Gojira
(Joe Duplantier)
di: 
Andrea Rubini
07/07/2006



 

A poco meno di mezz’ora dalla fine del loro show, RockLine.it si appresta ad incontrare Joe Duplantier, frontman dei Gojira, per commentare la loro performance, e scambiare due chiacchere riguardo il loro From Mars To Sirius

A.R. - Ciao Joe, magnifico show, mi sembra doveroso partire da qui, non credi?

Joe - Sì, incredibile, non ci aspettavamo un seguito simile. Ieri siamo arrivati qui e abbaimo avuto un accoglienza caldissima, tutte le persone sono disponibili e gentilissime, è stato un piacere suonare qui al Tuska oggi.

A.R. - So anche che in generale state andando forti come live…

Joe - Non ti nascondo che é un periodo magico, prima abbiamo fatto il tour con gli Obituary, poi siamo andati al Download Festival di Donnington, suonare con Metallica, Tool, Korn, Guns…é stato incredibile. Quando eravamo ragazzini guardavamo le cassette di questi concerti, come il Metallica tour del Black Album, e adesso ci abbiamo suonato insieme, e siamo giá stati confermati per l’anno prossimo, questa volta nel main-stage. É un sogno che è diventato realtá, siamo super eccitati.

A.R. - Te l’avrei fatta dopo questa domanda, ma visto che siamo in tema… aprirete anche l’Unholy Alliance Tour in Francia. Cosa mi dici?

Joe - Che il sogno continua, In Flames, Children Of Bodom, e gli Slayer, la band che ritengo tra le prime cinque al mondo da sempre… abbiamo anche appena firmato un contratto negli States, una label promuoverà e distribuirà i nostril album da agosto, quindi presto faremo un tour anche là… non so cosa aggiungere, é un periodo strepitoso.

A.R. - Torniamo dunque indietro, agli esordi, quando Terra Incognita e The Link erano praticamente per i soli Francesi, se non per gli accurati ricercatori underground. Cosa puoi raccontarci di quell periodo? Sentivate comunque viva la vostra potenzialitá?

Joe - La storia breve é che io e mio fratello (Mario, il batterista), abbiamo iniziato molto presto a suonare musica, ispirati da Metallica e Death specialmente, e non solo perché siamo fratelli, ma abbiamo un ottimo feeling, sentivamo la musica viva e abbiamo iniziato a prenderla seriamente fin da adolescenti. Quando dunque é nata la band, il nostro obiettivo era quello di uscire dai confine francesi, perché in Francia c’é un mercato che valorizza molto il “prodotto nazionale”, quindi dopo pochi anni posso giurarti che non c’é Metal Head in Francia che non ci conosca, avevamo molto seguito ai nostri concerti, abbiamo anche fatto un DVD del tour di The Link. Peró il nostro obiettivo é quello di girare il mondo, far conoscere la nostra musica e fare esperienza, quindi crediamo molto in noi stessi, e abbiamo fiducia in quello che facciamo.

A.R. - Veniamo dunque a From Mars To Sirius, un album molto complesso ma molto ben fatto. Qual è il suo messaggio? Possiamo chiamarlo concept?

Joe - Quest’album ci ha portato via tantissimo tempo, abbiamo praticamente fatto tutto noi, dalla stesura dei pezzi, al mixaggio, all’artwork. L’album é stato molto spontaneo, abbiamo lasciato che ogni sensazione, ogni emozione, scorresse, ogni idea veniva registrata e non giudicata, i riff venivano riprese dopo due o tre giorni, ma comunque venivano registrati. Questo album é fortemente emotivo ed ispirato, mentre componevamo abbaimo sentito questa energia coinvolgente, era molto stimolante lavorarci su. Per quanto riguarda il concept, non so, non direi, é vero che c’é un tema guida, un viaggio interspaziale, ma per me il concept é una cosa studiata in partenza, questo invece é un risultato.

A.R. - Dunque, la metafora del viaggio, compiuta da una balena volante. Parlaci di questo viaggio, e perché la balena?

Joe - Marte è il Dio della Guerra, e oggi ogni cosa è guerra, tutta la musica parla di cattiveria e violenza, non solo i media, quindi diciamo che è la quotidianeità. Sirius é una stella che per gli antichi Egizi era simbolo di pace e amore, quindi l’antipodo di Mars. Il viaggio dunque é questa ricerca di pace e serenità, perché il nostro messaggio, anche se siamo una metal band, è questo, è positivo, é “abbiate cura di voi stessi” in sostanza. La balena é una visione che ho avuto durante una performance, quando sei stanco ma stai emanando energia, hai questi momenti di “trance”, dico trance perché non hai tempo di pensare, quindi hai visioni, immagini, e pensavo a cosa ci puó essere di piú grande di una balena che passa in mezzo alla folla. Non so perché, é pazza come idea, peró é venuta. Tra l’altro mi piace molto il canto delle balene, e le abbiamo riprodotte sul disco nella traccia Unicorn.

A.R. - Mi hai anticipato, questa traccia strumentale a metà album é spaesante, cosa significa?

Joe - Unicorn é il nome di una galassia, quindi é una tappa del viaggio. Sai, sono molto affascinato dalle stelle, mi piace osservare le costellazioni, sono cosí mastodontiche, cosí lontane, c’é da perdersi nell’immensitá del cosmo. É comunque una tappa del viaggio, perché é lungo e difficile, quindi é come una sosta forzata.

A.R. - Bene, purtroppo il nostro tempo a disposizione sta finendo, hai qualcosa da dire ai fans italiani?

Joe - Che vogliamo assolutamente venire a suonare in Italia, anche perché siamo “vicini di casa”, quindi preparatevi, perché Gojira è un mostro veramente pesante che é pronto a schiacciare tutto ció che intralcia il suo cammino. Grazie dell’interessamento, a presto ragazzi.

A.R. - Grazie a te del tempo dedicatoci, e in bocca al lupo per il futuro.

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