Evergrey
(Michael Håkansson)
di: 
Jacopo Dall'Aglio
19/05/2006



 

Il 2006 ha visto il ritorno delle sonorità oscure del Progressive degli Evergrey con il nuovo concept Monday Morning Apocalypse. A parlarne a RockLine.it è il bassista Michael Håkansson, che rivela anche alcuni particolari riguardo la sua formazione da musicista...


J.A. - Ciao! Come va? Tutto bene?

Michael - Ciao! Certo. A te come va?

J.A. - Bene grazie! Dunque, cominciamo con le domande. Parliamo dei tuoi primi anni come musicista. Quali sono state le tue prime esperienze nel mondo della musica?

Michael - Allora, ho iniziato a suonare in un gruppo quando ancora non avevo idea di come si maneggiasse uno strumento. Eravamo una semplice cover band, tra amici, volevamo formare una band horror! Poi per Natale tutti avevamo chiesto uno strumento come regalo e tutti lo abbiamo ricevuto. Non è così facile per un principiante cominciare a suonare. Iniziammo a suonare insieme, e nessuno riusciva a suonare nulla, ma lo stesso perdevamo la maggior parte del nostro tempo libero nella stanza di prove. Quattro anni dopo abbiamo pubblicato il nostro primo album, e quello è stato il mio primo gruppo, gli Embraced.

J.A. - Ok, grazie! E come ti sei imbattuto negli Evergrey? Com’è successo?

Michael - È stato nell’estate del 1998. Stavo registrando le parti di basso di un album come turnista negli studios di Andy LaRocque a Gothenburg , poco prima che gli Evergrey registrassero il loro primo album. Così LaRocque mi fisso un paio di sessioni con loro. Mi piacque davvero quello che avevo sentito, e così sono diventato un fan degli Evergrey. Poi, dopo appena un anno il bassista precedente lasciava il gruppo, subito dopo le registrazione di Solitude Dominance Tragedy, e Tom (Englund) dovette parlare con LaRocque per un rimpiazzo. Andy (LaRocque) si è ricordato di me, di un musicista ambizioso, che sapeva veramente cosa volesse. Diede un po’ di materiale a Tom, e così Tom mi chiamò, chiedendomi di venire a Gothenburg, dato che vivevo a circa 300km dalla città a quel tempo, per un’audizione: per me era un genere completamente diverso da quello che suonavo prima, per questo l’ho iniziata come un sfida per me come musicista. Tutto è andato alla perfezione e, superata l’audizione, mi hanno ingaggiato.

J.A. - A proposito degli Evergrey, come pensi che il sound del gruppo si sia evoluto da quando ne fai parte? E come pensi che lo stile stia cambiando ora?

Michael - Dunque, il sound degli Evergrey si è sempre progressivamente evoluto nel corso del tempo, nella pubblicazione dei vari album; naturalmente anche i vari cambi di formazione hanno influito. Devo dire che c’è sempre stato una progressione naturale, musicalmente parlando, per il gruppo, e in ogni uscita, siamo migliorati come musicisti e come compositori. La nostra musica scaturisce spontaneamente, e così il nostro sound cambia gradualmente senza bisogno di sforzi. Infatti sono convinto che non ci sia un album che somigli al precedente. A proposito dell’ultimo lavoro, le differenze marcate che senti sono dovute al fatto che è a ben due scalini sopra, invece che uno, rispetto al precedente, e così la gente può reagire in questo modo, dicendo: “Wow, è completamente diverso”. Semplicemente abbiamo voluto fare un passo in avanti più grande degli altri.

J.A. - L’opinione più diffusa è che il vostro sound si avvicini a un Power/Prog Heavy metal, sei d’accordo? O pensi che non sia possibile classificare la tua band in modo definitivo?

