Voto: 
6.8 / 10
Autore: 
Salvo Sciumè
Genere: 
Etichetta: 
Metal Heaven/Frontiers
Anno: 
2008
Line-Up: 

- Martin Bengtsson - voce, chitarra
- Fredrik Nordstrandh - chitarra, tastiere
- Martin Karlsson - basso
- Robert Persson - batteria

Tracklist: 

1 Rise With Me
2 Come Alive
3 I Am The One
4 Hero Of The Night
5 Your Fate
6 What Burns In Their Eyes
7 Slave Under Passion
8 Why
9 Cynical
10 Attraction
11 Open Your Eyes

Lechery

Violator

Gli svedesi Lechery si formano nel 2004, ma l'embrione della band si era formato anni prima, ossia quando il bassista Martin Bengtsson aveva già lasciato gli Arch Enemy e gli Armageddon, decidendo di cimentarsi nel doppio ruolo di chitarrista e cantante. Si circonda di altri musicisti reduci da diverse esperienze e di conseguenza in possesso di un differente background musicale, cosa che magari potrebbe far pensare ad un sound ricercato ed innovativo che cerchi di combinare più stili e soluzioni.
Invece questa band svedese, che dopo due demo giunge al debutto con il qui presente Violator, propone un hard n' heavy di stampo classico e con un approccio parecchio melodico, che tuttavia non sempre raggiunge i risultati auspicati, infatti se spesso il loro sound ha il merito di apparire abbastanza diretto ed immediato, arrembante e potente, retto anche da un buon riffing e qualche melodia azzeccata, capita anche che talvolta si perda in passaggi noiosi o talmente ancorati al tradizionale heavy degli '80 da risultare tediosamente retrò, lasciando anche una spiacevole sensazione di già sentito.
Un piccolo appunto va poi mosso proprio alla prestazione dietro al microfono dello stesso Bengtsson, in alcuni casi un po' freddo e poco espressivo, e di riflesso quindi poco incisivo, ma per il resto la band sfodera una prestazione tecnica più che valida, mentre le composizioni si sviluppano sempre su strutture semplici tese il più possibile a ricercare l'immediatezza.

Così l'ascolto delle iniziali Rise With Me e Come Alive scorre in maniera fluida e leggera, nonostante l'elevata dose di potenza a cui viene abbinato un riffing incalzante e tagliente ma arioso, buone ed orecchiabili melodie, con tanto di refrain più o meno catchy, ed uno stile che sembra riprendere quello di act come Saxon, Diamond Head e Accept ma in una veste più melodica e comunque svuotata di quell'atmosfera più tetra propria della NWOBHM. Potente e particolarmente melodica anche I Am The One, con un Bengtsson più ruggente e grintoso, che tuttavia non basta a far sì che si eviti di notare un certo appiattimento di idee, tanto che brani davvero buoni e piacevoli all'ascolto come Hero Of The Night, graziata anche da un bel chorus, la monolitica ed esplosiva Your Fate o la potente Slave Under Passion, che fa venire in mente il più melodico Udo Dirkschneider solista, rischiano di non essere valorizzati a dovere e di condurre alla noia, cosa appunto dovuta ad una certa ripetitività di soluzioni.
Forse i più aficionados alle sonorità hard n' heavy ottantiane non daranno comunque molto peso a ciò, trovando in questa parte centrale di Violator pane per i loro denti, ma probabilmente anche loro non potranno fare a meno di esprimere un piccolo disappunto notando che le cose non cambiamo molto neanche con Why, Attraction o la più modesta What Burns In Their Eyes. Fortunatamente ad innalzare la qualità di questo platter arrivano nella parte finale l'ottima Cynical, potente e melodica al punto giusto, in possesso di ritmiche incalzanti e possenti e di un riffing di prim'ordine, sempre tagliente e potente, come piacevole ed anche perfetta a differenziare un po' la proposta è la bellissima closer Open Your Eyes, mid tempo melodico e colmo di pathos, tanto enfatico quanto esaltante, che fa venire in mente alcune cose dei tedeschi Axxis.

Violator si rivela quindi un lavoro ben fatto, parecchio carino e piacevole da ascoltare, che tuttavia risente anche di alcuni limiti, dovuti principalmente ai forti richiami all'hard n' heavy degli anni '80 e ad una certa scarsità di idee che si esplicita poi in una limitata varietà di soluzioni. Di certo Violator rimane un lavoro consigliato a chi ama l'heavy più melodico e diretto, anche se è lecito sperare in futuro su uscite più complete e valide, per i Lechery facilmente ottenibili ripartendo da questa stessa base ma correggendo quei limiti poco sopra evidenziati.


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