Voto: 
5.0 / 10
Autore: 
Salvo Sciumè
Etichetta: 
Locomotive Records/Frontiers
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Michel - voce, tastiera
- Lionel - chitarra, organo
- Marc - batteria
- Leo - basso


Tracklist: 

1. The Saucier Of Paris
2. Turboloser
3. J.Q.X.Z. Are Missing
4. Smile
5. Banana Boy
6. Domina
7. Hellmex
8. Aprés Ski
9. Breathalyse Me
10. Mollymook
11. Hypnosis

Voodoocake

Fetishist

Album di debutto per gli elvetici Voodoocake, band che con questo Fetishist propone un Alternative/Rock fortemente influenzato da Sonic Youth, Grandaddy e Pixies, ma che riesce a spaziare anche in altri territori musicali dallo Stoner al Grunge, non riuscendo però a tratteggiare un proprio stile, forse a causa di un song-writing un po’ acerbo, sicuramente poco maturo, non ancora in grado di delimitare una propria individualità e creare al tempo stesso quel trademark identificativo che al momento sembra mancare agli svizzeri al fine di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama Rock attuale.
Si assiste così nel corso dei quasi quaranta minuti di questo CD a continui passaggi da una sonorità ad un’altra senza però in realtà mai distaccarsi da una base di fondo data dal Noise Rock di gruppi come i succitati Sonic Youth e Pixies. Ed allora il riffing fitto e pesante della bella opener The Saucier Of Paris, di Smile e di J.Q.X.Z. Are Missing sembrano un po’ tendere a sonorità Stoner, così come una certa ripetitività nel riffing e nelle strofe caratterizza brani come Domina, un forte sapore psichedelico settantiano impreziosisce Breathalyse Me e non sembra difficile trovare nel brano Hellmex una leggera virata verso un moderno Post Grunge, mentre risultano diverse e ben riuscite Turboloser e l’ottima Banana Boy, tra i brani più piacevoli del lotto, ed infine a voler proprio citarle tutte rimangono la strumentale Apres Ski, la sperimentale Mollymook e la closer Hypnosis, anche questa in gran parte strumentale e cantata in tono sommesso. In tutto ciò c’è sempre poi una certa tendenza a sperimentare e mescolare tra i generi più disparati con risultati delle volte piacevoli e sorprendenti, delle altre evitabili.

Fetishist ci mette quindi di fronte ad una formazione capace di muoversi con disinvoltura un po’ su tutti i lidi del Rock alternativo, dal Noise alla Neo-Psychedelia, dallo Stoner all’experimental Rock, ma non ancora in grado, come prima si diceva, di creare un sound veramente originale ed in grado di delineare uno stile tutto proprio della band svizzera, la quale rischia così di non proporre nulla di veramente alternativo e sperimentale, visto che spesso capita di sentirsi come all’ascolto di Pixies, Sonic Youth, Queens Of The Stone Age ed altri ancora.

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