Voto: 
7.5 / 10
Autore: 
Lorenzo Iotti
Genere: 
Etichetta: 
AOR Heaven/Frontiers
Anno: 
2006
Line-Up: 

- Marc Storace - voce
- Ralf Heyne - chitarra
- Lars Wilke - basso
- Carsten Witte - batteria


Tracklist: 

1. Run For Your Life
2. V Card
3. Always
4. Shout it Out
5. Barracuda
6. Eagle
7. Born To Ride
8. Blood On Sand
9. Train Of Thoughts
10. Catch 22

Biss

X-tension

I Biss, progetto formato nel 2002 dall’unione del guitar hero Ralf Heyne con il cantante dei Krokus Marc Storace, giungono con questo X-tension al loro quarto full lenght, dopo l’omonimo del 2002, Jocker In The Deck del 2003 e Face Off del 2005.
Il genere proposto dai nostri è un hard rock orecchiabile e melodico con alcune sterzate verso un suono più pesante e veloce che attinge direttamente dal metal classico di stampo teutonico; troviamo dunque riff duri ma dal suono spesso smussato, effetti e distorsioni frizzanti e originali, ottimi assoli carichi di feeling e su tutto la fantastica voce di Storace, potente e coinvolgente, ora accattivante, ora sognante, ora più tagliente e graffiante. I brani sono tutti molto diretti e “in your face”, facilmente assimilabili ma che non stancano grazie ad una struttura varia e per niente scontata.

Tutte queste caratteristiche si ritrovano nella ottima opener Run For Your Life, dove la voce di Storace fa da padrona coinvolgendo l’ascoltatore e compensando abbondantemente la eccessiva ripetitività del ritornello.
Nella successiva V Card prevalgono invece i riff complessi ed ispirati di Heyne, taglienti ma sempre sull’orlo della melodia, che affiancano un’altra interpretazione vocale impeccabile; colpiscer meno invece Always, pezzo semplice dalla struttura piuttosto statica, dominato in egual misura da riff duri e cadenzati e dalla voce dal tono ora graffiante ora dolce. Shout It Out è invece un semplice, classico ed ottimo pezzo di puro hard rock, in parte smorzato nella sua potenza dalla produzione molto azzeccata di Michel Vöss (Mad Max, Silver), che riesce perfettamente nel difficile compito di rendere il sound melodico senza sfociare nello sdolcinato o nel pacchiano.
Il pezzo seguente è la cover degli Heart Barracuda, che vede ancora una volta una prova ineccepibile del frontman, che nello sviluppo del brano mette in luce tutta la sua versatilità e la sua capacità di coinvolgere e valorizzare un pezzo in sé molto semplice. Al contrario Eagle è caratterizzata da una struttura abbastanza monotona; risolleva la canzone il contributo di Heyne, che inserisce qua e là riff pesanti e distorti che movimentano il ritmo e si affianca addirittura ai vocals facendo “parlare” la sua chitarra.
Molto buona Born To Ride, pezzo molto heavy, veloce e di grande presa. La capacità con la quale questi musicisti riescano a mantenersi perfettamente sull’orlo tra il melodico e l’“hard”, facendo prevalere ora uno dei due aspetti e ora l’altro, ma senza mai eccedere da nessuna delle parti, è in pezzi come questo molto evidente, e mette in luce il grande talento di Marc Storace e Ralf Heyne.
Proprio per mantenersi sempre su questa linea di confine, Blood On The Sand privilegia il lato melodico della band, con una struttura musicale più semplice e un refrain molto diretto e accattivante, che pecca però di un’eccessiva ripetitività e rischia dopo alcuni ascolti di risultare noioso.
La seguente Train Of Thoughts è sicuramente uno dei pezzi meglio riusciti del platter: l’interpretazione vocale di Storace colpisce e coinvolge più che mai, portandoci “higher and higher” nella prima parte per poi abbandonarsi ad un ritornello evocativo e sognante, il tutto supportato da una musica molto riuscita arricchita da elementi elettronici e da un assolo carico di emozioni.
Il disco è chiuso da Catch 22, pezzo duro intervallato da ritornelli melodici, che si colloca in modo non troppo originale sulla scia dei brani precedenti, senza aggiungere ne togliere nulla al bilancio complessivo. Anche in questo caso, però, un’eccessiva prolissità nella ripetizione dei ritornelli si sarebbe potuta evitare.

In conclusione, con questo X-tension sembra che i Biss abbiano imboccato la strada giusta, riuscendo a trovare il perfetto punto di incontro tra hard rock e rock melodico. Inoltre, il disco costituisce un’ottima e molto ispirata prova di entrambi i leader della band, rivelando in vari punti il grande affiatamento musicale che sussiste tra i due. Un buon disco dunque, non particolarmente innovativo ma a suo modo originale, che piacerà sicuramente a chi ama il genere proposto.

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