Voto: 
6.8 / 10
Autore: 
Alessandro Mattedi
Etichetta: 
Position/Esion
Anno: 
2004
Line-Up: 

- Klayton - tutti gli strumenti, produzione, missaggio

Tracklist: 

CD1
1. Goodbye
2. Switchback [2001]
3. Switchback [Elevation & Kenneth Thomas remix]
4. Stay With Me (Unlikely) [Detroit 2000]
5. Under My Feet [Detroit 2000]
6. Switchback [Detroit 2000]
7. So Sorry to Stay [Detroit 2000]
8. Stay With Me (Unlikely) [Scott Humphrey/Frank Gryner Mix]
9. Afraid This Time [Detroit 2000]
10. Under My Feet [original demo]
11. Beginning of the End
12. Kemikal
13. Switchback [2001] (instrumental)
14. Goodbye (instrumental)
15. Switchback [Detroit 2000] (instrumental)

CD2 (tutte strumentali)
1. Switchback
2. Stay With Me (Unlikely)
3. The Last Fistborn
4. Under My Feet
5. I Believe You
6. Frozen
7. Symbiont
8. Afraid This Time
9. Fadeaway
10. So Sorry to Stay
11. Own Little World
12. Unlikely (Stay With Me)
13. One Good Reason
14. The Stars of Orion
15. Welcome to the End

Celldweller

The Beta Cessions

Un anno dopo la pubblicazione dell'album d'esordio ufficiale, il progetto Celldweller di Klayton rilascia un bootleg suddiviso in due parti distinte, ciascuna col proprio cd.
Le Beta Cessions sono essenzialmente una raccolta di remix e di inediti accanto ai quali sono state piazzate le versioni strumentali delle canzoni del debutto (utilizzate poi per vari spot e colonne sonore).
Tralasciando il retaggio, dal mondo dei compositori elettronici, delle registrazioni strumentali, che a parte per la mancanza della traccia vocale nel missaggio e qualche piccolezza qua e là non differiscono dagli originali, le Beta Cessions in senso stretto corrispondono così al solo cd 1, quindi quello dei remix e delle b-sides.

Gli inediti sono canzoni che Klayton ha scartato (fra molti candidati) a Detroit nel 2000, quando era ancora nella fase iniziale del "confezionamento" del futuro full-lenght, ma che ha voluto raccogliere ugualmente per questa release, nonostante non siano presenti altri demo presenti nell'EP omonimo del 1999.
Goodbye, al principio l'ultima canzone registrata da Klayton con i Circle of Dust e ora riveduta, è in linea con lo stile Celldweller, quindi un roccioso punto d'incontro fra i riff meccanici e taglienti dell'industrial metal con quelli cupi e corposi del nu metal, il tutto impiantato su di una base elettronica variegata (in questo caso si alternano drum & bass, dissonanze industriali e ritmi breakbeat) e fortemente radicata nel midollo osseo del songwriting.
Beginning of the End catapulta all'interno di una discoteca alienante e disturbante, dove techno, ebm e house si mescolano con furore; nonostante il battito deciso e le melodie orecchiabili, il pezzo non è solo una parentesi ballabile, a causa delle atmosfere oscure e dei refrain ossessivi che privilegiano la capacità di angosciare con tonalità claustrofobiche, piuttosto che scatenare headbanging ininterrotto.
Kemikal esaspera il contrasto fra le due componenti, quella più ballabile e quella più corrosiva, catapultando in un rave immerso in acido lisergico.

I remix sono di vario tipo, la maggior parte di essi è una versione con un missaggio differente rispetto a quello optato per l'album, altre sono proprio differenti, come una versione demo di Under My Feet (con campionamenti elettronici e strings aspre al posto del lato acustico che rendono il pezzo più frenetico ed urbano).
La canzone più remixata è il singolo Switchback, che nella versione 2001 si rivela anche molto più coinvolgente dell'originale, grazie alle melodie synth brucianti, alle vocals graffianti, agli scratch hip hop dosati con cura, ai bassi velocizzati e in generale ad un arrangiamento più potente ed incalzante. Per contro in quella Elevation & Kenneth Thomas remix tutto va nella direzione opposta, il pezzo diviene più che altro un brano house piacevolmente d'atmosfera.
La maggior parte dei remix comunque non stravolge gli originali e perciò essi non risultano chicche uniche ed imperdibili.
Le ultime tre traccie del cd1 sono anche strumentali di remix stessi.

In definitiva il bootleg è più o meno una proposta poco più che sufficiente, non essendo costituita da vere ed interessanti rarità ma solamente da qualche remix secondario, da pochi brani relativamente inediti e dalle versioni strumentali dei brani dell'album omonimo, che non sono un'aggiunta fondamentale.

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