Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Iacopo Fonte
Genere: 
Etichetta: 
Black Rain/Capture
Anno: 
2007
Line-Up: 

:
- Matt Swayne – voce, chitarra, armonica, drum machine
- Elizabeth Reid – voce, tastiera, viola
- Denni Meredith – basso

Tracklist: 

:
1. Intro
2. Finders Keepers, Losers Weepers
3. Mirror On The Wall
4. Truth Or Dare?
5. Revamp
6. The Plagiarist
7. Pretty In The Dark
8. Empty Hours
9. In The Air Tonight
10. Monsters Seas & Swells
11. Station High
12. Outro

Brillig

Mirror On The Wall

In attesa di questo Mirror On The Wall, avevamo già approfondito la conoscenza dei Brillig con l’EP anticipatorio, The Plagiarist, in verità buona presentazione del sound della band australiana. Ora il trio di Adelaide ci invita a soffermarci sulle dodici tracce della loro terza produzione di lunga durata; una vero e proprio specchio che gode di una propria anima, oltre che di una propria fisionomia. Il riflesso di una certa luce soffusa del passato è sicuramente presente e non potrà che far piacere ai cultori di band quali The Cure (ad esempio in Empty Hours), David Bowie o Nick Cave. Le sonorità del combo australiano però amano anche citare in una certa misura lavori del presente. Così possiamo riconoscere venature da Placebo e Interpol, oltre a una propria interpretazione dell’electro di fine anni ’80 – le tastiere nella title-track ne sono un chiaro esempio, come anche la più drammatica Monster Seas & Swells -.
D’altro canto si è già avuta l’occasione di parlare dell’ottima Truth Or Dare? – per ben due volte, nella seconda compilation di casa Black Rain e nell’EP sopraccitato – brano di forte impatto emotivo che anticipa la malinconica ballata Revamp, uno degli episodi sicuramente meglio riusciti del disco. E’ qui che il vocal sofferente di Matt Swayne raggiunge l’apice espressivo, regalando un episodio degno dei migliori Placebo. L’intima e rilassante The Plagiarist occupa di qui l’esatta metà del disco, sottolineando nettamente la direzione compositiva quasi teatrale che la band sta intraprendendo. Si tratta di un sound basato essenzialmente su un mood onirico e romantico, atto a trascinare l’ascoltatore via dalla propria realtà.

La resa sonora ovviamente è particolarmente curata, al fine di ottenere una migliore traduzione emotiva delle melodie composte. Bellissimo capitolo a questo proposito è la femminile e delicatissima Pretty In The Dark, brano di spiccata ispirazione goth – una commistione tra la lentezza di Diva Destruction e le melodie dei Killing Ophelia –. Sviluppandosi dunque su queste linee generali, l’album si presta bene a un ascolto continuato, grazie a una produzione non troppo plastica, che conserva anzi un certo gusto retrò, contrario alle produzioni electro-goth contemporanee.
Mirror On The Wall insomma riesce a confermare le qualità dei Brillig, che si aggiungono ai gruppi di maggior spicco in forze alla teutonica Black Rain. Per il livello emotivo e la modalità sonora, probabilmente l’album farà meno fatica ad attecchire in Europa, che negli Stati Uniti; con ciò questo lp resta di certo il miglior biglietto da visita che la band potesse sperare di fornire al loro pubblico dark pop.

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