Michael - Credo sia abbastanza difficile fissarci in un genere, perchè è difficile trovare un altro gruppo che suoni come gli Evergrey. Comunque sì, noi ci muoviamo nella scena power e progressive, ma è una realtà con cui non mi trovo del tutto d’accordo, non avendo mai considerato gli Evergrey un gruppo prettamente prog, inoltre ho un’idea del power metal più com’è nello stile tedesco, oppure come sono gli Angra. Quello è il power metal, e non ci vedo molte somiglianze col nostro sound.

J.A. - Bene, a proposito del vostro stile: nei vostri lavori si percepisce un’aura, come dire, oscura. Da dove deriva, se sei d’accordo?

Michael - È sempre difficile dire con precisione da dove provengono i vari elementi, anche perché quando noi componiamo, la musica, i suoni escono spontanei, proprio per questo è difficile rispondere alla domanda. Sono semplicemente sentimenti che il compositore vuole esprimere.

J.A. - Sì. Ora vorrei parlare della vostra ultimissima uscita Monday Morning Apocalypse, mi sembra che in questo lavoro abbiate esplorato il senso della vita, vista come un enigma, dominato dal caos. Sei d’accordo? E perché avete scelto questo concept per Monday Morning Apocalypse?

Michael - In questo album abbiamo voluto dare voce ad argomenti diversi, cose che capitano nella vita di ogni giorno, anche se a volte ci interessiamo di altri campi, come per esempio al fantascienza. Comunque ci sentiamo sempre molto legati agli argomenti trattati dalla nostra musica, in un modo o nell’altro. Infatti tutto quello che scriviamo è derivato da ciò che leggiamo, da ciò di cui parliamo tra di noi, forse a volte anche da ciò che noi o persone vicine a noi passano.

J.A. - E cosa vi ha influenzato maggiormente nella composizione di Monday Morning Apocaypse?

Michael - Non saprei dire se ci sono state influenze più importanti di altre quando componevamo Monday Morning Apocalypse, certo se parliamo di influenze musicali, credo che qualsiasi brano tu ascolti ti ispira a comporre: voglio dire che se ascolto una buona canzone o un buon album, mi invoglia a mettermi seduto e a comporre. Ricevo sempre una sorta di energia dalla buona musica, un’energia che mi mette nella condizione di creare qualcosa di ancora migliore!
Poi naturalmente prendo ispirazione anche da tutto ciò che ho scritto prima, per migliorarsi; in definitiva sono convinto che tutto ciò che ti succede intorno, in un certo senso ti influenza.

J.A. - Canzoni come Unspeakable mi riportano allo stile del vostro album precedente, parlo di The Inner Circle in particolare. Quali sono gli elementi che secondo te contraddistinguono le nuove tracce da quelle vecchie?

Michael - La linea rossa che connette tutti i lavori degli Evergrey è la forte presenza dell’emozione, e la melodia. Gli Evergrey sono queste due cose.

J.A. - Riguardo l’artwork: non è facile vederne uno così particolare, diverso dalle solite copertine degli Evergrey. Pensi che questa scelte sia stata coraggiosa? Chi l’ha pensata, e chi ha realizzato la parte grafica?

Michael - È stata una decisione presa in comune accordo. Abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo, di rompere con le vecchie tematiche oscure, che abbiamo usato negli album precedenti. Mi pare fosse stato Tom (Englund), o Henrik (Danhage) che proposero l’idea, poi ci siamo seduti intorno a un tavolo e ci abbiamo lavorato insieme. Devo dire che sono molto felice del risultato, è completamente diverso rispetto a quello che abbiamo fatto finora.

J.A. - Ok, e qual è il collegamento tra l’artwork, il titolo dell’album e i testi che Tom ha scritto per Monday Morning Apocalypse?

Michael - Alcuni dei testi riguardano bambini, e adulti che li maltrattano. Poi ci sono omicidi sia a scuola, sia al lavoro, sia tra amici. Mi basta ricordare ciò che successe un paio di anni fa negli Stati Uniti, quando ragazzini tornavano dalla scuola con armi e pistole, e incominciavo a sparare alla gente.
Io credo che tutto questo uso della violenza da parte delle persone sia dovuto al fatto che spesso, purtroppo, è facile plagiarle: il giudizio degli uomini, degli altri, è un’arma davvero potente.

