Voto: 
8.5 / 10
Autore: 
Paolo Bellipanni
Genere: 
Etichetta: 
Century Media
Anno: 
2001
Line-Up: 

- Vintersorg - Voce pulita, Scream, Cori
- Øystein G. Brun - Chitarra acustica, Chitarra elettrica
- Jens F. Ryland - Chitarra acustica, Chitarra elettrica
- Asgeir Mickelson - Batteria, Percussioni
- Tyr - Basso, Fretless
- Lars A. Nedland - Synth, Hammond, Piano, Controvoce


Tracklist: 

1. The Genuine Pulse
2. Gods Of My World
3. The Black Canvas
4. Matter & Motion
5. Soul Sphere
6. Inherit The Earth
7. The Stellar Dome
8. Four Element Synchronicity
9. Liberated
10. The View of Everlast

Borknagar

Empiricism

I Borknagar sono senza ombra di dubbio una delle realtà più originali e d'avanguardia che il metal estremo ci abbia mai presentato nel corso della sua storia. La band, formatasi nel 1995 a Bergen, in Norvegia, ha visto nella sua line up, in continua evoluzione, alcuni tra i più importanti personaggi della scena Black/Viking norvegese, a partire dallo storico Garm (Ulver, Arcturus e mente fondatrice della novità firmata Head Control System) fino ad arrivare al poliedrico Vintersorg, che ci ha già mostrato la sua abilità compositiva nei propri progetti, e al fenomenale batterista Asgeir Mickelsson, sicuramente tra i migliori drummer degli ultimi anni (la sua parte giocata con gli Spiral Architect ne è la prova abbagliante). La band, dopo la pubblicazione di lavori strepitosi quali il debut Borknagar o ancora come Quitessence o Epic, nel 2001 ritorna con un'altro disco impressionante, un altro capolavoro che porta il nome di Empiricism, nuova miscela di Viking, Black, Prog e Folk di incommensurabile qualità.

Un concentrato di epicità, di splendore evocativo e di forza espressiva che parte in quarta con l'opener The Genuine Pulse, capolavoro del disco grazie ai suoi toni malinconici, spesso stranianti e all'atmosfera unica che ne contraddistingue meravigliosamente il corso, grazie anche ad arrangiamenti brillanti e curati sin nei minimi dettagli (il lavoro di Mickelsson è pressapoco divino su questa traccia). Caratteristiche che si ripercuotono senza difficoltà anche nell'altro gioiello The Black Canvas, sorretta dalla superba prova vocale di Vintersorg e dal tessuto melodico che, con leggerezza estrema, rifila l'una dopo l'altra riff da brivido.
Inquietante e bizzarra è invece la quarta Matter & Motion che nella sua breve durata concentra buio e magia oscura allo stato puro, al contrario di canzoni più aperte quali Soul Sphere e Inherit The Earth, spesso struggenti nelle loro discese melodiche. Degne di nota sono infine anche The Stellar Dome e Four Element Synchronicity (che si slega attraverso stupefacenti cori vocali), che precedono nel migliore dei modi quello che in fondo risulta essere l'episodio di minor rilievo del disco, ovvero Liberated.

La chiusura dello spettacolo viene invece lasciata alla stupenda The View Of Everlast, grande prova di abilità compositiva e d'arrangiamento strumentale, perfetta chiusura d'un disco ai limiti del concepibile per quanto sia variegato e policromatico per gusto stilistico e capacità evocativa, ed è per questo che va dato molto merito ad Empiricism anche per il contributo  che ha lasciato al successore Epic, altra grande prova del gruppo norvegese. Dannatamente epico, malinconico, sofferto, glaciale: Empiricism è questo ma anche altro. A voi il privilegio di scoprirlo fino in fondo.


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