Voto: 
4.5 / 10
Autore: 
Lorenzo Iotti
Genere: 
Etichetta: 
Metal Heaven/Frontiers
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Tony Moore - Voce
- Mike Flyntz - Chitarra
- Danny Miranda - Basso
- John Miceli - Batteria
 

Tracklist: 

1. Ready
2. Villanelle
3. Everything
4. Radio Superstar
5. Breathe
6. Faith And Fire
7. Fallen
8. Ashes
9. Avenue Z
10. Accelerator
11. Angel
12. America

Faith and Fire

Accelerator

Formatisi nel 2002, i Faith and Fire sono un quartetto di ottimi musicisti facenti parte di diritto della scena internazionale: la band è infatti costituita da Tony Moore e Mike Flyntz, rispettivamente ex cantante ed attuale chitarrista della storica metal band Riot, a cui si aggiungono il bassista Danny Miranda, facente parte della nuova formazione dei Queen, e il bassista John Miceli, che vanta una carriera in alcune tra le più importanti band hard rock del mondo, come Rainbow e Meat Loaf.
Tralasciando l’artwork non troppo attraente, passiamo subito alla musica dei quattro, una via di mezzo tra hard rock e heavy metal dal gusto particolare, in quanto una sezione strumentale molto heavy e compatta è abbinata a linee vocali molto melodiche. Questo mix non troppo consueto lascia però parecchio perplessi, in quanto il tutto stride molto più del dovuto, a causa più che altro parlare dell’interpretazione di Moore che in alcune parti si trova molto in difficoltà.

Subito nella prima track Ready si rimane spiazzati quando la voce si inserisce su riff squadrati supportati da una sezione ritmica che, sebbene non sia troppo valorizzata dalla produzione, fa egregiamente il suo sporco lavoro rendendo la musica molto fluida ed incisiva; dopo il primo momento di stupore, si comincia ad assimilare la voce, ma Moore alterna splendidi passaggi melodici a parti molto fastidiose in cui evidentemente cerca di raggiungere vocalizzi al di là della sua estensione; per quanto riguarda la musica abbiamo invece un sound coinvolgente ed incisivo, di cui sfugge solo il senso dell’assolo in stile neo-classico.
Il problema purtroppo persiste durante tutto il disco, come si può constatare nella successive Villanelle e Everything, dove ritroviamo temi musicale validi rovinati da una parte vocale non sempre all’altezza. L’apice di questo disastro è Radio Superstar, veloce brano dai molti richiami agli Iron Maiden, dove Moore ha la geniale trovata di inserire un refrain ripetuto fino alla nausea e vocalizzi che ricordano lo jodel tirolese, rendendo inascoltabile quello che avrebbe potuto essere un buon pezzo.
Appena decente la ballad Breath, dove comunque la voce, troppo strozzata del dovuto, non convince affatto, e poco giova il buon assolo che nel contesto risulta abbastanza sterile. Un altro brano del tutto privo di senso è Faith of Fire, dove la voce segue una melodia allegra poco adeguata intervallata di tanto in tanto da acuti semplicemente orribili. Fallen risulta invece salvabile, grazie a riff veloci ed accattivanti affiancati da una voce epica che per una volta si rivela abbastanza adeguata. Si tratta comunque di un episodio isolato, come dimostra la successiva Ashes, pezzo piuttosto inutile dove Moore si prodiga in note talmente stonate da far venire i brividi; un altro assolo simil-neoclassico completamente fuori luogo non aiuta di certo.
Passando per Avenue Z, pezzo discreto senza infamia e senza lode, si arriva alla title track Accelerator, un buon pezzo dove si trovano finalmente insieme riff potenti e coinvolgenti e una voce discretamente intonata, per quanto anche qui non manca un elemento a dir poco fuori luogo, ovvero degli angoscianti acuti di voce. La successiva Angel si rivela un’altra ballad anonima, seguita dalla conclusiva America, pezzo veloce ed energico su cui si inserisce una voce in falsetto di dubbio gusto.

Si è arrivati davvero a fatica alla fine di questo Accelerator, e tutto ciò che rimane è una domanda: perché? Perché un cantante come Tony Moore, di certo non un novellino, di certo non un cantante stonato, si deve ostinare a cantare in questo modo, rovinando una canzone dopo l’altra? Dispiace bocciare così un disco suonato bene e con ottimi spunti musicali, ma il risultato complessivo è veramente insufficiente.

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