Sebbene l’artwork del secondo album di studio dei Lewd Acts possa far divagare la mente verso lidi assai lontani dall’Hardcore più oltranzista e graffiante, Black Eye Blues si rivela un album capace di conciliare tutti i più significativi cliché del genere. Basta osservare una foto della dimensione plasmata nei vorticosi concerti per comprendere quale sia l’entità dei Lewd Acts, riassumibile nella combinazione "tatuaggi-California-impeto Hardcore". Negli undici pezzi intrisi di malattia e di rabbia repressa che costituiscono Black Eye Blues, viene infatti ritratta l’immagine di un quartetto che mette in pratica lo stile di vita predicato dalla propria religione musicale. Registrato e prodotto da Kurt Ballou dei Converge, il disco si presenta come una rivisitazione del sound violento degli Earth Crisis, pur non disdegnando un certo approccio Post-Hardcore tipico delle realtà più sperimentali.
I brani scorrono frenetici senza interruzioni, garantendo una durata di soli 28 minuti al platter: la voce del cantante Tyler "Tylure" Densley appare martellante, affilata ed estenuante, conducendo l’ascoltatore in un angosciante viaggio intriso di atmosfere velenose e di decadenti periferie americane. Le ritmiche tessute ripercorrono fedelmente gli intrecci caotici dell’Hardcore più debitore della vena Punk, ma esibiscono anche i rallentamenti e le improvvise accelerazioni delle formazioni più futuriste, Converge e Mastodon su tutti. E’ sufficiente ascoltare il binomio Penmanship Sailed-Young Lovers, Old Livers per rendersi conto di quale sia il massimo intervallo di versatilità stilistica in possesso della band; è questa la pecca principale di Black Eye Blues, un album di studio che scatena ansia più che ira e che non aggiunge elementi innovativi al florido panorama Hardcore. Sicuramente dalla loro i quattro californiani hanno l’abilità di proporre deliranti interpretazioni live dall’approccio devastante, ma il livello di song-writing dovrà migliorare nel tempo, affinando l’ambito delle ritmiche e le piatte linee vocali.
In definitiva solo gli irriducibili dei timbri Hardcore più aggressivi e irruenti potranno apprezzare a fondo questo full-length dai tratti conservatori per la scena Punk/Hardcore, pubblicato sotto una Deathwish Inc. sempre più leader del settore. Tuttavia si deve anche sottolineare la crescita a cui i Lewd Acts sono andati incontro rispetto al primo vagito discografico Dark Days, ancor più grezzo e derivativo; la band non faticherà quindi a trovare, come la maggior parte delle formazioni americane, interessanti proposte di tournèe attraverso le capitali dell’Hardcore d’oltreoceano.
LINE UP: - Ahlex - chitarra - Coree - batteria - Jack - basso - Tylure - voce
TRACKLIST: 1. Know Where To Go (01:37) 2. Wide Black Eyes (01:28) 3. Nightcrawlers (02:16) 4. You Don't Need Me (00:42) 5. I Don't Need You (03:22) 6. Who Knew The West Coast Could Be So Cold (01:24) 7. Penmanship Sailed (5:03) 8. Young Lovers, Old Livers (02:31) 9. Rot Gut Charlie (01:19) 10. My Father Was A Locomotive (02:56) 11. Nowhere To Go (06:03)