Naildown
(Daniel Freyberg)
di: 
Andrea Rubini
07/06/2007



 

Freschi del secondo album della carriera, Dreamcrusher, i Finlandesi Naildown scambiano qualche impressione con RockLine.it prima di partire per il primo vero tour della carriera (aprivano il tour europeo degli Ensiferum). A rispondere c’é il frontaman Daniel Freyberg, persona davvero disponibile ed esauriente...

A.R. - Ciao Daniel, come va?

Daniel - Molto bene, grazie. L’album é finalmente sul mercato e ci stiamo preparando al tour.

A.R. - Ci potresti riassumere brevemente l’idea dei Naildown?

Daniel - Mah, per farla breve, l’idea dei Naildown nasce nel 1997 quando ho capito la voglia di fare musica che toccasse tutte le mie passioni senza limiti. Quindi ho iniziato a formare band, non hai idea di quanta gente é cambiata, così come sotto quanti nomi abbiamo suonato. Nel 2002 nuova gente, ma da lì ho capito che era la strada giusta e le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto.

A.R. - Rispetto l’esordio comunque avete cambiato il batterista e avete aggiunto una seconda chitarra…

Daniel - Sì, é vero. Ma il nostro primo batterista ha deciso di lasciarci dopo che noi avevamo deciso di trasferirci, mentre lui non voleva abbandonare la sua città natale. Janne é un mio vecchio amico e abbiamo già suonato insieme, l’ho chiamato ed eccoci qui.

A.R. - E Asko, il vostro chitarrista?

Daniel: Asko ha semplicemente risposto ad un annuncio sul nostro website. La scelta é caduta su di lui dopo aver ascoltato diversi demo che nel frattempo ci erano giunti. Era in assoluto il migliore per ciò che volevamo.

A.R. - Il primo album é molto più “catchy” rispetto a Dreamcrusher. Come mai avete deciso di elaborare ulteriormente il sound senza comunque cambiare stile? O credi che sia una mia impressione e I due album sono simili?

Daniel - Piú catchy? Forse per certi aspetti, ma non per altri. Io credo che il nuovo album sia molto meglio di World Domination, e l’atmosfera comunque é differente. Noi onestamente non abbiamo pianificato nessuna struttura. Oltre ad essere stati registrati e mixati in posti diversi, I due album hanno una differenza fondamentale: World Domination fu scritto molto prima di essere registrato, questo ultimo invece é frutto di un naturale sviluppo del songwriting, ed é frutto delle esperienze passate. Quindi per concludere con la seconda parte della domanda, la risposta é assolutamente no, i due album non sono uguali. Ma chi li vuole ascoltare due album identici?

A.R. - Ultimamente stiamo assistendo che in campo death melodico sempre più band utilizzano sia il clean che il growl. Come mai anche voi avete utilizzato questa tecnica?

Daniel - Come ho sempre cercato di convogliare più stili musicali tra loro, lo stesso discorso vale per le vocals. Sono versatile e mi piace dare sfogo ai miei ampi gusti musicali.

A.R. - A proposito di gusti, infatti si sente come il riffing provenga sia dalla scuola metal che classica hard-rock. Chi ti ha influenzato maggiormente?

Daniel - Guarda, ascolto di tutto; ultimamente sono molto preso da Strapping Young Lad, In Flames, Mnemic e Type O Negative ad esempio. Comunque ho un grande background hard-rock, gente come Alice Cooper, Ratt o Guns, che non ho mai smesso di ascoltare.

A.R. - Nell’album le tracce hanno più o meno la stessa struttura e durata, tranne Deep Under The Stone, che oltre ad essere la più lunga, ha un’intro molto elaborata e una quasi totale assenza di lyrics, con più di tre minuti strumentali. Ci puoi parlare di questa canzone?

Daniel - Beh, é quasi una traccia strumentale in effetti. Il cantato, o meglio parlato, é più un rumore di sfondo, non di sicuro la parte focale. In fase di registrazione doveva essere totalmente strumentale, poi abbiamo visto che I sussurri davano quel tocco “epic” in più e ci é piaciuta l’idea. Personalmente mi ricorda To Live Is To Die dei Metallica, e forse la soluzione proviene proprio da lì…

A.R. - Quindi neanche questa volta una pura traccia strumentale, nonostante ci fosse la premessa. É a questo punto una scelta vostra?

Daniel - No, di sicuro non é per scelta, ogni traccia segue uno sviluppo completamente naturale. Non so in futuro, magari, ma inutile dire cose di cui non sono certo.

A.R. - Veniamo a Dreamcrusher. Come mai avete scelto questa canzone per intitolare il platter?

Daniel - Ad essere sinceri é il titolo che meglio rappresenta la nostra musica, il termine “crushing” é diretto e non é interpretabile. La canzone di per sé é la situazione in cui nella vita non ti é rimasto nulla, ma sei talmente debole anche da pensare al suicidio. Così questa persona inizia a pregare che avvenga qualcosa, che qualcuno si porti via la sua vita e che il suo sogno finisca in frantumi.

A.R. - La forte presenza delle tastiere avviene anche nel processo di song-writing?

Daniel - Per i suoni della tastiere di solito procedo con I sintetizzatori, comunque la regola é usare la tastiera per le parti elettroniche e la chitarra per le chitarre. A volte però succede il contrario e sviluppo un riff di chitarra con la tastiera, o viceversa. Soprattutto capita con Jarmo (tastierista), e generalmente sono quelli che suonano meglio…

A.R. - Adesso avete due album, ma le vostre performance hanno un ritmo frenetico, anche nel periodo tra i due album. Come sono queste esperienze?

Daniel - Abbiamo suonato centinaia di gig ma fondamentalmente in Finlandia. Dopo Dreamcrusher abbiamo l’opportunità di fare un vero tour, e come tutti gli altri della band, non vedo l’ora di iniziare.

A.R. - Grazie Daniel della disponibilità, se vuoi aggiungere qualcosa, ecco il momento.

Daniel - Grazie Andrea e voi tutti di RockLine.it. I miei auguri e la speranza di vedervi “on the road”.

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