Voto: 
7.8 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Etichetta: 
Inside Out/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Patrik Lundström - voce, chitarra acustica ed elettrica
- Jon Gamble - tastiera, harmonium, armonica, voce
- Fredrik Lindqvist - basso, bouzouki, mandolino, flauto, cori
- Johan Nordgren - batteria, percussioni, nyckelharpa, cori


Tracklist: 

1. The Hemulic Voluntary Band (04:53)
2. In The Wild (05:53)
3. Late In November (04:56)
4. The Groke (06:05)
5. Waiting By The Bridge (04:36)
6. A Dangerous Journey (26:33)

Ritual

The Hemulic Voluntary Band

Quarto album di studio per i Ritual, band svedese che da oltre un decennio è attiva nel panorama Progressive, proponendo un discreto connubio tra la tradizione sinfonica dei Gentle Giant e sperimentazioni più folcloristiche o addirittura Hard Rock. Il nuovo The Hemulic Voluntary Band, introdotto da una copertina caricaturale e davvero gradevole nella sua parvenza settantiana, sembra rappresentare il capitolo di svolta per il quartetto capeggiato da Patrik Lundstrom (Kaipa), perché il sound si presenta strutturato con maggiore cura e più competitivo nelle melodie degli strumenti: il song-writing si è difatti avvicinato alle nuove produzioni dei Kaipa di Lundstrom, assumendo dei tratti quasi scherzosi e spensierati che però non si spingono mai all’eccesso. L’esperienza e gli ottimi contatti di Patrik hanno permesso inoltre ai Ritual di firmare un prestigioso contratto con la tedesca Inside Out, etichetta cardine della scena progressiva mondiale dagli anni Novanta.

La title-track propone già l’intreccio degli organi e delle percussioni che è il fulcro della musica dei Ritual e che costituisce il tessuto da cui emerge la splendida voce di Lundstrom, vero motore dell’opera. I ritmi si mantengono altalenanti anche nella seconda In The Wild, in cui viene lasciato ampio spazio alle atmosfere delle chitarre: il rinnovato timbro dei Ritual si colloca a metà tra le tensioni progressive dei Settanta e le vellutate sezioni avvolgenti in stile Genesis e Camel, ben evidenti nella splendida e soffice Late In November. Tralasciando la struggente e tenebrosa The Groke, i toni ritornano solari in Waiting By The Bridge, debitrice dello stile progressivo svedese personificato da acts come Flower Kings e Kaipa.
Il capolavoro di The Hemulic Voluntary Band è la sesta canzone, la suite A Dangerous Joruney, che varia parecchie volte il proprio registro, includendo archi e chitarre acustiche dal sapore oscuro: nei suoi ventisei minuti i Ritual sanno concepire una struttura davvero valida, trovando soluzioni che convergono addirittura nella tradizione folk svedese.

In definitiva si consiglia il quarto episodio dei Ritual a coloro che, trascinati positivamente dalle realizzazioni della nuova scuola progressiva svedese, vogliono godersi un’ora di sonorità ricercate e mai banali, perché costantemente supportate dall’esperienza di musicisti attivi ormai da parecchi anni nel circuito del genere.
Si auspica inoltre che la band di Lundstrom possa continuare sulla scia di The Hemulic Voluntary Band, evolvendosi ulteriormente e lasciando da parte le prime timide sperimentazioni degli album precedenti.

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