Voto: 
7.7 / 10
Autore: 
Paolo Bellipanni
Genere: 
Etichetta: 
Rephlex
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Aphex Twin - Tutti gli Strumenti

Tracklist: 

1. Fenix Funk
2. Reunion
3. Pitcard
4. Crying In Yur Face
5. Klopjob
6. Boxing Day
7. Batine Acid
8. Cilonen
9. PWSteal.Ldpinch.D
10. XMD 5a

Aphex Twin

Chosen Lords

Conosciuto da pochi come Richard D. James, Aphex Twin ha per anni incantato il pubblico mondiale con le sue creazioni che lo hanno reso uno dei pilastri dell'elettronica moderna. Guru della braindance e delle sperimentazioni sintetizzate, adoratore della musica classica (Philip Glass e John Cage in primis) nonchè stregone di geniali sonorità, l'eclettico compositore nato a Limerick nel 1971 ha incarnato la più stravolgente faccia dell'elettronica contemporanea, arricchendola con il suo estro e la sua capacità di fondere suoni e atmosfere con la più lucida delle intelligenze musicali. Eppure il buon Richard ha da sempre ammesso di comporre quasi esclusivamente in uno stato di "dormiveglia", tra gli ultimi respiri di una realtà martellante e le porte di quei sogni che nella musica Aphexiana vengono trasformati in onirici dipinti sonori stracolmi di accelerazioni ritmiche e soundscapes ambientali: una trasposizione quindi, spesso allucinante, dei marchingegni elettronici del cuore umano che AFX (vecchio nome di James) ha da sempre esplorato come un instancabile investigatore.

Indimenticabili sono i Selected Ambient Works 85-92, in cui Aphex Twin dimostrò grandissima versatilità compositiva dando vita ad un sound unico nelle sue fusioni di elettronica e ambient, memorabile è anche il capolavoro DrukQs del 2001 (eccellente esempio di fusione tra pop, elettronica e musica colta) e, guarda un pò, anche l'ultimo nato in casa James è un album di tutto rispetto. Chosen Lords è infatti l'ennesima grande prova del composer irlandese, un disco indubbiamente meno sofisticato e cerebrale dei suoi predecessori, ma comunque non privo della solità varietà compositiva e dell'immancabile ricchezza stilistica che lo rende, come tutti i suoi lavori, una testimonianza di quello che una mente umana e un computer possono fare insieme.
Ad aprire le danze ci sono le strampalate note di Fenix Funk che sin dall'inizio ci immerge nell'atmosfera del disco; gli effetti sintetizzati si fanno spazio squarciando il suono mentre le strutture ritmiche ci trascinano in vortici di tenebre e allucinazioni mentali. Di ottimo livello è anche la conclusiva XMD5a, incisiva ed emozionante nelle sue efficaci costruzioni melodiche, proprio come per Cilonen e Crying In Yur Face, esempi di come Aphex Twin sia in grado non solo di annichilire l'ascoltatore attraverso le imponenti costruzioni elettroniche, ma anche di trascinarlo in toccanti spirali emotive.

L'album prosegue nei contorti meandri della mente di Twin attraverso gli ipnotici onirismi di Batine Acid e Klopjob, scavalcando con un balzo le atmosfere dance di PWSteal.Ldpinch.D e i paesaggi sognanti su cui si basa Boxing Day, completando in tal modo il complesso mosaico atmosferico che i compone e si autodistrugge ad ogni rintocco dell'album.
Al di là dei piccoli (ma altrettanto perdonabili) cali emotivi che si possono evincere durante l'ascolto, Chosen Lords rimane un lavoro di tutto rispetto, affascinante nelle sue costruzioni sintetiche, ma d'altra parte lontano da quelli che furono i suoi veri masterpieces. I grandi fan di Twin già l'avranno messo sullo scaffale, ma Chosen Lords può essere di gradimento anche a chi si voglia avvicinare all'elettronica, nonostante il lavoro non sia estremamente di facile assimilazione.

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