Voto: 
7.7 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
Drakkar Production/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Holly - voce
- M. Stolz - chitarra
- B. Cellini - violoncello
- Oli - chitarra
- Holly D. - chitarra
- Specki T.D. - batteria
- Mika - basso

Guests:
- Anna Katharina - viola
- Frau Schimtt - voce
- Leandra aka Ophelia Dax - voce e pianoforte


Tracklist: 


1. Kalter Glanz
2. Tanz
3. Ohne Dich
4. Eros
5. Unerreicht
6. Jeden Morgen
7. Du Und Ich
8. Helden
9. Das Weisse Lied
10. Fur Immer Und Ewig
11. Morgenrot
12. Winter
13. Mutter

Letzte Instanz

Das Weisse Lied

La scena gotica tedesca, sviluppatasi con estrema efficacia e varietà sin dagli anni Ottanta, si è gradualmente estesa, riuscendo a coprire quasi tutte le città di medie dimensioni della Nazione, a tal punto che in ognuna di esse è emersa almeno una realtà musicale che si è imposta nel mercato internazionale: Berlino è stretta intorno ai celeberrimi Rammstein, così come Francoforte e Bayern hanno visto nascere e crescere nomi significativi come ASP e Das Ich.
Anche nella medievale Dresda il panorama Gothic ha cominciato a muovere i primi passi da quasi un decennio, grazie all’apporto dei Letzte Instanz, seven-piece che ha creato fin dalle origini un timbro parecchio vicino a quello dei connazionali Subway To Sally, misto fra Gothic e Folk. Fin da subito quest’etichetta non è stata gradita dai Letzte Instanz, che si collocano in ben altri meandri sonori: tuttavia, l’album Das Weisse Lied, lavoro acustico pubblicato in occasione del decimo anniversario della formazione tedesca, vede tra gli ospiti che sono intervenuti anche la stessa Frau Schimtt del sopra citato gruppo.

Tra archi acustici e tessuti a cavallo tra Gothic dal sapore folcloristico e Alternative melanconico, prende forma Das Weisse Lied, costituito da tredici tracce dirette e melodiche, in cui dominano gli arpeggi e gli intrecci delle chitarre acustiche.
La ritmata Tanz è diametralmente opposta alla più riflessiva Ohne Dich, soffusa nella sua atmosfera e costruita su un crescendo di emozioni; le percussioni sono sfruttate in modo chiaro e cristallino nella quinta Unerreicht, la più particolare del platter per la sua cadenza carica di fascino e per le sezioni tenebrose che affiorano a tratti.
Non mancano ballate dall’attitudine più macabra, come testimonia Helden, un lento che non infastidisce l’andamento dell’album, ma impreziosisce con gli inserti di voce femminile.
Non sono contemplati strumenti elettrici perché anche l’elettronica tanto cara agli acts tedeschi è stata eliminata per non appesantire un disco fluido e spontaneo; ciò che emerge dallo stile acustico dei Letzte Instanz è scorrevolezza unita a trasparenza, grazie anche alla produzione davvero professionale garantita dalla Drakkar Records.

Si consiglia Das Weisse Lied a chi cerca nuove proposte nell’ambito gotico tedesco, che non sfocino ancora sul Neoclassico o l’Ethereal, ma che allo stesso tempo si differenzino dalla (comunque valida) cultura Industrial che ha preso piede dagli anni Ottanta/Novanta.
La peculiarità dei Letzte Instanz è quella di aver realizzato un album che fa confluire in un unico sound elementi originari di tradizioni diverse, capaci di fondersi con estrema facilità. Gli amanti delle sonorità oscure ed alternative saranno pienamente soddisfatti dalla scoperta di una band attiva da parecchi anni ed in grado di coronare il proprio operato con un set acustico di ottima fattura.

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