Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
My Kingdom Music/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Anders Melts - voce, programmazione
- Renno Suvaoja - chitarra
- Andrey Voinov - basso, chitarra acustica

Guests:
- Andrus Valtenberg - tastiere
- Tiiu Kiik - tastiere
- Inger Lilles - voce femminile
- Kill Kaare - strumenti etnici


Tracklist: 

1. I
2. Ropelove
3. Lo-Fi PPL In The Fade-Out World
4. Nextep Suicide
5. Dead Le Gends A Mong The Living
6. Prophylactic EUthanAsia
7. Christ Your Name
8. Manyone
9. Very De:p Shortgut
10. Hero-In-Gre:npiece
11. The Ownle: Noise
12. 0

Forgotten Sunrise

Willand

Si può affermare che la diffusione dell’Electro Goth sul territorio europeo non abbia ormai più confini, soprattutto quando si entra a contatto con una realtà come gli estoni Forgotten Sunrise, giunti alla terza pubblicazione ufficiale (la seconda sotto la nostrana My Kingdom Music) con Willand. Il sound proposto dal quartetto (diventato terzetto nel caso di Willand per la momentanea assenza di Gerty Villo alle voci femminili e tastiera) è un mix esplosivo di Electro Goth e Dark che i Forgotten Sunrise amano chiamare Deathbeat con un termine alquanto azzardato: in esso compaiono anche aperture più psichedeliche e sezioni non lontane da un approccio metal, per plasmare un’atmosfera irripetibile e molto devota all’ultimo sound dei tedeschi Crematory.

Splendido l’incipit con Ropelove, che introduce in un alone schizofrenico e tenebroso, capace di ipnotizzare l’ascoltatore proiettandolo in meandri misteriosi e malati al tempo stesso. La tuonante elettronica guida la canzone con maestria e la voce growl di Anders Melts produce intense vibrazioni che conferiscono un tratto occulto al lavoro, già preannunciato nell’artwork della copertina.
Futuristico e cibernetico l’incedere di altre tracce come Lo-Fi PPL In The Fade-Out Would o Next Step Suicide, che fanno addentrare i Forgotten Sunrise in una dimensione Industrial a volte scontata e poco articolata e a volte straordinariamente coinvolgente.
In ogni caso le percezioni dell’immaginario corrono lontane quando si accede all'interno del vortice elettronico del terzetto di Tallinn perché si rimane rapiti dall’intreccio potente ed impetuoso delle tastiere e del basso. Difatti anche la sezione ritmica è di tutto rispetto, sia sotto il profilo della programmazione, sia per quanto riguarda le linee tessute dal basso di Andrei Voinov: si viene così trascinati dentro l’aria che si respira nei dark club europei dove i Forgotten Sunrise sono soliti esibirsi, riscuotendo un successo crescente ed inaspettato dopo il periodo di inattività che ha contraddistinto parte della loro carriera passata.
Nei suoi continui sali e scendi, Willand riesce comunque a mantenere viva l'attenzione, anche per l’inserimento di episodi lontani dal timbro Electro (meno convincenti comunque), come il sesto Prophylactic EUthanAsia, di stampo più Gothic/Doom atmosferico (gli Antimatter e gli Anathema sono qui le ispirazioni più evidenti).
Si penetra quindi in un ambito sperimentale che trova il suo apice in Christ Your Name, dove intervengono strumenti etnici e chitarre distorte in supporto di un alone lugubre e funereo che emerge gradualmente.
La fine del platter è invece riservata a nuove rivisitazioni Electro, che alimentano ed amplificano la vera fisionomia dei Forgotten Sunrise, mai così orientati verso un contesto quasi EBM e lontano dal metal.

Si deve pertanto ammettere che Willand è un’opera curata nei minimi dettagli, dotata di una registrazione eccezionale e di un fascino maligno: tuttavia la pecca più evidente all’interno del full-lenght è la non omogeneità di diverse sezioni, che certo potranno concedere una maggiore varietà stilistica, ma che spesso non permettono di trovare un filo conduttore che leghi l’intero disco.
L’impegno profuso da parte dei Forgotten Sunrise è comunque da apprezzare, come l’abilità della My Kingdom Music di assicurarsi le formazioni più promettenti della scena Dark del continente.

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