Voto: 
6.0 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Etichetta: 
Inside Out/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Roine Stolt - chitarra, voce
- Tomas Bodin - tastiera, cori
- Hans Froberg - voce, chitarra
- Jonas Reingold - basso, chitarra acustica, voce
- Zoltan Csorzs - batteria, percussioni, cori
- Hasse Bruniusson - marimba, percussioni aggiuntive


Tracklist: 

1. One More Time (13:10)
2. Love Is The Answer (25:50)
3. Trading My Soul (07:25)
4. The Sum Of No Reason (13:25)
5. Flight 999 (Brimstone Air) (05:00)
6. Life In Motion (13:30)

Flower Kings, The

The Sum Of No Evil

Si sarebbe dovuto intitolare semplicemente Love l’undicesimo capitolo discografico degli svedesi The Flower Kings, attivi dal 1995 nella scena progressiva e capaci di realizzare prodotti su prodotti con eccezionale rapidità: tuttavia l’inattesa pubblicazione della raccolta Love dei Beatles ha fatto riflettere Roine Stolt, mente dell’act svedese, sul fatto che nel 2007 non ci possa essere spazio per così tanto “amore” nell’universo. L’intento di Roine e compagni è quello di proseguire sulla scia dei lavori solari e spensierati che hanno contraddistinto la discografia della band e di comporre un’antologia del Progressive in un unico album: da qui la scelta del titolo The Sum Of No Evil e la volontà di allegare un artwork carico di gioia di vivere e meditazione, simboleggiate dall’autobus surrealistico al centro della copertina.

Tutte queste premesse farebbero immaginare una proposta ricca e coinvolgente, in grado di esplorare la tradizione del Progressive dagli anni Settanta fino alle sperimentazioni contemporanee, ma i The Flower Kings perseverano nell’errore di mantenersi uguali da un disco all’altro. Paradox Hotel del 2006 dista temporalmente solo alcuni mesi dalle composizioni di The Sum Of No Evil e quest’aspetto comporta la riproposizione di temi e di soluzioni che hanno un sapore antiquato e superato. I sei svedesi interpretano in modo egregio le canzoni, la produzione targata Inside Out è come sempre perfetta, la varietà di strumenti e di sotto-generi del Progressive è ampia, ma manca un vero e proprio azzardo da parte di Stolt e compagni. Le lunghe suite presentate allungano il platter fino a fargli raggiungere i 75 minuti di durata e, sebbene questo sia un tratto tipico del Progressive, non giova sicuramente alla resa finale di The Sum Of No Evil.
Reminescenze dagli Yes, passaggi alla King Crimson, sezioni squisitamente copiate dai Genesis e spunti tratti dai vecchi Spock’s Beard di Neal Morse non sono il giusto mix per far raggiungere una certa qualità alle composizioni; se a ciò si aggiunge anche la banalità dei testi scritti da Stolt e Froberg (notare solo l’opener One More Time), si comprende quali siano la direzione e l’andamento di un full-lenght organizzato in troppo poco tempo.

Pertanto non si consiglia l’ascolto di The Sun Of No Evil né agli amanti delle sonorità progressive, né a chi deve accostarsi allo stile dei The Flower Kings, perché gli Svedesi hanno perso smalto a livello di song-writing: Stolt è un pozzo senza fondo che continua a dare alla luce brani su brani, estendendoli nella loro forma, ma curandoli poco nell’originalità del contenuto. Si auspica che dopo tutte queste uscite, la formazione scandinava decida di prendersi una pausa, riflettendo sul proprio futuro e sforzandosi di trovare elementi innovativi che permettano alla propria musica di correre ancora lontano nel panorama progressivo, come già accaduto ad inizio carriera.

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