Voto: 
7.2 / 10
Autore: 
Salvo Sciumè
Genere: 
Etichetta: 
Locomotive Records/Frontiers
Anno: 
2008
Line-Up: 

- Randy Piper - chitarra
- Rich Lewis - voce 
- Chris Laney - chitarra
- Grizzly - basso
- J. Koleberg - batteria

Tracklist: 

1. Cardiac Arrest
2. Can't Stop
3. Don't Wanna Die
4. Crying Eagle
5. Unnatural High
6. Judgement Day
7. Who's Next
8. Zombie
9. Shoot To Kill
10. L.U.S.T.

Randy Piper's Animal

Virus

Ricordato più per le sue brevi e controverse vicissitudini all'interno dei W.A.S.P. che per il suo talento chitarristico, Randy Piper si ripresenta con la sua personale creatura, che non a caso combina il suo nome con quello del primo album della glam metal band più shockante e perversa che la storia del rock ricordi e di cui egli stesso fece parte.
Infatti dietro al moniker Randy Piper's Animal si cela il progetto personale del chitarrista americano, sempre fedele all'hard n' heavy dalle tinte shock/glam dei suoi esordi nonostante i tanti anni vissuti lontano dalle scene, che lo vide ripresentarsi nel 2006 con Violent New Breed, disco di modesta fattura che non riscosse tanta notorietà e successo.
Il nuovo arrivato Virus è un dischetto che indubbiamente affonda le sue radici nel glam metal dei primi anni '80, ma che evita costantemente di suonare anacronistico o derivativo, capace di riprendere quelle sonorità che furono proprie della sua originaria band ed allo stesso tempo rivederle secondo un approccio più attuale ed un taglio più moderno, riscontrabili in soluzioni ritmiche arrembanti e talvolta al limite del power e in una dose di aggressività ed abrasione che diventano peculiarità e qualità quasi esclusive dell'intero album.

Basti a tal proposito dare un ascolto alle sostenute, arrembanti ed inaspettatamente teutoniche Cardiac Arrest e Crying Eagle, quest'ultima pervasa persino da toni epicheggianti, o all'heavy metal rabbioso di Cant' Stop e Judgement Day, per rendersi conto di quanto l'axeman texano punti sulla forza espressiva ed esplosiva del suo hard n' heavy.
Altro punto forte del disco sono poi i cori roboanti e i ritornelli killer di brani pervasi da una grande carica energetica ed adrenalinica, quali Don't Wanna Die e Unnatural High, proprio come avveniva nella miglior tradizione glam metal della prima metà degli "eighties", mentre un po' inconcludenti suonano alcuni pezzi, come Who's Next, la grezza closer L.U.S.T. o il mid-tempo Shoot To Kill, graziato però (e almeno in parte salvato) da aperture melodiche particolarmente azzeccate, niente invece toglie o aggiunge l'insolita e metallica cover della popolarissima hit degli anni '90 Zombie, portata al successo dagli irlandesi Cranberries.

Chiassoso, terremotante e divertente, Virus non sembra niente altro che l'opera personale e sentita di un artista che appare ispirato ed in buona forma, un lavoro che non coltiva troppe pretese, se non quelle di divertire e divertirsi. Obiettivo raggiunto.


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