Abel Is Dying
(Giangiacomo Pastore)
di: 
Jacopo Prada
22/05/2007



 

Gli Abel Is Dying rappresentano sicuramente una piccola, ma validissima realtà all’interno del panorama Metalcore italiano. Il loro è un sound tagliente, aggressivo, mai scontato o ripetitivo. Scopriamo allora chi sono veramente gli Abel Is Dying e quali progetti hanno per il proprio futuro. A rispondere alle nostre domande è il simpatico Giangiacomo Pastore, chitarrista della band…

J.P. - Ciao Gigio e benvenuto su RockLine.it! Allora, come va?

Giangiacomo - Ciao Jacopo! Qui Gigio! Direi tutto bene, siamo appena tornati da un fest in Inghilterra fantastico e siamo ancora un po’ stanchi ma felici di aver suonato ancora una volta lì, con gruppi come Dead To Fall e The Red Chord!

J.P. - Presentaci innanzitutto gli Abel Is Dying

Giangiacomo - Gli Abel Is Dying sono sei ragazzi della provincia milanese che amano suonare e divertirsi! Ci siamo formati alla fine del 2004 e come tanti altri gruppi abbiamo iniziato a provare cercando un suono che ci rappresentasse. Dopo aver composto le prime canzoni ed aver registrato un promo di 3 pezzi nel 2005 abbiamo cominciato un intensa attività live che ci ha portato a suonare in giro per l’Italia e all’estero. Nel Marzo 2006 siamo rientrati in studio insieme a Gianluca Amendolara (The Miracle, No More Fear, Steam) nei suoi Cellar Door Studios, per incidere le sette canzoni che sono presenti nel nostro debutto Gazing From The Abyss che è uscito per Still Life Records nel Novembre scorso.

J.P. - Iniziamo l’intervista parlando proprio di Gazing From The Abyss, il mini che avete pubblicato sul finire dell’anno scorso. Ascoltando il disco ora, a distanza di diversi mesi dalla sua effettiva uscita, che sensazione provi?

Giangiacomo - Direi di orgoglio e felicità! Questo cd ci ha permesso di fare tantissime cose che una volta potevamo solo sognare e per questo voglio ringraziare ancora Francesco della Still Life Records per aver creduto in noi fin dall’inizio!

J.P. - Cosa pensi del lavoro svolto? Il disco rispecchia quelli che erano i vostri intenti?

Giangiacomo - Sì, direi proprio di sì! Noi ci eravamo impuntanti sull’entrare in studio in un certo periodo del 2006 e ci siamo davvero sbattuti molto per fare i pezzi che sono presenti sul cd conciliando anche l’attività live! Quindi posso dirti che ne siamo davvero soddisfatti del prodotto finale!

J.P. - Quali sono i brani dell’EP che preferisci e perché? Quale, a tuo parere, rappresenta al meglio lo stile degli Abel Is Dying?

Giangiacomo - I brani che preferisco sono sicuramente Winchester’s Nightmare e Buried Like Beatrix perché sono quelle che amo suonare di più dal vivo, ma diciamo che sono legato a tutte le tracce del cd perché rispecchiano un momento della mia/nostra vita molto intenso e bello! Ogni volta che si finiva un pezzo in sala c’erano gia mille altre idee pronte…è stato insomma duro ma comunque molto divertente e gratificante per noi!

J.P. - Quali sono le band che vi hanno maggiormente influenzato nel periodo precedente alle registrazioni del disco e di cui, perciò, è debitore Gazing From The Abyss?

Giangiacomo - Mmm bella domanda… ascoltiamo tutti cose differenti, ma di sicuro i gruppi che più ci hanno influenzato, se cosi si può dire, sono stati gli As Hopes Dies, Conducting From The Grave e Dead To Fall. Ma ti ripeto, ascoltiamo tutti cose differenti quindi le influenze possono essere state davvero tantissime!

J.P. - Come preferite etichettare il vostro Sound? Metalcore? Death Metal melodico?

Giangiacomo - Non amiamo molto etichettare la nostra musica, ma se proprio dobbiamo diciamo che gli Abel Is Dying fanno Metal che dal vivo assume una forte tinta Hardcore.

J.P. - Rispetto al vostro demo del 2005, cosa ha in più Gazing From The Abyss? Come band, sentite di esservi evoluti musicalmente?

Giangiacomo - Beh, penso che ci sia proprio un abisso tra i due lavori visto che il demo è stato il nostro primo lavoro tutti insieme e risente quindi di una certa immaturità, invece su Gazing Fom The Abyss si può sentire la nostra crescita e la nostra voglia di migliorare. Quindi sì, penso che ci siamo evoluti. ma sicuramente non abbiamo intenzione di fermarci a questo livello! I pezzi nuovi che stiamo scrivendo in questo periodo sono diversi ancora da quelli dell’EP!

J.P. - Come è nato l’artwork di Gazing From The Abyss? La copertina ha un significato particolare?

