Voto: 
7.2 / 10
Autore: 
Marcello Zinno
Genere: 
Etichetta: 
SG Promotion
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Chiara Malvestiti “Dusk” - voce
- Mario Brillarelli “Voivoda” - chitarra
- Giampaolo Squadroni “Diurno” - chitarra
- Mateo D’Ottavio “The Dwarf” - basso
- Alessandro Camela “Doomtrain” - batteria

Tracklist: 

1. The Morning Star (Intro)
2. Angels Never Fall
3. Lilium
4. Hellstorm
5. My Delirium

Crysalys

White Lotus On Acheron’ Shores

Ancora una volta e con molto piacere, eccoci a presentare un nome del tutto nuovo nella scena metal nostrana, un nome che senza stravolgere alcuni dei dettami già noti mostra un notevole interesse nell’evoluzione e nella continua ricerca di un sound perfetto. I Crysalys infatti riprendono il discorso che i Nightwish (era Tarja Turunen) ed i Within Temptation hanno iniziato ormai anni orsono e lo rielaborano cercando di proferire un’opinione soggettiva a riguardo ed inserendo spunti interessanti.Il primo in assoluto è sicuramente la presenza di un soprano (Chiara) che riesce a rafforzare ancora di più il sapore gotico della band pur discostandosi in parte dalle intenzioni musicali dei restanti membri. Infatti l’ulteriore elemento differenziante sta nell’impostazione più marcatamente thrash/death anni novanta intrisa nei gusti personali dei musicisti che fa di White Lotus On Acheron’ Shores un sicuro tassello nello sviluppo dell’heavy metal del nuovo millennio.

Angels Never Fall rappresenta il punto più completo raggiunto da questo EP, marcato dalla personalità molto forte di Chiara che riesce ad esprimersi agevolmente sia nelle linee vocali pulite e calme che nelle note inarrivabili a cui da subito ci abitua (si percepisce un grande lavoro di lyrics per trovare le giuste note da enfatizzare). Un riffing davvero molto ben studiato, bello per essere al contempo di immediato impatto ma tutt’altro che di banale composizione, il tutto incastonato in una compattezza da musicisti d’esperienza. La produzione ovviamente perde qualche punto (a tratti ricorda i primi lavori dei Silent Field scevri della componente prog) seppur dobbiamo ammettere che il packaging così come il materiale interno sono davvero molto curati, all’altezza di una major.

Drumming copioso durante l’ascolto di Lilium e la potenza dei refrain che continua instancabile nel cercare l’atmosfera giusta e sprigionare quell’energia che non tarda mai a venire, fin dalla prima strofa: con Hellstorm il film continua perfettamente in linea con le convinzioni della band ed a questo punto circoscriverla ad una immagine melodic-core (autodefinizione dei Crysalys) rischia di risultare anche abbastanza riduttivo alla luce del background death di Doomtrain (batterista) e soci; inoltre il fatto che il principale compositore delle musica sia il drummer la dice lunga sul sound “non-proprio-melodico” della band.

Ma la chicca giunge con My Delirium in cui si assiste ad un conturbante duetto tra Chiara e il distruttivo nonché onnipresente Jacob Bredhal il quale, dopo aver trainato gli Allhelluja sui grandi schermi ed i Barcode in giro per il mondo (abbandonando purtroppo la leadership degli Hatesphere), contribuisce all’arricchimento di questo EP ed alla spinta verso il mercato di cui i Crysalys hanno bisogno. Brano complesso, probabilmente iniziatore di un discorso che solo con un full-lenght potrebbe essere ben apprezzato, ma sicuramente una mossa interessante.
Insomma, se non lo avete capito, tenete sott’occhio i Crysalys.

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