Voto: 
6.0 / 10
Autore: 
Paolo Bellipanni
Genere: 
Etichetta: 
One Little Indian
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Bjork - Tutte le musiche

Tracklist: 

1. Earth Intruders
2. Wanderlust
3. Dull Flame Of Desire
4. Innocence
5. I See Who You Are
6. Vertebrae by Vertebrae
7. Pneumonia
8. Hope
9. Declare Indipendence
10. My Juvenile

Björk

Volta

Tra atmosfere ambient, soundscapes elettronici marziani e disorientanti, labirinti vocali ultraterreni, Björk si è innalzata come una delle figure di riferimento dell'avanguardia pop di questi ultimi anni. La sua carriera parla chiaro, e dischi come Debut (1993), Post (1995), Homogenic (1997) e Medulla (2004) non sono altro che limpide testimonianze del genio di un'artista unica, bizzarra, al di fuori di qualsivoglia schematizzazione musicale e stilistica.
Anche l'ultimo arrivato in casa Björk ne è un lampante esempio: Volta è infatti un'altra immersione in lande sconosciute in cui pacatezza e gelida inquietudine nordica si alternano e si legano, anche se il risultato finale (a causa di una vasta serie di scelte e soluzioni compositive di, lasciatemelo dire, mediocre livello) non si avvicina minimamente a quello dei suoi passati capolavori.

Le sperimentazioni non mancano come al solito, il filo che collega la musica all'ascoltatore è sempre visibile anche se spesso lo si può sentire assottigliarsi, rosicchiato da un impoverimento compositivo leggero ma in ogni caso palese (le irritanti melodie di Innocence, dai ritmi pop ballabili ma fastidiosi). I passaggi che Björk ci offre sono meno incisivi del solito, le atmosfere rarefatte e oscure che contraddistinguevano i dischi passati sembrano svanire lentamente e quando la folletta islandese si immerge nel tentativo di riportarle in vista, il risultato non è mai brillante, mai geniale, mai ricercato, anche se non mancano momenti di più sofisticata bellezza, come per quanto riguarda Vertebrae By Vertebrae (inquietante nel gelido binomio voce-archi), Wanderlust (miglior traccia del lotto)  e le sponde onirico-psichedeliche delle sonorità ambient di Pneumonia o le più martellanti scorribande effettistiche di Declare Indipendence; si tratta però spesso di brani a primo impatto coinvolgenti e ricchi di fascino, ma che col passare dei secondi perdono, pezzo dopo pezzo, la propria particolarità, rischiando effettivamente di svanire senza lasciare nulla di concreto al loro passaggio (questa sensazione si ripercuote soprattutto in brani come I See Who You Are, Dull Flame Of Desire o nelle più bizzarre e decadenti My Juvenile e Hope)

Così si chiude Volta, in un imbarazzante silenzio, nell'immobilità di pensiero di fronte ad una così improvvisa ed inaspettata caduta di un'artista da cui ci si sarebbe aspettato di tutto, ma non questo. O forse si, perchè anche i grandi compositori prima o poi si accasciano sulle ginocchia e finiscono ad implorare la divinità della creazione di donargli qualcosa di decente da rifilare ad un pubblico la cui fame non conosce termine. Il disco potrà piacere a chi già conosce Björk, mentre chi non ha ancora abituato l'orecchio alle esplorazioni cosmiche della compositrice islandese, dovrà rimanere lontano da questo prodotto che potrebbe risultare solamente deleterio se non si ha la preparazione necessaria per affrontarlo in maniera adeguata.

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