si evoca anche con l'ausilio della musica che, guarda a caso, è sempre stato un tema molto discusso da tutti i più grandi filosofi.

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