Voto: 
8.5 / 10
Autore: 
Stefano Magrassi
Genere: 
Etichetta: 
The Spew Records
Anno: 
2005
Line-Up: 



- Parla - Batteria


- Willi - Chitarra


- Pr-Jad - Chitarra


- Necrom - Basso


- DR. - Voce





Tracklist: 



1. Valloggia 250


2. Jesus Virus


3. Brixia Chainsaw Massacre


4. Zombie Experiment


5. Family Vivisection


6. Pathologist instability


7. Emorragia


8. Zombies (Odore Di Fame)


9. Paster Of Muppets


10. Serial Grinder


11. 30" To Explode


12. La Vendetta Del Fantasma Serial Grinder


13. Infection


14. Dance Of Maniac


15. Kings Of Farm

Cadaveric Crematorium

Serial Grinder

L'underground italiano è senza ombra di dubbio uno dei più attivi della scena europea. Non bisogna stupirsi, quindi, se ciclicamente vengono prodotti lavori di così alto livello come questo Serial Grinder. Perchè infatti, giunti finalmente al debutto discografico, i Cadaveric Crematorium dimostrano che ben pochi gruppi nel Belpaese sanno esprimere un Death Metal di così elevato spessore. Dopo essersi fatti le ossa a suon di serate in svariati locali del nord-italia e essersi fatti conoscere come una vera macchina da guerra, i Nostri arrivano all'atteso full-length che li consacra come una delle migliori band del panorama tricolore. Il loro Brutal-Grind-Gore condito di una dose impressionante di ironia riesce ad essere devastante tanto dal vivo come su disco, così da trasformare un semplice ascolto in un'esperienza al limite del surrealismo e della pazzia più sfrenata.

Chiunque abbia avuto la fortuna di sentirli in sede live è ben conscio che è impossibile separare la proposta del combo bresciano dall'ironia e dal gore più malato, elementi che sono riproposti in maniera perfetta su Serial Grinder. Ma qui non si sta parlando di cinque ragazzi che hanno solo voglia di divertirsi, bensi di musicisti veramente dotati tecnicamente e capaci di rendere il loro sound inconfondibile. Perchè a fianco di una dose massiccia di umorismo troviamo un brutal schizzato e convulsivo, soffocante nell'incedere e tremendamente violento, impreziosito da parti compositive piacevolmente grind e da inserti melodici che aumentano vertiginosamente il livello generale di pazzia.

Come si può non essere colpiti da Valloggia 250, opener parlata in cui una probabile coppia di muratori si scambia battute all'interno di un dialogo incentrato sul bisogno non esaudito di un piccone, con tanto di convenevoli finali? E dopo questa piccola parentesi, si incomincia a fare sul serio (?) con Jesus Virus, un pezzo veramente grande per la potenza dei riff, i cambi repentini, la voce gutturale di DR. e i tempi grind che spuntano qua e la. La breve durata della canzone ci ributta in ambiti più propiamente brutal grazie a Brixia Chainsaw Massacre (ogni riferimento è puramente casuale...), capace di stupire ancora una volta non tanto per la composizione incredibilmente violenta, ma per la sorpresa di intermezzi quasi jazzistici che stonano e spiazzano completamente l'ascoltatore, provocando una piacevole confusione.

Zombie Experiment parte con un riff in pulito che sa molto di scandinavia, per poi trasformarsi in un pezzo riconducibile al brutal newyorkese per le parti lente e sporcate al massimo dalle linee vocali. Ottima, non c'è che dire. Un altro bel pugno in faccia ci aspetta subito dopo. Con Family Vivisection si rientra però più in canoni grind, se non che ci aspetta un'altra bella sorpresa: ora alzi la mano chi ha mai sentito Pavarotti nel bel mezzo di una canzone brutal? Ebbene sì, i Cadaveric Crematorium ci allietano anche con questo. Che dire: pazzia o genialità? La linea che le divide è molto sottile. A seguito di un rutto che ben fa sperare tutti i fan di Death, Pathology Instability divelte letteralmente il nostro apparato uditivo. L'incedere non permette di rimanere fermi. Una di quelle belle canzoni da ascoltare con il volume dello stereo al massimo, gustandosi i riff convulsivi e le ovvie lamentele dei vicini scandalizzati.

E' ora il momento di Emorragia, pezzo che era girato qualche tempo fa in rete come promo e che si dimostra uno dei migliori di tutto l'album: una buona unione tra parti veloci ed altre più pesanti e lente, con un ottimo lavoro delle chitarre e della voce. Ed è anche possibile notare il livello veramente alto della produzione, con suoni ben distinti e curati. E' senza sosta il viaggio all'interno di Serial Grinder: Zombies Odore di Fame è ancor più intricata, caotica e violenta delle tracce precedenti. Impressionante il risultato finale, capace di far aumentare il battito cardiaco e la confusione di chi ascolta. Sempre in primissimo piano il growl devastante di DR.. Ma ecco che il lato sarcastico e ironico fa di nuovo capolino. E cosa meglio di un classico del metal da storpiare? Così la pluri osannata Master Of Puppets si trasforma in Paster Of Muppets dove a seguito degli ormai noti accordi iniziali, il gruppo si diverte nel canticchiare per una quindicina di secondi, stile birreria, i riff del master-piece dei Metallica. Con ovviamente tanto di risata maligna finale.

La title-track si dimostra una specie di summa delle capacità dei Nostri: Serial Grinder è un buon insieme di brutalità, tecnica, grind e spiccati elementi gore. E con tanto di ringraziamento finale, molto probabilmente dedicato ai fan. Sulla stessa linea della traccia precedente viaggia anche 30" To Explode con l'inserimento di alcuni tempi scomposti già collaudati che ancora di più dimostrano la bravura tecnica della band. Purtroppo nell'insieme questo pezzo passa un pò inosservato. Ma non contenti di prima, la band vuole ringraziarci ancora e lo fa con La Vendetta Del Fantasma Serial Grinder: grazie grazie grazie, ecco il testo completo.

Si entra a questo punto nella parte finale del disco, che è anche quella più strana. Perchè infatti troviamo ad aspettarci Infection pezzo strumentale che con il Death non centra assolutamente, ma che rimane di una bellezza spropositata. Sarà forse per gli arrangiamenti melodici o per il fatto di venire dopo così tanta distruzione sonora, ma l'ascolto è estremamente piacevole, anche se fuori da qualsiasi contesto. Si parlava di stranezza: e infatti Dance Of Maniac , anche se ci riporta su canoni più classicamente Brutal, presenta di nuovo una serie di elementi come il cantato pulito e le parti in acustico, che la rendono particolarmente "strana". Eccoci giunti alla fine ed ecco un altro classico che viene fatto a pezzi: e così The Warriors Prayer dei Manowar si trasforma in Kings Of Farm, dove il nonno incoraggiato dal nipotino ci racconta una storia in cui elogia la vita bucolica, concludendo il suo racconto (e anche l'album) con una bestemmia che viaggia nel vento tra le colline.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un album veramente sopra le righe, suonato in maniera impeccabile e prodotto ottimamente. Ma soprattutto ci troviamo di fronte ad un gruppo che è tra i migliori in campo brutal in Italia e che sempre di più si sta facendo valere con le armi di cui dispone: buona tecnica, riff aggressivi, brutali e violenti e tanta, tanta, tanta ironia. Imperdibile per chiunque ami le sonorità estreme e voglia aver prova che gli Italiani qualcosa di buono lo sanno fare.

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