Voto: 
9.5 / 10
Autore: 
Dead
Genere: 
Etichetta: 
Air Raid Records
Anno: 
1998
Line-Up: 

- Bruce Dickinson - voce solista e liriche
- Roy Z - chitarre e produzione
- Adrian Smith - chitarre e tastiere
- Eddie Casillas - basso
- David Ingraham - batteria e percussioni

Guests:
- Greg Schultz - tastiere
- Arthur Brown - voce narrante


Tracklist: 

1. King in Crimson
2. Chemical Wedding
3. The Tower
4. Killing Floor
5. Book of Thel
6. Gates of Urizen
7. Jerusalem
8. Trumpets of Jericho
9. Machine Men
10. The Alchemist

Dickinson, Bruce

The Chemical Wedding

Con un concept ispirato alle opere di William Blake, l'Air Raid Siren, storica ugola d'oro degli Iron Maiden, cede alla storia del metallo classico una vera pietra miliare, successore di quel magnifico Accident of Birth che già un anno prima riuscì a battere sullo stesso campo la stessa band di Harris & Co che al tempo rilasciava Virtual IX vendendo il doppio delle copie di quest'ultimo.

The Chemical Wedding, opus settima di Bruce Dickinson, è un concentrato di riffs chirurgici ed altamente sabbatici impreziositi dai taglienti solos dell'alchemica coppia Smith-Roy Z, due chitarristi perfettamente sintonizzati e consci delle loro grandi potenzialità.
La voce di Bruce, per l'occasione oscura e ispiratissima, dona una memorabile epicità a questi dieci pezzi che legati da un unico filo conduttore, sembrano filtrare nella testa quasi per magia.
La base ritmica curata da Eddie Casillas e David Ingraham svolge un lavoro eccellente, alternando ottime veloci partiture ad altre più ragionate e dall'atmosfera marcatamente opulenta, dove armonie doomiche sfociano spesso in un crescendo di deliziosa potenza.

Musicalmente parlando l'heavy metal di stampo classico che caratterizza questo platter si mescola benissimo con ritmi ai limiti del thrash, composizioni barocche e spesso dal sapore folkloristico, tempi cadenzati che ricordano il doom dei Black Sabbath e dei Candlemass e per concludere grandi virtuosismi neoclassici ad opera delle due chitarre perfettamente coadiuvate tra loro.
Anche i testi sono fantastici e come inizialmente accennato ispirati ai lavori di William Blake.
Bruce Bruce che gia con il precedente Accident of Birth aveva imboccato la giusta strada fa le cose decisamente in grande donandoci anche uno splendido artwork composto da magici dipinti ed esoteriche illustrazioni.
Era dai tempi di The Number of the Beast che il nostro piccolo cantante tentava di farci intendere la sua palese passione per l'oscuro e l'occulto, e qui finalmente riesce a mettere tutto in luce.
L'album (anche questo uscito per l'etichetta personale di mr. Dickinson) possiede una produzione modernissima, con massicce chitarre in primo piano e sezione ritmica roboante; la voce è sempre in evidenza e l'obbiettivo principale è l'impatto sonoro perfettamente raggiunto.
I fans del metal classico più aggressivo non rimarrano delusi, e chi si aspetta un qualunque album Maiden-iano dovrà ricredersi.

Queste Nozze Chimiche sono come un cerchio ben chiuso, un unico grande cerchio di fuoco che non ha punti scoperti o attaccabili.
Un disco maturo e tanto angoscioso (in senso positivo) quanto compatto, realizzato da un artista all'apice della sua creatività ed esperienza, impreziosito dall'ottimo lavoro delle due asce e dall'oscuro mood che aleggia in tutta l'opera.
E' impossibile poter scegliere un solo pezzo, ed è impossibile poter spiegare l'aura di questo concept che unisce mistico folk con incalzante metallo.
Maligno, opprimente, malinconico, esoterico, alchemico!

Inquietante è quel forte senso di vuotezza che al termine dell'ascolto ci penetra, ma anche questo fa parte di The Chemical Wedding, un disco che è stato creato per stimolare molti dei nostri sensi: così se state cercando un lavoro altamente suggestionante e carico di subliminalità questo fa al caso vostro.

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