Voto: 
6.4 / 10
Autore: 
Marco Lorenzi
Genere: 
Etichetta: 
Sub Pop/Audioglobe
Anno: 
2007
Line-Up: 

- Ben Bridwell
- Rob Hampton
- Creighton Barrett
 

Tracklist: 

1. Is There a Ghost (02:59)
2. Ode to LRC (04:16)
3. No One's Gonna Love You (03:37)
4. Detlef Schrempf (04:28)
5. The General Specific (03:07)
6. Lamb on the Lam (In the City) (05:50)
7. Islands on the Coast (03:34)
8. Marry Song (03:23)
9. Cigarettes, Wedding Bands (04:35)
10. Window Blues (04:01)

Band of Horses

Cease to Begin

Dare un seguito efficace ad un esordio accolto con onori e pareri positivi non è mai cosa facile. Non lo è, a maggior ragione, se si parla di una band giovane, inserita a pieno titolo nei roster di una label quale Sub Pop, autentico pilastro di certe correnti Indie affermatasi negli ultimi decenni.
La storia dei Band Of Horses, segnata (da un punto di vista discografico) dal debutto vincente nel 2006 con Everything All The Time, rischia di annacquarsi di già.
Cease To Begin segue il predecessore di poco più di un anno. Un anno nel quale i ragazzi di Seattle hanno capito che per fare un disco da classifica alla fine dei conti non è necessario spremersi più di tanto. E' sufficiente qualche idea messa giù con un pizzico di intelligenza, nonostante scimmiotti in maniera quasi indecente qualche altro nome eccellente della corrente Indie internazionale.

Ogni riferimento a The Shins o Coldplay, per non parlare di Wilko e My Morning Jacket, sono puramente... voluti. Ed è questa la pecca più grossa dei Band Of Horses, incapaci di cavalcare l'onda positiva che il precedente full-lenght aveva generato nell'opinione dei più.
Parliamoci chiaro: Cease To Begin non è da buttare. Ma manca di quella imprescindibile componente che, a nostro modo di vedere, rappresenta un autentico valore aggiunto. Manca di una fisionomia propria, capace di far emergere un suono proprio e peculiare.
Si comincia col piede giusto, con una Is There a Ghost che potrebbe far presagire ad un seguito più che positivo. La chitarra di Ben Bridwell gioca con la voce, generando un crescendo di sensazioni e arpeggi che piacciono e sembrano quasi ammaliare. L'apparente freschezza si perde col passare dei minuti e con lo scorrere delle tracce di questo lavoro. Si va dalle progressioni Pop di Ode to LRC agli spunti di chitarra di No One's Gonna Love You, rubati qua e là ai mostri sacri sopracitati.

Si prosegue sulla stessa lunghezza d'onda, con un abbozzo di ballata nella malriuscita Detlef Schrempf, che non regge nemmeno alla lontana il distante con una The Funeral qualsiasi eletta ad icona del precedente Everything All The Time.
Cosa salvare? La serie di arrangiamenti costruiti per Cease To Begin non è malvagia, seppur sulla falsa riga di tanto deja entendu. The General Specific, tra ritmi acustici ed una sezione di pianoforte incisiva, è l'emblema delle potenzialità non sfruttare dai Band Of Horses. Non possono bastare, quindi, l'incisione ritmica di Island on the Coast o una Marry Song affascinante ma comunque segnata irrimediabilmente da rimando ad altro, per migliorare un giudizio che per i Band Of Horses edizione 2007 non può che attestarsi sui canoni di un disco "normale", senza picchi sostanziali.

Everything All The Time era piaciuto, per la capacità di scuotere con un Indie Pop Rock ben congegnato, un ambiente musicale ultimamente avaro di prodotti apprezzabili. Con Cease To Begin la band di Ben Bridwell e compagni scrive un disco più compatto, forse, ma retrocede dalla categoria delle sorprese, attestandosi alla nomea di band senza infamia ma nel contempo senza lode. A conferma che, forse, a Seattle l'Indie Rock non è di casa.
 

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