Voto: 
6.0 / 10
Autore: 
A. Giulio Magliulo
Etichetta: 
Bomba Dischi
Anno: 
2013
Line-Up: 

Domenico Migliaccio - Batteria,varie

Gianluca Danaro - Voce, chitarra, varie

Tracklist: 

The same old story

My favorite color

1959

This is halloween

Edward Teach also known as Blackbeard

Nothing to lose blues

Hold fast

Molly

Sloop John B

Winter Whales War

Sadside Project

Winter Whales War

Istinto, passione ed energia le leve su cui si muove il duo romano dei Sadside Project formato da Gianluca Danaro e Domenico Migliaccio qui al secondo album in compagnia di tanti amici che han dato loro man forte nella realizzazione di questo prodotto che potremmo definire perfetto per chi è in perenne ricerca delle radici del rock and roll; tra gli amici: Roberta Sammarelli, bassista dei Verdena, Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion, Alberto Mariotti e Wassilij Kropotkin dei King of the Opera più altri musicisti del giro romano di Boxerin Club, Indie Boys Are For Hot Girls ed Ancien Régime.

Voglia di ‘roots’ quindi, in tutte le accezioni possibili del termine. I Sadside Project suonano ‘garage’ e questa può essere una chiave di lettura per comprenderne l’approccio sonoro. Lo suonano poi in un modo molto onesto e genuino, caratteristica forse più mutuata dal folk. E lo suonano anche molto denso e pesante, come se fosse blues. In certi casi talmente tanto da apparire febbrili come il rockabilly.

Tanto etilici nella capacità di trascinare quanto etici nei confronti del riff e delle sue leggi. E su tutto, quel pizzico di freakettaggine che non solo ne addolcisce i lineamenti ma li colloca in un non-luogo dove è possibile far convivere i Kings Of Leon con John  Spencer, Woodstock con il soul e l’errebì, i Grand Funk con gli Akron Family, i Led Zeppelin con i White Stripes ed i Black Keys. E nella prima traccia, The Same Old Story, fanno capolino perfino i Police più pop, crepi l’avarizia!

Eppure in questo bailamme di suggestioni non c’è confusione ma tanta leggerezza che permette all’ascolto di scorrere via piacevole e senza momenti di noia, rischio che a bazzicare certi ambienti si corre eccome (qualcuno ha detto Mojomatics?).

Quando non si ha un passaporto americano ma si vuole fare ad esempio un rock and roll anni ’50 senza cadere (e scadere) nella retorica, bisogna essere attenti e molto motivati: sembra che i Sadside Project facciano la differenza.

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