Voto: 
7.8 / 10
Autore: 
Marcello Zinno
Etichetta: 
Magna Carta Records
Anno: 
1998
Line-Up: 

:
- Tony Levin - chapman stick and bass
- John Petrucci - guitars
- Mike Portnoy - drums & percussions
- Jordan Rudess - keyboard

Tracklist: 

:
1. Paradigm Shift
2. Osmosis
3. Kindred Spirits
4. The Stretch
5. Freedom Of Speech
6. Chris And Kevin's Excellent Adventure
7. State Of Grace
8. Universal Mind
9. Three Minutes Warning Pt I
10. Three Minutes Warning Pt II
11. Three Minutes Warning Pt III
12. Three Minutes Warning Pt IV
13. Three Minutes Warning Pt V

Liquid Tension Experiment

Liquid Tension Experiment

Il progressive è davvero un genere complesso, un insieme di riff ben studiati e calcolati la cui composizione è lasciata, quasi come una sorta di autorevole incoronazione, solo ad alcuni musicisti che con estro e sregolatezza si dilettano in parti solo apparentemente jammate. Il quadro, visto nel suo più profondo dei significati, ci permette di vedere elementi da nuovi punti di vista e capire quanto sia possibile l’impossibile (come direbbe un noto rapper italiano) e talvolta quanto possa essere un riff prog molto più emotivo di un intero brano jazz.
E quando si resta nel genere aspettatevi che da un momento all’altro compaiano i nomi di John Petrucci e Mike Portnoy, master indiscussi di qualsiasi cosa che abbia contemporaneamente del prog metal e del moderno. Ebbene sì perché i due, dopo aver assunto informalmente le redini dei Dream Theater producendo gli ultimi lavori, hanno deciso di creare una band parallela (prima ancora degli OSI) quale valvola di sfogo del tecnicismo più roboante che attraverso il loro gruppo principale, ormai assediato da gioie marchettare, non potevano più proporre.
Il tutto non da soli ma accompagnati dal fedele Jordan Rudess e niente meno che da Tony Levin in persona (bassista dei King Crimson tra le altre cose). Insomma un combo di tutto rispetto, fatto da veri maestri che vogliono imporsi nella scena e mostrare che riescono a dire ancora qualcosa.

Ci sono davvero molti spunti in questi 74 minuti: la schizofrenica Paradigm Shift viene subito accantonata per lasciar spazio alle note romantiche ed orientaleggianti (Metropolis Pt.2?!) di Osmosis, caratterizzata dalla tastiera di Rudess che si riconoscerebbe tra un milione, mentre con Kindred Spirits si cambia di nuovo pelle e si inseriscono partiture più dure grazie ad un crescendo armonico. È evidente quanto siano abili i musicisti ad inserire e ripetere dei refrain giusti, pur alternandoli a parti più intimiste, per rendere molto più orecchiabile un album totalmente privo di parti vocali: ciò sicuramente aiuta la gradevolezza nell’ascolto.
E da qui in poi si inizia a viaggiare su un’altalena. The Stretch costituisce il passo più coraggioso e fuori dagli schemi rispetto al sound ben noto dei DT, il quale non riesce a stare in apnea per più di 3 minuti e riemerge subito con Freedom Of Speech, sfrenata ed intransigente, una carica adrenalinica senza rivali (quasi alla Erotomania) ma con un basso che entra dentro fino agli organi vitali, per poi spaccare in due l’album con una smielatissima Chris And Kevin's Excellent Adventure.
Il vero punto di forza è il costante bilico tra tecnicismo e composizione, tra prog e musicalità, tra esecuzione ed ascolto, che permette alla band di non essere catalogata tra quei mostri sacri ipervirtuosi amati da soli due veri appassionati (chi ha detto Planet X?!), ma di offrire uno stupendo prog tecnico e allo stesso tempo vivibile ed emozionante.

Una frase sul retro dell’album è emblematica: “CAUTION: "Three Minute Warning" is not for the musically faint-hearted, impatient, or critics of extreme self-indulgence. If you fall into any of the above categories, please hit the stop button on your CD player after track # 8." Il risultato di quest’ultima maxi-traccia? Uno spettacolo di ecletticità, di funk, di progressione, di quelle sonorità orientaleggianti tanto care a Petrucci, di xilofono danzante, di atmosfera, di mescolanza tra influenze diverse, di sperimentazione, di metal e così potremo andare avanti per ore. Più che un brano una compozione, più che una composizione un’opera, più che un’opera un’esperienza.
Una curiosità: quest’album è stato scritto e registrato in una sola settimana di sessioni studio. Incredibile!


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