The Winstons | The Winstons | RockLine.it
Voto: 
8.0 / 10
Autore: 
A. Giulio Magliulo
Etichetta: 
AMS
Anno: 
2016
Line-Up: 

Linnon Winston (Lino Gitto) - drums, keyboards, vocals 
Enro Winston (Enrico Gabrielli) - keyboards, woodwinds, vocals
Rob Winston (Roberto Dell'Era) - bass, electric 12 string guitar, vocals

GUESTS:
Xabier Iriondo Gemmi - soundmetak
Roberto D’Azzan  - trumpet

 

Tracklist: 

Nicotine Freak

カンガルー目 (Diprotodon)

Play With The Rebels

…On A Dark Cloud

She’s My Face

A Reason For Goodbye

Dancing In The Park With A Gun

Tarmac

Viaggio nel suono a tre dimensioni

番号番号 (Number Number)

 

    The Winstons

    The Winstons

    La AMS, label italiana prog oriented pubblica il debutto del trio The Winstons, da non confondere con l'omonima formazione americana dei sixties. In effetti a debuttare è la sigla e non certo i componenti, essendo già ben noti i nomi di Roberto Dell'Era, Enrico Gabrielli e Lino Gitto.

    Sono folate di malinconia e di inquietudine tratteggiate con piglio surreale quelle che ci attanagliano nell'opener Nicotine Freak; il dubbio che per errore sia partita una qualsiasi traccia con Bob Wyatt alla voce è forte, almeno fintanto che il brano non prende vigore e psichedelica consistenza barrettiana. Come fossimo entrati in una macchina del tempo che ci ha mollati nel Kent in una giornata piovosa a caso tra il 1966 e il 1973, mentre è in atto un duello (Diprotodon) tra un Fender Rhodes e una tromba molto rock in opposition (quella dell'ospite Roberto D'Azzan).

    Play with the Rebels comincia come un piccolo incantesimo crimsoniano ma poi è puro zucchero beatpop alla Beau Brummels a scioglierci così come le algide tastiere di ..On a Dark Cloud a gelarci nel loro siderale spazio floydiano.
    She's My Face riesuma Ray Manzarek (anche qui i Winstons deformano lo spazio tempo lasciando suonare Golden Brown ai Doors) e c'è perfino spazio per qualche episodio hard-prog sul finale ma sempre condotto con quell'estro alt-jazzy che animava le avanguardie rock di quegli anni lì.

    Se per voi nomi come Soft Machine, Rare Bird, Eela Craig e Egg significano più di qualcosa, se personaggi quali Hugh Hopper e Daevid Allen rientrano nella vostra cosmogonia rock, allora comprate questo disco, restatene stupiti, commuovetevi, piangete e ringraziate. 

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