Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Lorenzo Iotti
Genere: 
Etichetta: 
Autoproduzione/Kick Promotion
Anno: 
2005
Line-Up: 

- Francesco Farinola - Chitarra
- Marco Albanese - Basso
- Francesco Morgese - Voce
- Ruggiero Ricco - Batteria

Tracklist: 

1. Fears
2. Granny’s Lady
3. The Truth
4. Hollowing Myself
5. Raw Child
6. Black Angel
7. In My Opinion

Cancrena

Fears

Quartetto italiano proveniente da Barletta, in provincia di Bari, i Cancrena nascono nel 2000 e cominciano subito a comporre pezzi propri, esibendosi in vari contest, festival e locali della zona.
Nel 2003 incidono il primo demo omonimo Cancrena, composto da due brani; questi due brani saranno poi riproposti, insieme a cinque pezzi inediti, nel loro primo full-lenght autoprodotto, Fears, che vede la luce nel 2005 in seguito ad un cambio di line up e all’arrivo di un nuovo bassista. Grazie a questo lavoro, i Cancrena ottengono il contratto con la Kick Promotion Agency, che li sta tuttora supportando nella promozione del loro album e nella produzione di un nuovo demo.
Dal punto di vista musicale, i Cancrena propongono un Thrash Metal anni ‘90 pesante ed ossessivo, con chiare influenze dai Pantera sia per quanto riguarda i riff molto distorti e articolati sia per quanto riguarda le parti vocali, in diversi tratti rassomiglianti lo screaming rabbioso di Phil Anselmo.

La potenza e la rabbia della band barese si avvertono già dall’ottima opener Fears, introdotta da un veloce drumming che lascia spazio ad un riff lento e squadrato. Anche in questo tenendo fede alla struttura tipica dei Pantera, la band cambia diverse volte all’interno del brano i riff e il tempo, alternando momenti ultraveloci a parti più ripetitive e ossessive; in ogni caso, la trama strumentale si rivela sempre molto azzeccata e coinvolgente. Un discorso particolare merita la parte vocale, in quanto il singer Francesco Morgese spazia senza problemi da un cantato basso e grezzo ad uno screaming rauco e straziante, creando rispettivamente un’atmosfera decadente o rabbiosa.
Buona anche la seguente Granny’s Lady, meno complessa ma ancora più pesante della precedente e arricchita da una ritmica molto mutevole e complicata e da velocissimi stacchi di batteria; il batterista e compositore Ruggiero Ricco si rivela infatti un ottimo strumentista, molto preciso e capace di riempire gli spazi vuoti con brevi assoli veramente coinvolgenti. A metà brano troviamo un breve ed efficace assolo di chitarra, cosa che era assente nel pezzo precedente; la band comunque pone gli assoli in secondo piano, dedicando più attenzione ai riff, sempre molto elaborati e complessi.
Un urlo strozzato e un drumming devastante introducono la successiva The Truth, che si rivela davvero un ottimo brano, anch’esso a cavallo tra veloci sfuriate Thrash e ritmiche ossessive e molto pesanti. Unica pecca, il riff principale di questa song assomiglia un po’ eccessivamente a quello di I’m Broken degli onnipresenti Pantera.
La seguente Hollowing Myself è contraddistinta da sonorità più tipiche del Thrash classico anni ’80; in particolare, diversi echi dei Testament di The New Order e Practice What You Preach si colgono nei riff molto veloci e nel drumming forsennato e mutevole, che anche qui rappresenta uno dei punti di forza della band. La breve strumentale Raw Child, costituita da un assolo di chitarra di gran gusto, chiude la prima parte del disco, costituita dai pezzi inediti della band.
Seguono due pezzi registrati nel 2003 che, sebbene abbiano una qualità sia tecnica sia di produzione decisamente inferiore agli altri, confermano il valore compositivo del quartetto: Black Angel, che dopo un introduzione acustica esplode in una sfuriata thrasheggiante arricchita da un ottimo assolo e da fraseggi chitarristici molto azzeccati, e la conclusiva In My Opinion, anch’essa molto rabbiosa e articolata.

I Cancrena rappresentano dunque un’eccellente realtà della scena Extreme Metal italiana, dimostrando che anche nel nostro paese ci sono ragazzi seri e impegnati che sanno darsi da fare per portare avanti il discorso cominciato dai grandi gruppi della scena internazionale. Sebbene nei Cancrena le influenze di queste grandi band siano ancora molto presenti, a scapito di un’inventiva personale ancora abbastanza limitata, non è per niente improbabile che in futuro questi ragazzi ci riserveranno sorprese.
In conclusione, un disco che merita l’ascolto e che molto probabilmente non deluderà, in particolar modo consigliato a chi ama i Pantera e in generale il Thrash Metal anni ’80 e ’90.

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