J.A. - Che mi dici delle anteprime (release parties) che avete organizzato in Francia e in Germania? Come mai questa scelta? E come è stata accolta dal pubblico?

Michael - È stato veramente bello! Principalmente le abbiamo organizzate per molti amici che, visto che si erano adoperati a nostro vantaggio, erano impazienti di vedere il nostro album a disposizione del pubblico. Così abbiamo proposto queste anteprime a Parigi e in Germania, a Bochum, che è un bel posto! Intorno alla città ci sono sedi di molte importanti riviste ed etichette dedicate al settore, e quindi questo è un ottimo luogo per le nostre pubbliche relazioni. È stata un’ottima idea organizzare la cosa lì. Il pubblico ha apprezzato molto: in Germania abbiamo suonato uno show spettacolare! Davvero due notti fantastiche.

J.A. - Ho sentito che Monday Morning Apocalypse ha debuttato alla sesta posizione nelle classifiche svedesi. Siete soddisfatti di questo risultato?

Michael - Assolutamente sì! Prima di questo risultato il massimo che eravamo riusciti a fare è stata una diciassettesima posizione…sono ben undici posizioni oltre! Siamo veramente felicissimi!

J.A. - Bene, ora… se non desideri dire altro a proposito di Monday Morning Apocalypse, vorrei che parlassimo della tua etichetta, l’InsideOut.

Michael - Certo!

J.A. - Tutti i suoi gruppi, dell’InsideOut intendo, parlano benissimo delle persone che ci lavorano. La tua opinione qual è? E siete in buoni rapporti con loro?

Michael - Penso che l’InsideOut sia una grande etichetta, lì dentro si preoccupano davvero della buona musica, si preoccupano se le loro band sono soddisfatte, se c’è ancora il desiderio di comporre in loro. Poi non ci dicono mai cosa fare, non hanno mai preteso: “adesso dovere fare questo, adesso quello”… siamo liberi nel nostro ambito, e questo è davvero una buona cosa per un musicista. Per questo ci siamo sempre trovati benissimo con loro, ne siamo pienamente soddisfatti e ci rimarremo ancora.

J.A. - Ora una domanda sulla scena da cui provieni. Com’era ai tuoi esordi, e com’è cambiata ad oggi?

Michael - Alcuni anni fa percepivo più competizione tra i gruppi nella scena, più rivalità. Adesso invece le cose sono cambiate un po’, suppongo anche perchè le persone sono invecchiate, e hanno capito che non c’è alcun motivo di entrare in competizione tra di noi. Lo puoi immaginare…alcuni gruppi esistono da molto tempo, e anche se pubblicano un ottimo album, non è che rubino fan alle altre formazioni. Poi ci sono molti più tour oggi, e i rapporti tra i gruppi sono cambiati, sono migliori. Insomma la scena sta crescendo, e secondo me è semplicemente fantastica!

J.A. - Infine, quali sono le tue preferenze in ambito Rock e Metal svedesi?

Michael - Mi piacciono molto gli In Flames, penso siano uno dei mie gruppi preferiti, insieme ai Soilwork, che sono anche miei grandi amici. Poi ci sono naturalmente molte altre buone band, per esempio mi piacciono i The Haunted e i Carnal Forge. Anche gli Scar Symmetry e i Burst. C’è un sacco di buona musica nel mio Paese.

J.A. - E riguardo la scena passata, che gruppi preferisci?

Michael - Bè, mi piacciono ancora adesso i vecchi Grave, con tutti i loro membri, e in generale tutta la vecchia scena Death Metal. C’ero davvero dentro negli anni ’90!

J.A. - Ecco, questo è tutto. Grazie davvero per l’intervista, spero di vedervi prossimamente in Italia per qualche concerto!

Michael - Certamente! Verremo sicuramente, in giugno!

J.A. - Grazie ancora! Buona fortuna per la tua band. See ya!

Michael - Grazie a te! Ciao!

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