Voto: 
5.0 / 10
Autore: 
Ivan Salandin
Genere: 
Etichetta: 
Mescal
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Luca Lanzi -  voce, chitarre acustiche, chitarra 12 corde, cori
- Sauro Lanzi - fisarmonica, pianoforte, piano elettrico wurlitzer, tromba, trombone, thin whistle
- Patrick Wright - violino, viola
- Massimiliano Gregorio - basso
- Fabrizio Morganti - batteria
- Riccardo Dellocchio - chitarra elettrica

Guests:
- Francesco Monetti - chitarra elettrica in Ala Sinistra, seconda chitarra in Il Grande Niente, Un Giorno, Sempre In Movimento, Illegale, Sul Confine, mandolino in L'Amore Infinito, Piovono Pietre, Un Giorno
- Stefano “Cisco” Bellotti (Modena City Ramblers): voce in Per Le Strade, coro in Sul Cortile
- Massimo Giuntini - uillean pipe in Alla Fine Della Terra
- Massimo “Ice” Ghiacci - coro in Sul Confine
- Ginevra Di Marco - voce in Il Fiore Del Male
- Enrico “Erriquez” Greppi (Bandabardò) - voce in La Meglio Gioventù
- Elisabetta “Betty” Vezzani (Modena City Ramblers) -  voce in L'Ultimo Viaggio
- Marta Agnelli - voce in Alla Fine Della Terra
- Tall Abdoulaye - voce in Illegale
- Saverio Tanza - pianoforte a coda in Finché Il Vento
- Davide “Dudu” Morandi - coro in Sul Confine


Tracklist: 

1. Il Grande Niente
2. Un Giorno
3. La Meglio Gioventu'
4. Ala Sinistra
5. Il Fiore Del Male
6. Per Le Strade
7. Finchè Il Vento
8. Illegale
9. L'ultimo Viaggio
10. Sul Confine
11. L'amore Infinito
12. Piovono Pietre
13. Sempre In Movimento
14. Alla Fine Della Terra

Casa Del Vento

Il Grande Niente

Dopo aver realizzato sette album, il gruppo folk aretino La Casa Del Vento (sulle scene dal 1991) decide con Il Grande Niente di esplorare nuove sonorità.
Forse il desiderio di uscire dagli schemi classici del Combat Folk, rimanendo però sempre legati ai temi di questo genere, e di aprirsi verso nuovi suoni e molodie, fanno sì che questo album sia un grande alternarsi di generi e di influenze musicali.
Questa scelta sembra quasi ricalcare quella fatta cinque anni prima dai Modena City Ramblers, uno dei più famosi gruppi Combat Folk d'Italia.

Subito si parte con il brano che dà il nome all'album, Il Grande Niente. La voce segue una linea melodica molto simile al “rap” di Jovanotti e la musica si discosta completamente da tutti i loro capitoli discografici, avvicinandosi al Pop/Rock. Il violino e la sezione fiati, parti centrali del genere Combat Folk e dei loro precedenti lavori, vengono accantonati e relegati a semplici strumenti di sottofondo. Ulteriori esperimenti di nuove sonorità sono Sempre In Movimento, dove il gruppo si lascia andare al ritmo in levare dello ska, Finché Il Vento, una delle cinque canzoni “lente” presenti nell'album vicina alla musica pop, e Piovono Pietre, uno dei pochi episodi dove i Casa del Vento riescono a sposare molto bene il Folk con l'Indie Rock.
Con la collaborazione di Stefano “Cisco” Bellotti, voce storica dei Modena City Ramblers, Enrico “Erriquez” Greppi, voce e chitarra della Bandabardò, e di Elisabetta “Betty” Vezzani, voce femminile nei Modena City Ramblers dal 2006 al 2009, i brani Per Le Strade, L'Ultimo Viaggio e La Meglio Gioventù hanno una forte componente Folk, tornando quasi ai suoni degli album passati; queste canzoni, però, sembrano portare il gruppo non più ad esplorare nuove melodie, ma ad avvicinarsi alle idee musicali dei relativi ospiti, quasi perdendo la propria identità.
Il brano Ala Sinistra, che a differenza dei precedenti non prevede alcuna collaborazione esterna, conserva ancora il sound caro ai Modena City Ramblers degli album Radio Rebelde e Viva La Vida, Muera La Muerte!.
Non mancano di certo i vari pezzi “lenti”, che intervallano l'ascolto di Il Grande Niente.

Complessivamente il lavoro della Casa Del Vento è molto vario, anche troppo.
La volontà di sperimentare e di lanciarsi verso nuovi melodie e influenze ha fatto sì che questo capitolo dicografico sia un miscuglio di vari generi, rendendo possibile la classificazione ad ogni brano ma difficoltosa quella complessiva. Al primo ascolto, i Casa Del Vento appaiono come un gruppo che non ha ancora stabilito efficacemente il genere musicale su cui orientarsi.
Di sicuro, per coloro che si accostano da anni alla formazione, Il Grande Niente può risultare di difficile ascolto e poco apprezzato, sebbene i testi rimangano sempre fedeli alla linea politica e sociale; per chi invece lo incontra per la prima volta, il sestetto aretino può risultare un progetto con diverse idee interessanti ma ancora troppo vaghe e dispersive.

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