Voto: 
6.5 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
Totalrust Music
Anno: 
2005
Line-Up: 

- Matthieu Sachs - chitarra, voce, basso

- Carline Van Roos - tastiere, campionatura batteria, chitarra, voci femminili




Tracklist: 

1. Through Frail Visions I Lay

2. To Lost Illusions

3. Eternal Disease

4. Your Insignificance

5. An Ending Chapter

6. Murdering My Faith

7. Thy Decay

8. Where All Has Been Wasted

Remembrance

Frail Visions

Dalla Francia ci giunge Frail Visions, album di debutto del combo Funeral Doom dei Remembrance, un lavoro tutto basato sulla lentezza degli accordi e dei fraseggi intrisi di malinconia.
65 minuti di pura desolazione, sulla scia della celebre realtà finlandese Shape of Despair…, per un totale di otto tracce a cavallo tra mastodontici riff di chitarra elettrica e aperture sinfoniche prodotte dalle tastiere. La copertina dell’album, tutta giocata su tonalità grigio-bluastre, prende sicuramente spunti dagli artwork dei full-lenght Gothic atmosferico francesi: i due membri dei Remembrance hanno già esplorato questi meandri timbrici nella loro band parallela, i Lethian Dreams, che si sta guadagnando buoni responsi da gran parte della critica francese.

Il genere proposto dai Remembrance è sì portato all’esasperazione, ma spesso questa mancanza di dinamismo non permette di colpire positivamente l'attenzione dell’ascoltatore. I testi delle canzoni riportati sul curato booklet costituiscono splendide poesie, che però non vengono tradotte nelle liriche cantate: la voce infatti, presente a sprazzi, è solo rappresentata da un ruggito inespressivo, grezzo, profondo e oscuro, che conferisce un ulteriore alone tetro alla già tenebrosa composizione.
Le parole si possono seguire solo per mezzo del booklet, perché il growl non le lascia emergere con chiarezza.

Estremamente depressivo per le melodie drammatiche disegnate dalle tastiere, Frail Visions riprende la tradizione britannica di gruppi quali primissimi Anathema (quelli di Serenades) e Esoteric. Buone le atmosfere realizzate con gli inserti elettronici, con le solite voci femminili d'oltretomba e con spaventosi effetti dal sapore arcaico, ma questo non basta per creare un lavoro competitivo.
Legando il già statico Darkwave al Doom più pesante da sopportare, si ottiene un’opera adatta a chi ama una musica ambientale ed occulta; gli appassionati delle ultime evoluzioni del genere, rappresentate da My Dying Bride, Draconian, Officium Triste e Forest of Shadows, potrebbero rimanere delusi per la totale assenza del ritmo cadenzato e delle strutture delle chitarre lente ma complesse. Viene quasi spontaneo chiedersi quale sia il senso di presentare un prodotto discografico che, attraverso un più frequente inserimento della batteria, anche in doppia cassa, avrebbe potuto accostarsi ad altre discrete uscite del 2005.

Perciò la decadenza emanata dal tessuto dei pianoforti, già largamente impiegata nello stesso Gothic/Ambient francese, è l’unico elemento ineteressante presente in Frail Visions e gli ultimi due capitoli The Decay e Where All Has Been Wated sono i soli che paiono scuotersi dal torpore dei primi 50 minuti.
Una sufficienza di incoraggiamento per questa band francese che è dotata di ottime capacità di song-writing nelle sezioni melodiche di intervallo, ma che deve ancora trovare il giusto equilibrio tra queste e le parti più aggressive. Sperando che il contratto con la israeliana Totalrust Music possa far fiorire il duo gallico, si consiglia l’ascolto di Frail Visions solo ai grandi amanti del Doom più introspettivo e distruttivo, quello connesso alla psiche e alle emozioni umane, quella lenta danza di morte che culla con la sua fievole scansione ritmica.

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