Voto: 
7.5 / 10
Autore: 
Jacopo Prada
Genere: 
Etichetta: 
SPV Records/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Andi Deris - voce
- Michael Weikath - chitarra
- Sascha Gerstner - chitarra
- Markus Grosskopf - basso
- Dani Löble - batteria


Tracklist: 

CD 1
1. Intro (02:08)
2. The King For A 1000 Years (13:18)
3. Eagle Fly Free (05:49)
4. Hell Was Made In Heaven (06:36)
5. Keeper Of The Seven Keys (13:33)
6. A Tale That Wasn't Right (05:20)
7. Mr. Torture (04:30)
8. If I Could Fly (04:09)
9. Power (03:48)

CD 2
1. Future World (10:04)
2. The Invisible Man (08:39)
3. Mrs. God (02:55)
4. I Want Out (05:35)
5. Dr. Stein (07:50)
6. Occasion Avenue (10:25)
7. Halloween (13:39)

Helloween

Keeper Of The Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006

Erano stati aspramente criticati due anni fa, quando decisero di intitolare il loro album in uscita Keeper Of The Seven Keys - The Legacy, doppio disco che si rivelò mediocre e molo lontano dai primi due capitoli della serie, usciti rispettivamente nel 1987 e 1988. Ora sono tornati con un lavoro dal vivo che farà senz’altro discutere. Di chi stiamo parlando? Degli Helloween, o perlomeno di quello che ne resta. Sembrano infatti andati per sempre i tempi in cui Kai Hansen e Michael Kiske militavano ancora nella band teutonica, tempi rimasti immortali grazie ad una serie di album (tre, per la precisione) che fecero storia. Gli Helloween di oggi tentano invano di ripercorrere quegli anni magici, rischiando, talvolta, di risultare quasi patetici agli occhi dei loro vecchi fan (come nel caso del famigerato disco datato 2005). Keeper Of The Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006, questo il “singolare” nome scelto per il nuovo live album, vuole coronare una tournee di ben centoventi date in trenta diversi paesi, ed in particolare quelle di San Paolo, Tokyo e Sofia, da dove sono stati appunto estratti i vari pezzi che compongono il lavoro qui recensito.

Il primo approccio con Keeper Of The Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 non sarà certo spassionato, almeno per chi ha ancora in mente un certo High Live. High Live, per coloro che non lo sapessero, fu il primo live registrato dagli Helloween con Andi Deris alla voce (era il 1996), e non lasciò certo un buon ricordo di sé. Anche in questo caso, comunque, eventuali paragoni con il leggendario Live In The U.K. non sussistono, vuoi per la diversa formazione, vuoi per uno spirito di base estremamente differente. Al contrario, in Keeper Of The Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 possiamo trovare alcuni difetti caratteristici di High Live: brani spesso caotici, specialmente nelle frazioni più tirate (come nel caso dell’iniziale, interminabile The King For A 1000 Years), produzione discreta e sound non troppo incisivo. La partecipazione del pubblico, in particolar modo quello brasiliano, è invece straordinaria, anche se il mixaggio in studio potrebbe aver alterato, come fin troppo spesso accade, le registrazioni originali dei tre show.

Rispetto alla scadente performance di High Live, Andi Deris dimostra qui grande carisma e buone capacità vocali, non potendo competere ad ogni modo con l’impareggiabile Michael Kiske. Dal punto di vista delle canzoni contenute, Keeper Of The Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 predilige vecchi classici rispetto ai brani più recenti. Da segnalare le lunghe Keeper Of The Seven Keys e Helloween, non a caso assenti sul precedente live firmato Helloween. Mancano tuttavia interi album, come Chameleon e Pink Bubbles Go Ape (era prevedibile), Master Of Rings e Better Than Raw (dischi comunque più validi se rapportati a The Dark Ride e Rabbit Don't Come Easy), ma mancano soprattutto i vecchi cavalli di battaglia della band, vedi Starlight, Victim Of Fate, Ride The Sky e Judas. Nella parte conclusiva del live troviamo infine I Want Out e Dr. Stein, eseguite in modo impeccabile dal complesso di Amburgo e fortunatamente supportate da una produzione all’altezza.

Nonostante l’assenza di alcuni grandi classici, Keeper Of The Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 rimane un lavoro piacevole, che i giovani fan degli zucchette senz’altro gradiranno. Gli amanti degli Helloween di un tempo non cambieranno comunque idea sul nuovo percorso della band tedesca e torneranno, con un pizzico di malinconia, ad ascoltarsi quel piccolo capolavoro chiamato Live In The U.K..

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