Voto: 
8.4 / 10
Autore: 
Paolo Cazzola
Genere: 
Etichetta: 
Code666/Aural
Anno: 
2006
Line-Up: 

Hupogrammos Disciple's - voce, chitarra, tastiere, strumenti folk
Negru - batteria, percussioni, strumenti folk
Sol Faur - basso, chitarra


Tracklist: 

1. Ceasuri Rele
2. Ţesarul De Lumini
3. Primul Om
4. Cunoaºterea Tãcutã
5. Înarborat
6. Dedesuptul
7. Norilor
8. De Piatrã
9. Cel Din Urmã Vis
10. Hora Soarelui
11. Al Doilea Om

Negura Bunget

Om

L’Est europeo in questi ultimi anni si è rivelato la vera e propria culla di un certo tipo di Black Metal. Esattamente come fu per la Norvegia negli anni 90, questa zona sta vedendo il fiorire di un numero spropositato di band capaci di ritagliarsi una certa fama nel settore, e di andare oltre i limiti del black stesso, sperimentando e creando dei veri e propri capolavori.

E qui proprio di capolavoro si tratta. O come minimo ci siamo vicini. I rumeni Negurã Bunget sono di quelle band capaci sempre e comunque di stupire, e con il loro ultimo lavoro, Om, ci sono riusciti alla perfezione. Ormai famosi nell’underground black sia a causa delle tematiche affrontate nei loro testi (incentrati sul folkore e sulla spiritualità rumeni), sia per via della grande musica che ci hanno offerto in questi anni: dischi come 'n Crugu Bradului (formato da solo quattro canzoni della durata di un quarto d’ora a testa) e a Măiastru Sfetnic dovrebbero bastare per concordare.

Sarebbe riduttivo etichettare Om sotto un solo genere: non è un disco, ma un viaggio. Un esperienza non solo musicale, ma extrasensoriale, incapace di lasciare indifferenti. Il panismo e il grande attaccamento alle proprie origini trovano terreno fertile con il Black Metal del gruppo, portando la proposta musicale a livelli emozionali e epici non indifferenti.

Basterebbe il sussurrato intro Ceasuri Rele per far capire cosa sia Om. Niente musica, solo rumori in lontananza e sospiri sofferenti e strazianti. Certe volte non c’è bisogno di strumenti per far capire all’ascoltatore cosa sia l’inquietudine: la voce di Hupogrammos Disciple's rende perfettamente l’idea, iniziandoci a quella che è la canzone simbolo, a mio modesto parere, del disco, ovvero la lunga Tesarul De Lumini. Sono dodici minuti di estraneamento dalla realtà circostante, in viaggio verso le lontane e incontaminate terre dell’Est Europeo, verso la Transilvania. Si possono già intravere le caratteristiche principale del Negurã Bunget-sound: si alternano sfuriate elettriche nella miglior tradizione Black Metal e momenti atmosferici, quasi ambient, dominati dalle tastiere, di grandissimo effetto. Si passa da un emozione all’altra, dal momento introspettivo e solenne di Primul Om ad una canzone così variegata e intensa come Cunoaºterea Tãcutã, dove il contrasto tra lo scream e la voce pulita passa in primo piano, aggiungedo moltissimo al già enorme pathos arrecato dall’ascolto.
Si passa quindi a Norilor, vera e propria marcia, dai ritmi marziali e tribali, impreziosita da inserti tastieristici di un epicità imbarazzante, presenti anche in tutto il resto del disco come complemento alle ispiratissime chitarre. De Piatrã è invece un pezzo in piena tradizione Black Metal intriso di amore per la propria terra e di grande sensibilità artistica: i Negurã Bunget vanno oltre i “canoni” della sperimentazione, senza tralasciare nemmeno un passaggio, dando il meglio di loro stessi in ogni secondo di questo Om. Il viaggio sta per terminare con tre perle: i dieci minuti di Cel Din Urmã Vis, così atmosferici e trasudanti naturalismo da ogni singola nota, il commovente anticlimax di Hora Soarelui, incastonato di strumenti a fiato e per finire l’outro Al Doilea Om.

I Negurã Bunget hanno composto il loro disco più ispirato e profondo. Om è un grande miscuglio di generi, un anello di congiunzione tra sfere sensoriali distinte e tra emozioni ben lontane tra di loro. L’unica cosa che ci si chiede è come l’uscita di un disco del genere possa essere passata completamente in sordina, eccezion fatta per gli appassionati. Sicuramente uno dei migliori album black del 2006. Stupendo.

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