Voto: 
8.0 / 10
Autore: 
Corrado Penasso
Etichetta: 
Cogumelo
Anno: 
1986
Line-Up: 

- Paulo Jr. - Bass
- Igor Cavalera - Drums
- Max Cavalera - Vocals, guitars
- Jairo T. - Lead guitars

Tracklist: 

1. Morbid Visions - 04:39
2. Mayhem - 03:17
3. Troops of Doom - 03:23
4. War - 05:34
5. Crucifixion - 05:04
6. Show Me the Wrath - 03:54
7. Funeral Rites - 04:24
8. Empire of the Damned - 04:25

Sepultura

Morbid Visions

Il 1986 rappresenta da sempre l’anno della svolta del thrash metal a livello mondiale. I dischi usciti in quell’anno hanno gettato letteralmente le basi del genere dopo un periodo di evoluzione e maturazione. Tuttavia, l’anno precedente ha visto l’uscita di alcune gemme che potevano considerarsi come un passo in avanti in termini di estremismo sonoro, fino a raggiungere lidi thrash/death. Tra le principali uscite possiamo ricordare Seven Churches, Hell Awaits, Endless Pain per quanto riguarda alcuni gruppi principali di questo movimento anche se altri che sarebbero diventati altrettanto conosciuti stavano gettando le basi, attraverso i loro demo, per una carriera fortunata nel mondo dell’estremo. I Sepultura allora si stavano affermando come la punta di diamante del movimento estremo sudamericano e, dopo la realizzazione di quel Bestial Devastation che tanto scioccò il mondo estremo per la sua carica blasfema, li ritroviamo con un album che ne ricalca le orme e per certi versi le estremizza ulteriormente.

Morbid Visions è un connubio di influenze death/thrash che raramente si era ascoltato nel mondo estremo prima di allora. Ancora immaturi, i Sepultura diedero in pasto al pubblico un album grezzo, veloce e ancora lontano anni luce dalla furia più controllata e prettamente thrash metal del grande Schizophrenia. Le tematiche sataniche non hanno abbandonato il gruppo neanche in questa occasione anche se le canzoni, dal punto di vista puramente tecnico, mostrano alcuni flebili segni di una futura maturazione. Max stesso ammise che Morbid Visions fu semplicemente un miscuglio di influenze derivanti dai gruppi più famosi dell’epoca e che una cosa importante come l’accordare le chitarre prima di entrare in studio fu dimenticata, tanto la band era ansiosa di registrare il nuovo disco. Da qui si può chiaramente evincere come il gruppo fosse ancora largamente in fase di apprendimento ed il divertimento per loro era alla base di ciò che stavano creando.

Otto canzoni per poco più di trenta minuti di velocità e blasfemia da gustare, per tutti i metallari dell’epoca in cerca di qualcosa che raggiungesse lidi sempre più estremi. Se da un lato le canzoni su Morbid Visions mostravano una struttura leggermente più elaborata (la durata delle singole canzoni è un segno), è altresì vero che le poche influenze thrash di Bestial Devastation qui sono praticamente azzerate. La voce di Max per certi aspetti risulta ancora più ferale e rivolta verso passaggi growl/scream di un marciume raggelante mentre i pochi mid-tempo in queste canzoni mostrano chiare inflessioni alla Celtic Frost. L’atmosfera è sulfurea, gli up tempo sono grezzi, senza compromessi mentre le chitarre spesso e volentieri si lanciano su semplici, prolungati riffs in tremolo a dare il tocco finale ad un lavoro dalle chiare intenzioni bellicose. Mayhem, Show me the Wrath e War tra gli episodi più tirati del lotto, senza dimenticare i passaggi rallentati con tanto di testi in latino di una terrificante (per carica blasfema) Crucifixion.

In questo marasma senza fine troviamo forse la prima vera hit dei Sepultura, ovvero quella Troops of Doom tanto cara da essere poi rifatta più volte poiché dalla chiara impostazione thrash e quindi perfetta per trovare posto nel futuro del combo della giungla. Il riffing decisamente più catchy e il crescendo sotto forma di tempi medi mostra alcuni spunti rilevanti, nonché un primo segno di volontà di cambiamento. Certo, gli up tempo rimangono comunque selvaggi come non mai e lo stacco solista del basso di Paulo Jr. è qualcosa di incredibile per carica distruttiva. Insomma, tutto normale in un disco del genere anche se alcuni spunti per una futura evoluzione i Sepultura ce li stavano già dando anche se opportunamente celati sotto una tecnica strumentale ancora immatura che risultava in alcune pecche e stecche. Tutto va considerato ancora una volta nell’ottica del periodo e prodotti così genuini potevano uscire solo a quel tempo.

Pur essendo ancora ragazzini, i Sepultura con questo disco stupirono tutti nel mondo dell’estremo poiché una carica rabbiosa del genere raramente si era sentita in quel periodo e questo Morbid Visions va  posizionarsi con onore tra le pietre miliari del genere in un momento di fermento che mai si ripresenterà nel mondo del metal. Si aspettava solo la loro definitiva consacrazione … 
 

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