Voto: 
7.6 / 10
Autore: 
Salvo Sciumè
Etichetta: 
Metal Mind Productions
Anno: 
2008
Line-Up: 

- Tomek Rozycki - voce
- Mirek Gil - chitarra
- Przemas Zawadzki - basso
- Satomi - violino
- Vlodi - batteria

Tracklist: 

1. Time
2. Tumor
3. What They Want (Is My Life)
4. Mystery Is Closer
5. You & Me
6. Danny Had A Neighbour
7. Memories
8. Unfaithful
9. Together

Believe

Yesterday Is a Friend

Nati da un'idea dell'ex chitarrista dei Collage Mirek Gil, i Believe possono considerarsi l'ennesima riprova di quanto fiorente e rigogliosa, oltre che in continua evoluzione, sia la scena progressive rock polacca degli ultimi anni, sempre più ben rappresentata ed apprezzata anche oltre i confini polacchi grazie a band come gli stessi Collage, dalle cui ceneri sono poi nati i Satellite ed appunto i Believe, e poi ci sarebbero ancora i vari Indukti, Riverside o Quidam.
Si erano già presentati alla platea dei progsters più attenti con il valido ed apprezzato debut album Hope To See Another Day del 2006, per cui adesso sono chiamati a confermare, in questa seconda prova intitolata Yesterday Is A Friend, quanto di buono fatto intravedere nell'esordio.

Il loro progressive rock non si discosta poi tanto da quel neo-prog già intravisto, con le ovvie differenze del caso, in alcuni gruppi loro connazionali, e caratterizzato da un sound crepuscolare, fosco, malinconico, profondo e ricercato, che nel loro specifico caso trova diverse, ma sempre ben inserite, influenze riscontrabili in band come Porcupine Tree, ed in parte minore Anathema, Opeth e Marillion.
Nonostante sia le influenze che lo stile si possano all'incirca ritrovare nei connazionali e contemporanei Riverside, - chiara manifestazione di uno stesso background artistico e culturale di fondo che da sempre precede ed accompagna il formarsi ed il successivo sviluppo di una scena musicale - in realtà sarà spontaneo per l'ascoltatore rendersi conto di un'atmosfera meno cupa, soffocante ed opprimente di quella ricreata dalla band di Mariusz Duda, oltre che di un approccio più delicato, dichiaratamente melodico e soprattutto pervaso da tinte folk, che caratterizza le composizioni dei Believe. A ciò si aggiunga poi un ampio utilizzo di strumenti acustici e l'apporto mai invadente ma sempre decisivo della violinista Satomi, che riescono a conferire un carattere ancora più delicato ed avvolgente, per giungere all'ovvia conclusione che pur condividendo uno stesso approccio stilistico, in realtà le due band ne danno una propria e personale versione.

I temi trattati, spesso intimi ed introspettivi, ma anche concreti poiché incentrati sul confronto dell'uomo con la sua quotidianità, con le sue virtù e le sue debolezze, le sue passioni e le sue ferite, sembrano aver trovato il loro habitat naturale nelle emozionali e malinconiche linee melodiche come nelle avvolgenti e sofferte atmosfere ricreate dall'intero contesto sonoro.
La delicatezza degli arpeggi acustici dell'opener Time apre le porte ad un mondo velato di malinconia, in una canzone d'amore che esula dalle solite banalità per puntare su una melodia immediata e dolce, ma pervasa da sfumature ora più folk ed ora più elettriche, ricreando anche una cappa atmosferica altamente emozionale che ci accompagnerà per tutto il disco.
Se in Tumor all'incedere opprimente ed ossessivo vengono contrapposte aperture melodiche nell'apparenza liberatorie, un po' come a scorgere la luce alla fine del tunnel, le atmosfere tornano invece pacate e delicate nella soffusa e cullante What They Want (Is My Life), spezzata a metà dal notevole assolo dell'ospite Winicjusz Chóst, che proprio come agli altri ospiti, Karol Wroblewski al flauto e Adam Milosz alle tastiere, contribuisce in misura decisiva alla buona riuscita del pezzo in questione.
Mystery Is Closer si abbandona ad un'apertura quasi ascetica contrassegnata da voci arabeggianti e percussioni etniche, prima di cambiare totalmente registro imboccando un percorso decisamente più melodico ed easy-listening che trova libera espressione in un refrain orecchiabile e di sicuro impatto, mentre You & Me stende un tappeto melodico leggero, malinconico ed etereo, che lascia l'ascoltatore sognante e sospeso tra linee melodiche dal vago sapore retrò ed il distensivo contesto del brano.
Si continua sempre con brani mai eccessivamente cervellotici, ma aperti adesso ad una maggiore vena esplorativa che parte dai quasi frenati intenti sperimentali di Danny Had A Neighbour, brano che infatti lascia come una sensazione di incompiutezza, passando per le contaminazioni folk e metalliche di Memories, fino ad arrivare alla più articolata e peculiare Unfaithful, che si snoda tra cambi di tempo, diverse soluzioni ed un vago sentore retrò che ricorda vagamente i Jethro Tull, prima di chiudere con la breve ed acustica Together, in cui si odono sempre quelle sfumature folk che pervadono un pò tutto il disco.

I Believe non deludono le aspettative bissando con Yesterday Is A Friend i risultati positivi del disco di esordio. I polacchi hanno saputo infatti dar vita ad un album completo e ben realizzato, con una precisa idea di fondo che è quella di ricreare un sound atmosferico, disteso ed introspettivo, su cui poi riversare le proprie peculiarità ravvisabili nella costante ma non invasiva presenza del violino, nelle sfumature dal sapore folk e nella linearità ed immediatezza delle melodie. La prossima potrebbe essere la prova della definitiva consacrazione.


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