Voto: 
7.3 / 10
Autore: 
Salvo Sciumè
Etichetta: 
Lion Music/Frontiers
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Simon Shedwell - voce
- Richard Hall - chitarra, seconda voce
- Craig Burkitt - tastiere
- Chris Le Mottee - basso
- Alex Townsend - batteria

Tracklist: 

1. Disbelief
2. Retribution
3. Crime Of Passion
4. Choices In Time
5. Begin Again
6. The Price You Have To Pay
7. Dream Within
8. Illumination
9. Forgiven Now Forever
10. My Last Goodbye
11. Shadows

Awake

Illumination

Nati nel 2000 a Cambridge, in Inghilterra, e conosciuti fino allo scorso anno con il nome di Humanity, gli Awake sono una promessa della scena progressive metal, tanto da essere considerati i degni eredi dei Threshold, anche se in realtà scorrendo tra le note di Illumination, loro opera prima sotto il nuovo monicker, si possono intravedere soluzioni che riportano maggiormente alla mente altri acts, in particolar modo gli Evergrey, e guarda caso l'album è prodotto proprio da Tom Englund, pur non mancando sporadici riferimenti ai seminali Fates Warning. Infatti nonostante il titolo, Illumination appunto, l'illuminazione che ha colpito il quintetto britannico è portatrice di un sound oscuro e cupo, proprio come quello dei vari Evergrey o dei Sun Caged, questi ultimi peraltro sotto l'egida della stessa etichetta, vale a dire la Lion Music. Le composizioni non sono mai eccessivamente lunghe o articolate, anzi ogni brano è molto diretto ed ‘in your face', specie tenendo conto del genere proposto, unica caratteristica quest'ultima che li avvicina un po' ai connazionali Threshold, almeno nell'ultima veste in cui li abbiamo di recente visti, anche se ciò che più si nota è una forte componente gothic ed elettronica, che li avvicina anche ad ensemble quali Paradise Lost e simili.

L'opening track Disbelief presenta riff sincopati, atmosfere depresse ed un sapore gothic/dark, anche se come apertura non sembra molto incisiva, meglio invece la seguente Retribution, che pur mantenendo quel mood gothic/dark possiede un sound più heavy, mentre con Crime Of Passion, che si mantiene all'incirca sulla scia delle precedenti, inizia a farsi sempre più chiaro che il loro progressive è parecchio atipico e distante dai canoni comuni, evitando spesso lunghe fughe strumentali e sentieri tortuosi, preferendo invece battere percorsi che conducono a soluzioni tendenti al gothic e all'heavy.
L'atmosferica ed angosciata Choice In Time rimarca ancor di più quella componente gothic di cui si diceva, mettendo in evidenza la bella prova di Burkitt alle tastiere e di Shedwell al microfono, la ballad Begin Again si regge quasi totalmente sul lavoro di Burkitt al piano, anche se adesso si rischia di sprofondare in una certa monotonia, in parte scongiurata dall'arrivo delle più aggressive The Price You Have To Pay e Dream Within, molto heavy pur continuando a mantenere quel retrogusto dark che si può ormai considerare una vera costante di quest'album. Anonima la title-track Illumination, nonostante la buona presenza di quei synth che richiamano quasi un incrocio tra Depeche Mode e Paradise Lost, mentre Forgiven Now Forever è un altro bel brano carico di atmosfera e di mistico romanticismo, seguito a ruota e con caratteristiche simili da My Last Goodbye, in cui ancora una volta decisivo risulta il buon lavoro di Craig Burkitt, si conclude infine con Shadows, cupa ed ombrosa come recita il titolo stesso, senza disdegnare tuttavia puntatine su territori più heavy.

Illumination lascia quindi intravedere una promettente formazione in grado di districarsi con buoni risultati su più fronti, dando vita ad un progressive/dark dalle evidenti sfumature gotich, diretto e mai eccessivamente elaborato, cosa che se da un lato permette loro di risultare più immediati dall'altro rischia in alcuni frangenti di far ristagnare un po' la proposta, spesso risollevata dal buon lavoro del tastierista Burkitt.

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