Giangiacomo - No, non ha nessun significato particolare! Francesco della Still Life ha fatto la copertina, ce l’ha fatta vedere e noi ne siamo rimasti colpiti perché dava in pieno l’idea d quello che potevi ascoltare nel cd!

J.P. - So che poco tempo fa il disco è stato ristampato da una label inglese per il mercato anglosassone. Puoi dirci qualcosa in più a riguardo?

Giangiacomo - Sì, il cd è stato ristampato questo aprile in UK da Four Aces Rec. e sta andando molto bene! Abbiamo fatto un tour questo aprile di dieci date ed è stato davvero fantastico, abbiamo suonato con gruppi meravigliosi e incontrato persone fantastiche! Come ti dicevo prima, abbiamo suonato anche pochi giorni fa in un grosso fest a Hull con gruppi come Dead To Fall, Ion Dissonance, From A Second Story Window e The Red Chord ed è stato davvero tutto fantastico, sia dal punto di vista personale che dal punto di vista del riscontro che c’è stato da parte del pubblico! Non vediamo l’ora di ritornarci insomma!

J.P. - Chi si occupa dei testi all’interno della band? Di cosa parlano ed a cosa si ispirano le vostre liriche?

Giangiacomo - I nostri testi sono scritti da Tommy e Paul e a volte anche da me! Spesso ci piace scrivere di quello che vediamo o che sentiamo! Tendiamo a essere molto diretti anche se magari il significato risulta astratto a prima lettura! Ci piace scrivere di quello che proviamo e viviamo nella nostra vita! La cosa che più ci preme è che chi ascolta le nostre canzoni si soffermi anche a leggere i testi e magari rimanerne colpito come capita a noi quando leggiamo alcuni testi di gruppi che ci piacciono.

J.P. - Tra i tanti gruppi con cui avete suonato dal vivo, ne ricordi uno in particolare che ti aveva lasciato un’ottima impressione di sé?

Giangiacomo - Ti posso dire che tanti gruppi mi hanno lasciato una bellissima impressione. Per quel che riguarda i gruppi esteri ti posso dire che gruppi come From A Second Story Window sono davvero dei tipi molto alla mano e spaccano tutto quando suonano dal vivo, come anche i The Red Chord. Di quelli italiani la lista è davvero infinita visto che abbiamo tanti amici che suonano, ma se devo proprio dire qualche nome con cui siamo sempre onorati e felici d suonare insieme ti dico The End Of 6000 Years, Godless Crusade, The Miracle e Alone.

J.P. - Dove è stato il posto più strano dove avete suonato?

Giangiacomo - Guarda, il posto più strano in cui abbiamo suonato è stato di sicuro una barca a Lyon in Francia! E’ stato davvero strano e al tempo stesso molto bello! C’era un sacco di gente che faceva un casino assurdo! E’ stato divertente!

J.P. - Come siete entrati in contatto con la Still Life Records? Come giudichi il loro lavoro svolto sul mini?

Giangiacomo - Conosciamo Francesco da parecchio tempo e ci ha sempre supportato e aiutato! In più siamo sempre stati grandi fan delle sue band, quindi nel Settembre scorso, quando ci ha chiesto di lavorare con lui, non abbiamo avuto alcun tipo di dubbio ma anzi eravamo davvero felicissimi! Inoltre la Still Life si è data un gran da fare per noi quindi non posso che ripeterti quello che ho detto prima. Siamo fieri di far parte della famiglia!

J.P. - In un qualche foto promozionale ho intravisto una maglietta dell’Animal Liberation Front. La cosa mi ha parecchi incuriosito… Che cosa ci puoi dire a riguardo?

Giangiacomo - Allora, quello che ti posso dire è che Andrea è vegan, mentre Paul vegetariano. La nostra musica e i nostri testi, comunque, non hanno messaggi legati a questo in quanto siamo sei persone con idee diverse.

J.P. - Quali sono i vostri progetti per il futuro? A quando il primo full lenght?

Giangiacomo - Progetti futuri: sicuramente continuare a suonare live ancora molte e molte date! Inoltre in questo periodo stiamo scrivendo i nuovi pezzi che finiranno sul nostro primo full lenght, che penso uscirà per l’estate 2008 se tutto va come previsto! Non vediamo l’ora di registrare i pezzi nuovi, siamo davvero eccitati di come suonano!

J.P. - Un’ultima curiosità: da dove nasce il nome Abel Is Dying?

Giangiacomo - Il nome Abel Is Dying nasce da una mia idea e significa per noi essere coerenti con se stessi e verso le proprio idee senza mai lasciarsi condizionare dal mondo che ci circonda. So che detto cosi non è chiaro, ma il senso del nostro nome sta in queste poche parole.

J.P. - Ti ringrazio enormemente per il tempo a noi dedicato e spero vivamente di risentirci molto presto! Buona fortuna per il futuro da parte mia e dell’intero sito!

Giangiacomo - Grazie mille a te Jacopo e a RockLine.it per il supporto e la simpatica chiacchierata! Speriamo anche noi a presto. Metal!

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