Voto: 
6.8 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
AOR Heaven/Frontiers
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Michael Voss - voce, chitarra, pianoforte
- Jürgen Breforth - chitarra
- Roland Bergmann - basso
- Axel Kruse - batteria


Tracklist: 

1. To Hell And Back Again
2. Open The Eyes Of My Heart
3. Hello Father
4. Bad Day In Heaven
5. Lonely Is The Hunter
6. Reprise

Mad Max

In White

I Mad Max tornano a distanza di pochi mesi dall’album Night Of White Rock con un nuovo ep, questo In White, che continua l’esperienza Christian Rock della band tedesca: il mini-cd contiene sei buoni pezzi totalmente acustici, che vanno ad esplorare sonorità a cavallo tra Rock e Pop, risultando gradevoli e melodici nella loro direzione.
Se già il precedente disco, che aveva visto la re-union della line-up originaria del 1982, era apparso piacevole e ben studiato, questo ep seguente non fa che rimarcare le ottime qualità in possesso del quartetto capitanato da Michael Voss. Prima di pubblicare In White, i Mad Max sono stati impegnati sul fronte live, aprendo le date tedesche di celebri star del Rock mondiale come Deep Purple e Alice Cooper, davanti ad un pubblico di 50000 persone nelle più belle arene di Germania.

Parlando del mini, si parte con la calda e spagnoleggiante To Hell And Back Again, veramente coinvolgente nel suo ritmo e nel suo approccio sentito, seppur non particolarmente elaborata o impegnativa sul piano tecnico. Il sound dei Mad Max è tutt’altro che tecnico, è un timbro che cerca di far sgorgare sentimento ed emozioni dal tessuto musicale, cullando l’ascoltatore nei temi descritti dalla chitarra acustica e dalla toccante voce di Voss. La distesa Open The Eyes Of My Heart ha un sapore AOR di grande effetto, condito con un leggero tocco quasi Soul nella direzione dei cori: la traccia appare spontanea e fluida, scorrendo via senza appesantirsi nella sua evoluzione.
I motivi delle chitarre di Voss e di Breforth sono suadenti e freschi, capaci di legarsi perfettamente al pianoforte di accompagnamento di Hello Father, solista nel caso di Bad Day In Heaven, dallo stile tipicamente Savatage. Lonely Is The Hunter è un altro pezzo che unisce classico Rock a rivisitazioni Pop dirette e in grado di far sognare l’ascoltatore attraverso il loro ritmo trascinante.
Più banale nella sua forma è la chiusura dell’ep, la breve Reprise, non per questo meno intrisa di melodia nell’intreccio delle chitarre.

In conclusione, i Mad Max mostrano con In White di avere un bagaglio di esperienze musicali davvero elevato: il song-writing è suadente e appassiona in prima persona anche l’ascoltatore non abituato a soffermarsi sugli aloni del Rock cristiano. Una bella prova da parte di Voss e compagni, che si potranno preparare ad una nuova pubblicazione con la consapevolezza di avere in possesso grandi abilità da sfruttare pienamente.

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