Voto: 
7.3 / 10
Autore: 
Paolo Cazzola
Genere: 
Etichetta: 
Backwater Records
Anno: 
2007
Tracklist: 

1. Bite Back
2. Razor Blade
3. Mean Red
4. All I Ever Wanted
5. Fall Away
6. Getting Better
7. The Girl Who Disappeared
8. See The Sun
9. Dear Life
10. Someone Hates You

Belinda Gillett

Someone Hates You

Belinda Gillett è, per chi non lo sapesse, un’eccentrica cantante/compositrice di origine inglese (precisamente viene da Ipswich), dedita ad un particolare folk/blues di matrice acustica. La sua musica risente comunque dell’influenza di veri e propri mostri sacri come Jeff Buckley o Nick Drake. Il fine della Gillett è quello di raccontare delle storie di vita vissuta, narrate con l’ausilio della sua chitarra.

In questo 2006 è arrivato il momento per Belinda di raccogliere tutti i suoi sforzi in Someone Hates You, primo full-lenght della cantante inglese. Il titolo farebbe presupporre qualcosa di aggressivo o comunque di tagliente, mentre il contenuto del platter è un folk vellutato e easy-listening.
Tutti i pezzi dell’album sono stati registrati nell’autunno del 2006, in sede live, in modo da dare al disco un certo impatto e un senso intimista che ci accompagna per tutto il tempo.
Quasi tutte le canzoni sono incentrate sulla calda voce di Belinda e sulla sua chitarra acustica, mentre in sottofondo (ma mai in secondo piano) si sentono archi e tastiere, responsabili in un certo qual modo di quella atmosfera dolce e rilassata eccepibile in ogni traccia dell’album.

Scegliere la traccia migliore è difficile, in quanto il disco nella sua totalità non annoia per niente, se non in pochi frangenti. Si segnalano comunque le prime due canzoni, ovvero Bite Back e Razor Blade, veramente ispirate e piacevoli. Per quanto mi riguarda la perla dell’album è la quinta Fall Away, dolcissima canzone dove la Gillett raggiunge dei livelli di emotività veramente notevoli.

Gli altri pezzi seguono lo stesso filo conduttore, un folk acustico molto rilassante ed etereo, condito dalla bella voce di Belinda. La proposta musicale dell’artista inglese sicuramente non è tra le più innovative o originali degli ultimi anni, ma risulta comunque piacevolissima. La sola chitarra acustica ci accompagna a braccetto con i testi di Belinda, incentrati sulla speranza e sul ricordo dell’infanzia.

Sommando tutti questi fattori si ottiene un disco discreto, non eccellente, ma comunque piacevole. Musica non troppo impegnativa, questo è vero, ma questo vuol dire praticamente tutto o niente, dipende dal modo in cui ci si pone. Belinda Gillett ci propone questo, musica principalmente d’atmosfera, rilassante e capace di far prestare attenzione anche ai più scettici. Una bella sorpresa…
 

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