Voto: 
10.0 / 10
Autore: 
Stefano Magrassi
Genere: 
Etichetta: 
Earache
Anno: 
1989
Line-Up: 

- Dave Vincent - basso e voce
- Trey Azagthoth - chitarra ritmica e solista
- Pete Commando - batteria
- Richard Brunelle - chitarra ritmica e solista

Tracklist: 

1. Immortal Rites (04:04)
2. Suffocation (03:15)
3. Visions from the Darkside (04:10)
4. Maze of Torment (04:25)
5. Lord of All Fevers and Plague (03:26)
6. Chapel of Ghouls (04:58)
7. Bleed for the Devil (02:23)
8. Damnation (04:10)
9. Blasphemy (03:32)
10. Evil Spells (04:12)

Morbid Angel

Altars of Madness

Quando si parla di Death Metal, non è possibile evitare di parlare di Morbid Angel. Il gruppo, nato dalle menti di Trey Azagthoth, Pete Sadoval e Dave Vincent, ha rappresentato più volte la punta di diamante del genere, contribuendo in maniera decisiva al suo sviluppo. Per questo motivo Altars Of Madness può essere considerato senza ombra di dubbio una pietra miliare.
Primo nell’alfabetica scansione discografica dei tre di Tampa (Florida), veloce, grezzo e cattivo, questo album rappresenta la svolta in ambito Death Metal: non più semplice ramificazione del Thrash, ma vero e proprio genere, dotato di vita indipendente.

E il tutto non poteva iniziare nella maniera migliore: Immortal Rites apre il sabba nel quale veniamo catapultati. Cattivissima, con la voce di Dave che gracchia attraverso le casse dello stereo, trasformandosi più e più volte in un potente growl. Il tocco di Azagthoth si fa sentire e l’apporto di Richard Brunelle è fondamentale. La velocità non è portata ai suoi limiti estremi; ma non preoccupatevi: basta aspettare qualche secondo che Suffocation colpisce dritto in faccia. Sandoval mette la quinta e l’headbagging parte selvaggio sotto l’incedere delle parole che scaturiscono dalla gola di Vincent. Siamo solo all’inizio. Si continua con la violenza sonora di Visions From The Dark Side, per passare a Maze Of Torment, che con i suoi riff thrasheggianti ci trascina fino ad una delle tracce più eclettiche in assoluto dei Morbid Angel: Lord Of All Fever And Plague. Se il buon H.P. Lovecraft fosse ancora in vita, sicuramente sarebbe orgoglioso di questa canzone: le invocazioni lanciate dimostrano tutto l’amore e il rispetto che il gruppo ha nei confronti del grande scrittore statunitense.

A conferma delle tematiche prima trattate, ecco a seguire Chapel Of Ghouls; una sola parola per definirla: potente, maledettamente potente. Se ancora ne avete la forza e le vostre stanche membra reggono l’ascolto, preparatevi allo sprint finale. Una dietro l’altra Bleed For The Dead, Damnation e Blasphemy (quest’ultima un must dal vivo), in cui tutto lo spirito old-school Death Metal della band si mostra nella sua completezza, grazie anche al lavoro di un Pete Sandoval, che fa onore al suo soprannome di “Commando” (sembra veramente un carro armato nel bel mezzo di una battaglia), e alle doti compositive/tecniche di Azagthoth. Per concludere questo viaggio allucinante nei gironi infernali della mente, Evil Spells, sicuramente non la migliore traccia dell’album, ma comunque capace di coinvolgere alla stesso modo delle altre.

Probabilmente per dischi che hanno fatto la storia sarebbe più giusto non assegnare un voto, perché al di fuori di ogni tipologia di classifica; però anche il voto massimo è altrettanto onorevole…

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