Voto: 
7.9 / 10
Autore: 
Paola Andriulo
Genere: 
Etichetta: 
Indie Recordings/Audioglobe
Anno: 
2008
Line-Up: 

:
- Andy Giolmas - Voce
- Stamos Koliousis - Chitarra
- Vangelis Labrakis - Tastiera, Chitarra
- Kostas Alatas - Basso
- Nick Prapas - Batteria


Tracklist: 

:
1.The Passing
2. Ardad
3. Forbidden
4. Deep In The Under
5. The Holy Cast
6. Eminence
7. Curse The Damned
8. When Strife And Greed Collide

Mencea

Dark Matter Energy Noir

Nascono nel 2004 in Grecia, precisamente ad Atene, i Mencea, un quintetto che prima di regalare al pubblico Dark matter energy noir ha aspettato 4 anni, 4 anni durante i quali ha maturato molto il suo sound, cosa evidente in questo lavoro.

Il nome Mencea è legato nella produzione e nel mastering a due altisonanti nomi: Daniel Bergstrand, che ha prodotto band del calibro di Meshuggah o In Flames, e George Marino, che è stato responsabile del mastering di gruppi come Metallica, Iron Maiden, AC/DC. Non è un caso, non una raccomandazione: questi ragazzi greci se la meritano davvero questa particolare attenzione nei loro confronti; Dark matter energy noir è un lavoro maturo, un lavoro realizzato dopo 4 anni di preparazione nell’ombra, un lavoro lontano dai soliti e scontati lavori thrash/death metal degli ultimi anni. Diverse le influenze di questo gruppo, influenze ben mixate, ben amalgamate: due nomi che possono venire in mente sono i grandiosi Meshuggah o gli Opeth.

The passing, il primo brano, è un ottimo inizio che dà già all’ascoltatore una precisa idea di quanto violento sarà l’intero album: riff di chitarra che catturano facilmente grazie alla loro originalità, ritmi da far vibrare il pavimento, una voce potente, un bell’inizio insomma. Ardad, pezzo successivo, colpisce invece per il suo thrash veloce iniziale, impossibile restare fermi; ancora una volta la voce arricchisce il sound già per nulla scontato: si tratta di un’alternanza fra growl e scream non troppo originale, ma comunque possente, energica, che ben si unisce agli strumenti. Fin da questi due primi brani il lavoro dà prova di essere lontano dai clichè del momento presi a modello da tante, troppe band recenti metalcore: è infatti del tutto assente la componente melodica che purtroppo causa l’etichetta emocore a tanti gruppi. Questa mancanza melodica nei Mencea viene appurata via via che si prosegue nell’ascolto: Forbidden coferma l’energia di Ardad, mentre il successivo pezzo Deep in the under è sicuramente uno dei pezzi più belli, più maturi: fin dai primi secondi è difficile non pensare alle sonorità dei Meshuggah, per i loro tempi così originali e noncuranti dell’orecchiabilità; Deep in the under è un brano ricco di tempi differenti, di riff travolgenti, ossessivi. Dark matter energy noir è un album di otto brani ben fatti, ben concepiti e ben suonati, un album che riesce a non essere dimenticato; anche i brani che seguono il bel Deep in the under, infatti, non sono da meno: a questo proposito però mi soffermerei volentieri sul penultimo pezzo Curse the damned. Sfido chiunque a non esser presi dal sound di questi 4 minuti e mezzo...sembra una sferzata continua di cattiva energia che a metà brano pare spegnersi per poi partire con un riff più ossessivo che mai e scoppiare alla fine.
Qualche parola va spesa a proposito delle due chitarre: Stamos Koliousis e Vengelis Labrakis sono i due creatori dei bei riff, e non a torto la chitarra in questo album è davvero protagonista, forse proprio protagonista principale.

Carico, incontenibile e travolgente, Dark matter energy noir più che un debutto sembra davvero un lavoro maturo di una band che non è nata ieri.


NUOVE USCITE
Filastine & Nova
Post World Industries
Montauk
Labellascheggia
Paolo Spaccamonti & Ramon Moro
Dunque - Superbudda
Brucianuvole
Autoprod.
Crampo Eighteen
Autoprod..
BeWider
Autoprod..
Disemballerina
Minotauro
Accesso utente