Voto: 
7.3 / 10
Autore: 
Salvo Sciumè
Genere: 
Etichetta: 
Metal Heaven/Frontiers
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Rich Wilde - voce
- Craig Behrhorst - chitarra
- Chris Atchison - chitarra
- Tommy Sisco - basso
- Luke Bowman - batteria

Tracklist: 

1. I Believe
2. Running Blind
3. Day Of The Champion
4. I Will Fly
5. Desert Of Tears
6. Darkest Of Light
7. It Ain't Over
8. Live By The Sword
9. Soldier's Fate
10. Chosen One
11. Freedom

Ruffians

Desert Of Tears

Desert Of Tears è l’album che segna la reunion dei Ruffians, band dedita ad un Heavy Metal di stampo classico che nel corso degli anni ’80 aveva raggiunto una buona fama e che tra le sue fila annoverava il cantante Carl Albert, il quale in seguito avrebbe fatto le fortune dei Vicious Rumors, dai quali i Ruffians sembrano riprendere in maniera non troppo invasiva il sound, ma le influenze si estendono anche ai Judas Priest e ai Maiden del primo corso, quelli degli anni ’80 per intenderci. Hanno quindi deciso di ripresentarsi con un album roccioso e potente, molto in linea con ciò che era l’Heavy Metal negli anni che li condussero ad un buon successo, a discapito un po’ dell’originalità ma non di certo della qualità, che non sembra affatto mancare a questi cinque americani, da menzionare la buona prova delle chitarre e la voce potente di Rich Wilde, il tutto coronato da una sezione ritmica che convince pienamente.

L’opener I Believe parte già veloce e potente, sicuramente un’apertura d’impatto che poco però aggiunge a quanto scritto negli ’80 dai vari Iron Maiden e Judas Priest, e la medesima cosa avviene con la successiva Running Blind, dove si assiste ad un’eccellente prova di Bowman dietro le pelli, una cavalcata Heavy potente ed incalzante, più melodica ma sempre energica e potente Day Of The Champion, che presenta un bel solo di chitarra ed un Wilde in gran forma, sicuramente uno dei brani che merita più attenzione. E’ ancora Heavy classico con I Will Fly, altra song che catapulta l’ascoltatore nell’epopea del Metallo Pesante, cattiva e potente come nella miglior tradizione, si arriva così a Desert Of Tears con un’altra buona prestazione di Bowman che coadiuvato dal bassista Visco danno vita ad una cavalcata Heavy epica e possente, mentre le chitarre si lanciano in solos dal retrogusto orientaleggiante, ed a completare tutto l’interpretazione di Wilde che rappresenta un’arma in più per la band, ciò che viene a mancare adesso è invece un cambio di marcia, infatti Darkest Of Light è un’altra impetuosa cavalcata che poco aggiunge a tutto ciò che precede, e lo stesso dicasi per Soldier’s Fate e Chosen One, quest’ultima molto maideniana. Unico episodio capace di spezzare il ritmo, e che prende le distanze dalla scuola del classico Heavy, è It Ain’t Over, bellissimo pezzo lento ed acustico con buona melodia e dal forte sapore americano, ed infine menzione per la conclusiva Freedom, sicuramente tra i pezzi maggiormente riusciti in possesso di un chorus prevedibile ma efficace, e Live By The Sword, se non altro per la superlativa prova delle chitarre.

Il ritorno dei Ruffians è quindi all’insegna della coerenza e dell’onestà, pochi fronzoli e niente compromessi con il trend del momento, solo Heavy Metal roccioso, potente, e soprattutto ben suonato, di contro però un song-writing più fresco e soprattutto più vario avrebbe contribuito a dare maggior spessore ad un lavoro che in alcune fasi sembra stagnare un po’ per carenza di idee. Consigliato comunque a chi ama il classico Heavy Metal.

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