Voto: 
8.5 / 10
Autore: 
Leonardo Cammi
Genere: 
Etichetta: 
Frontiers Records
Anno: 
2006
Line-Up: 

- John Wetton - voce, bassi, chitarra classica ed acustica
- Geoffrey Downes - tastiera, vocoder

Sessions:
- Steve Chrisley - batteria
- John Mitchell - chitarra
- Hugh McDowell - violoncello

Tracklist: 

1. The Die Is Cast
2. Finger On The Trigger
3. Reflections (Of My Life)
4. To Catch A Thief
5. Tears Of Joy
6. Shannon
7. The Hanging Tree
8. The Glory Of Winning
9. Whirlpool
10. Rubicon

John Wetton + Geoffrey Downes

Icon II - Rubicon

E’ uscito l’atteso nuovo album degli Asia… ehm… no, scusate…. In realtà si tratta del secondo disco della coppia Wetton (fra gli altri ha suonato con King Crimson, UK, ecc.)/Downes (Buggles, Yes, ecc.), ossia il tastierista e il singer/bassista della famosissima band di AOR che negli anni ’80 scalò le classifiche con tre album splendidi come Asia, Alpha e Astra. Riformatisi più avanti con alla voce il seppur eccellente John Payne gli Asia avevano perso insieme a John Wetton un invidiabile timbro riconoscitivo.
Il progetto dei due navigati musicisti ora ripercorre in modo forse anche più altisonante ciò che la band citata intendeva esprimere nella prima incarnazione della proprio storia, ossia grasse e potenti melodie dalle tinte pompose, supportate da ottime parti di classica. Non è infatti un caso se troviamo ovunque il violoncello di Hugh McDowell (Elo) che già ha collaborato con i due mostri sacri e la quindicenne prodigio Katie Jacoby al violino.

Il risultato del nuovo incontro dei due musicisti dà vita a dieci tracce che coinvolgono e convincono sin dal primo ascolto e che superano anche il primo album realizzato.
Ricordiamo che i nostri sono accompagnati da Steve Christey (Jadis) alla batteria e dall’ottimo John Mitchell (Arena, Kino) alla chitarra.
Lo stile pomposo e maestoso dei nostri viene portato alle estreme conseguenze in ogni traccia a partire dalla possente e quasi epica The Die Is Cast, caratterizzata da un ritmo decisamente sostenuto ed infarcita di interventi classici di ottimo livello.
Citiamo poi l’ottima To Catch a Thief in cui John duetta alla voce con l’ugola favolosa di Anneke van Giersbergen (The Gathering) in un altro brano in cui inserti di classica e maestosi cori la fanno da padroni. La voce di Anneke torna anche nella successiva e più riflessiva Tears Of Joy, una song delicata e soffusa che ci fa intendere quale livello di eleganza stilistica possano raggiungere Wetton e Downes.
Dalle tinte più folkish, sebbene estramente pomposa e maestosa è la successiva Shannon, pezzo che ancora una volta dimostra l’incredibile talento nell’unire musica moderna a emozioni arcaiche, ben rappresentate da parti di violino ottimamente realizzate, nonchè cori soffusi e ben presenti, che riescono ad innalzare il sapore globale del pezzo.

L’AOR anni ’80 più smaccato si ha con l’ottima Whirpool, mentre le fasi più epiche e sinfoniche sono sottolineate dal songwriting eccelso di Rubicon, la titletrack. Un pezzo come The Glory Of Winning, invece, sarebbe stato benissimo in Alpha, il secondo capolavoro a firma Asia, grazie alle parture melodiche pompose e ai cori di grande impatto.
A questo punto non poteva che mancare la notizia che si lega a questo lavoro, ossia una reunion dei vecchi Asia con tanto di Carl Palmer alla batteria e Steve Howe alla chitarra per una serie di concerti di grandissima attesa.
Rubicon è un grandioso spaccato di AOR grondante classe… un delitto non averlo.

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