Voto: 
6.8 / 10
Autore: 
Gabriele Bartolini
Genere: 
Etichetta: 
Pippola Music
Anno: 
2010
Line-Up: 

-Antonio Di Martino - Voce e chitarra
-Giusto Correnti - Batteria
-Simona Norato - Tastiera

Tracklist: 

1. Cercasi Anima
2. Ho sparato a Vinicio Capossela
3. Cara Maestra
4. Parto
5. La Lavagna è Sporca
6. 999
7. Cambio Idea
8. La Ballata della Moda
9. Marzo '48

DiMartino

Cara Maestra Abbiamo Perso

Cara Maestra Abbiamo Perso è il debutto dei DiMartino, trio capitanato da Antonio Di Martino, voce e chitarra, da cui il gruppo ha adottato il cognome.
Tutti e tre i componenti provengono da una precedente esperienza musicale, i Famelika, gruppo palermitano che vanta due album più qualche lodevole partecipazione a festival come quello del primo maggio. Non sembra cambiato molto dalla vecchia band, visto che all' appello adesso manca solo il chitarrista, ma in verità di fattori che contribuiscono alla svolta - e non solo nel nome - degli ex Famelika ce ne sono.

L' approccio musicale innanzitutto: la canzone rock si trasforma qui in un cantautorato pop che segue - solo a tratti - le altre facce nuove del genere, come ad esempio Brunori SAS o Le Luci Della Centrale Elettrica (presente anche all'interno di questo disco); gente che è riuscita a distinguersi dalla massa solo dopo una lunga gavetta.
Però se il disco di Dario Brunori esplicitava una vena artistica molto vicina a Rino Gaetano per l' uso della voce ma allo stesso tempo distante per temi trattati (in Vol. 1 si parla esclusivamente di esperienze di vita, come la vacanza al mare di Italian Dandy) e Vasco Brondi con le due uscite targate La Tempesta Dischi ha cercato di svegliare la generazione del tutto e subito con testi inerenti appunto alle problematiche dei giovani, lo stile dei DiMartino ha il pregio di risultare diverso, incastonandosi a metà tra i due nomi citati.
Sì, perché la loro forza è proprio quella di arrivare all' ascoltatore non come un trio che incide canzoni spensierate alla Bob Corn, ma neanche brani crudi e di denuncia (sebbene uno dei molti luoghi comuni nostrani ci porti a pensare che un gruppo di Palermo debba cantare per forza di mafia).

E così, nascondendosi tra illustri esempi(che non finiremmo mai di riportare) del cantautorato degli ultimi dieci anni, i DiMartino provano a dire la loro con Cara Maestra Abbiamo Perso, disco all'apparenza spensierato, dove la canzone italiana viene rispolverata da un gruppo che suonava rock, e di conseguenza i brani(non tutti, la maggior parte) risultano più nervosi e diretti. La formula adottata è semplice: i pezzi devono essere amalgamati molto bene, sennò si corre il rischio di esagerare con la canzone pop, oppure con le tastiere.

Cercasi Anima
, il singolo di punta, parte infatti forte, con la tastiera e poi la batteria lanciano la voce al ritornello, davvero intelligente e sciolto, anche se la voce risulta sgradevolmente altisonante rispetto al contesto.Nella seconda traccia si parla addirittura dell' omicidio di Vinicio Capossela; la lentezza del brano risalta l'ironia del testo.
Spazio poi a Cara Maestra, title-track all' insegna della malinconia: un uomo, non più giovane, si dimostra perso e inadeguato in un mondo dove chi non corre è perso; ''Sui banchi di scuola abbiamo perso'', l'eco che fa da sfondo a questi tre minuti scarsi è efficace, come efficaci sono le chitarre, spigolose e del tutto fuori luogo, se pensiamo alle prime due canzoni.
Parto
, cantata con il già citato Vasco Brondi, si adegua al modo di cantare del ferrarese: il mood da triste diventa arrabbiato, anche perché l'animo di un licenziato non può che essere così. In sostanza il brano risulterà uno dei più interessanti, soprattutto perché sorretto da un atmosfera pop spensierata che crea un contrasto con i disagi di cui si tratta nel testo.
La Lavagna è Sporca posto a metà spezza il ritmo, regalando un allegro pezzo strumentale con la sola voce di Alessandro Fiori(leader dei Mariposa e autore anche di un disco solista nel 2010 accolto molto bene dalla critica) a dare fiato alle trombe e agli xilofoni.
Si riparte con 999, dal ritmo spezzato e da un pianoforte ancora una volta dominante, con successivo ritornello che smentisce la pigrizia della suite risultando insensatamente gridato.
Cambio Idea riprende le idee di Cercasi Anima, adottando un' azzeccata spensieratezza, senza disdegnare echi vintage.
Successivamente La Ballata della Moda, cover di Luigi Tenco, ribalta gli schemi imposti dal cantautore di Cassine, giocando ovviamente sulla genialità della canzone ma adottando un ritmo incalzante, simile a quello di Cara Maestra nel ritornello.
Marzo '48 in chiusura ci riporta ancora dietro nel tempo, con quella fisarmonica dall'aria rivoluzionaria e partigiana.

Dopo circa mezz'ora l' esecuzione termina, lasciando all'ascoltatore i jingle da cantare e ricantare ma facendoli però rimanere interdetti sulla musica, che non in tutti i pezzi si è dimostrata all'altezza.
Ma nel complesso questo disco merita attenzione, costituendo senza dubbio una bella rampa di lancio per il trio palermitano.

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