Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Emanuele Pavia
Genere: 
Etichetta: 
Alternative Tentacles Recordings
Anno: 
2012
Line-Up: 

- Chris Spencer - Chitarra, Voce
- Dave Curran - Basso
- Vinnie Signorelli - Batteria

Tracklist: 

1. Rat
2. Decay
3. No Chance
4. Pigeon
5. Metropolis
6. Ghost
7. Don't
8. Stuck
9. Roach
10. Ha Ha Ha

Unsane

Wreck

Da vent'anni alfieri del noise e del post-hardcore più intransigente e inossidabile, gli Unsane ritornano sulle scene il 20 marzo 2012 con il loro settimo full-length Wreck, pubblicato per la Alternative Tentacles a cinque anni dalla loro ultima uscita discografica, quel Visqueen che aveva mostrato ancora una volta la furia e la classe di Chris Spencer e soci. E come era accaduto in Visqueen, nemmeno in Wreck la band sembra intenzionata a smorzare l'efferatezza che l'ha caratterizzata e contraddistinta fin dal lontano esordio eponimo nel 1991: gli Unsane infatti si esibiscono nuovamente con il loro tipico e distruttivo magma sonoro, ribollente di riferimenti all'hardcore, al metal estremo, al blues e al rock n'roll distorti e macinati dal burrascoso tessuto strumentale del trio.

E se nella forma gli Unsane appaiono più che mai violenti e distruttivi come negli episodi più felici della loro carriera, lo stesso discorso vale a maggior ragione per la qualità dei dieci brani di Wreck: coadiuvati da una produzione all'altezza (ben superiore a quella di Visqueen, che di contro tendeva ad appiattire le molte e buone idee del disco), i pezzi sprigionano tutto il loro potenziale apocalittico e la loro furia catastrofica senza però rinunciare a una sorta di melodismo (comunque ben sotterrato dalle distorsioni granitiche e dal pulsare ossessivo della ritmica), costituendo quello che potrebbe essere considerato come il miglior capitolo degli Unsane dai tempi del grandioso Occupational Hazard (1998). A testimoniare questa continuità stilistica e concettuale con il passato del gruppo è posto anche il macabro artwork, un'inquietante mano grondante di sangue, diretto discendente delle brutali quanto leggendarie copertine dei vecchi full-length del complesso (specialmente l'uomo decapitato di Unsane).

Rat apre subito l'album con un noise distorto e granitico in perfetto stile Unsane, in cui le percussioni ossessive e il martellante tappeto di basso sostengono il riffing serrato di chitarra e la voce sgolata di Spencer, mentre Decay, senza rinunciare al propellente sostegno ritmico, indulge maggiormente in azzeccati hook melodici.
Dimenticando la lezione più soft (rispetto agli standard mozzafiato della band) del pezzo precedente, gli Unsane si esibiscono quindi nello sludge cadenzato e venato di tinte blues di No Chance, per poi riprendere lo stile proteiforme del metal dei Mastodon e il sound claustrofobico del loro storico debutto nella più violenta Pigeon, nella fulminea scarica di Metropolis e nel devastante tour de force di Ghost, in cui Wreck ritorna nei tracciati del post-hardcore più oltranzista, rumoroso e abrasivo degli anni '90, in un'incessante accumularsi di urla lancinanti, riff taglienti di chitarra e terrorismo percussivo.
L'assordante groove di Don't e la spiazzante Stuck, sei minuti che alternano mormorii slo-core a esplosioni chitarristiche dal sapore southern, preludono infine al fragoroso noise apocalittico di Roach, profondamente radicato nello stile degli esordi della band e dotato della stessa deflagrante energia, mentre la chiusura del full-length è affidata alla cover dello storico singolo Ha Ha Ha dei Flipper, pubblicato nel 1981 dalla stessa Alternative Tentacles, che estremizza ulteriormente l'esecuzione efferata, lo humor sardonico del chorus e il frastuono strumentale del brano originale, a rendere omaggio a una delle band cui più il panorama noise, post-hardcore e sludge deve in assoluto.

Ad una delle poche carriere che possono vantare solo episodi di valore, gli Unsane aggiungono quindi un altro importante tassello, che non si pone solo come un apprezzabile ritorno, ma che rappresenta anche uno degli album più riusciti del combo new-yorkese, nonché il migliore dal loro ritorno sulle scene nel 2003. La furia del gruppo è rimasta intatta e sincera dopo oltre vent'anni, e alla luce di ciò che offre Wreck sembra che serva solo questo al gruppo per rimanere una delle esperienze più eccitanti del panorama rock più estremo e privo di compromessi, senza alcun bisogno di cambiare formula.

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