Dopo il primo debutto con Kiss + Swallow nel 2004 e il secondo album The Alternative nel 2007, il solista Chris Corner, fondatore degli Sneaker Pimps, si cimenta in un nuovo progetto musicale, denso di spunti e influenze e dal sound profondamente electro e dark.
Nel suo terzo lavoro il solista Chris Corner conferma di aver compreso appieno la lezione degli anni ’80 e ’90. Sonorità elettroniche e linee melodiche contemporanee si fondono con atmosfere dark tipiche della New Wave degli Eighties. Altrettanto appropriata a tale stile è la voce, che il solista Corner sa come utilizzare, da pacata come in Running o Tear Garden o più carica e aggressiva come in An I For An I e Think in England; ben scelti e calibrati poi gli effetti vocali, dal tono caldo e avvolgente, passando per l’eco per poi tornare all’effetto megafono, tutti accorgimenti che arricchiscono ed enfatizzano suoni altrettanto vari con giri di basso molto marcati, a cui è impossibile non cedere almeno con un movimento oscillatorio del capo. Nelle atmosfere cupe e altamente oscure suggerite dalla parte strumentale anche i testi danno il loro contribuito con una decisiva dose di malinconia e angoscia, basti solo leggere i titoli di I Am Terrified, Tear Garden, My Secret Friend, che suggeriscono temi tormentati come dipendenze (anche il titolo dell’album stesso), alienazioni e sofferenze. La linea di tastiera spesso presente in numerose tracce esprime e rafforza ulteriormente il turbamento, così come alcuni suoni electro-industrial, reiterati con cadenza ossessiva. Si tratta di un album molto vario e cosciente del repertorio musicale degli ultimi vent’anni; una proposta musicale non riconducibile a un semplice musicista, ma a un artista che anche attraverso il suo stile particolare (eyeliner, rossetto, abiti eccentrici, corpo magro ed emaciato) evoca un determinato modo di approcciarsi alla musica e all’arte in generale. Se tracce come Nature Of Inviting sembrano un omaggio ad artisti come i Depeche Mode, continuando con l’ascolto del disco si colgono anche altre interessanti interpretazioni, del tutto originali e personali, di suoni tipici anni ’90, con tastiere robotiche e distorsioni metalliche, molto utilizzate da nomi come i Placebo. Non mancano comunque anche chicche estrose, per esempio in Can Be Happy, dove l’incipit oscilla tra il chillout e lo stile orientale.
A questo Kingdom Of Welcome Addiction, da apprezzare e ascoltare con attenzione, va riconosciuto il merito di inserirsi in maniera assolutamente attuale nel panorama contemporaneo dell’electro-pop, senza proporre qualcosa di scontato e banale, pur mantenendo una certa eredità degli anni che hanno consacrato questo tipo di genere.
LINE UP: - Chris Cornell - tutti gli strumenti
TRACKLIST: 1. Nature Of Inviting 2. Kindom Of Welcome Addiction 3. Tear Garden 4. My Secret Friend 5. An I For An I 6. I Am Terrified 7. Think Of England 8. The Stupid, The Proud 9. You Can Be Happy 10. The Great Shipwreck Of Life 11. Running